La vera storia di Eugenia Carfora, la Preside della scuola Viviani interpretata su Rai1 da Luisa Ranieri
Era il 21 novembre 2011. Ecco il reportage video di Antonio Crispino per Corriere Tv sulla scuola vicino Napoli con 27 cattedre libere dove nessuno vuole andare ad insegnare
La vera storia di Eugenia Carfora, la Preside della scuola Viviani interpretata su Rai1 da Luisa Ranieri
13 gennaio 2026
Embedâ Codice embed copiato negli appuntiEra il 21 novembre 2011. Ecco il reportage video di Antonio Crispino per Corriere Tv sulla scuola vicino Napoli con 27 cattedre libere dove nessuno vuole andare ad insegnare
Antonio Crispino / CorriereTv
Il 21 novembre 2011 il videogiornalista Antonio Crispino fece questo video per corriereTv che oggi ripubblichiamo
NAPOLI - Alla scuola Viviani ci sono 27 cattedre libere ma nessuno ci vuole andare ad insegnare. Già , perché la Viviani non si trova in una zona "normale" ma al Parco verde di Caivano, un quartiere popolare in provincia di Napoli che di verde ha solo il nome ed è ritenuto un fortino della criminalità organizzata. E i professori si rifiutano di andare.
UNA PRESIDE CHE RESISTE - A chi chiede spiegazioni alla preside Eugenia Carfora scopre che qui, la preside, fa anche l'insegnante, la segretaria e la bidella. Perché neanche il personale non docente ci vuole venire a lavorare. La segreteria è chiusa a chiave, dall'inizio dell'anno sono senza amministrativi. Quando arriviamo a scuola troviamo solo 7 docenti su 34 e un numero impressionante di professori in malattia. Per la stessa cattedra di Italiano sono arrivati a pagare fino a 8 docenti. Ma neanche il tempo di sedersi dietro alla cattedra e si sono messi tutti in malattia. Gli altri in graduatoria, invece, rifiutano l'incarico.
Al Provveditorato agli studi di Napoli dicono che hanno le mani legate, questa è la normativa e per le zone a rischio non è prevista alcuna eccezione. «Sono arrivata da appena 5 mesi - dice la dirigente Luisa Franzese -. Prometto che alla prima occasione farò visita al Parco Verde" di Caivano». Nel frattempo, un giro in questa scuola di frontiera lo abbiamo fatto noi. In classe ci sono pochissimi banchi. L'evasione scolastica è al 49 %. Nel quartiere gli adolescenti rappresentano manovalanza per la criminalità organizzata. Peri i genitori la scuola è l'ultimo dei pensieri. Ogni famiglia ha almeno un parente in carcere. Quei pochi alunni che frequentano sono quelli che la preside preleva ogni mattina di casa in casa, andando a bussare alle porte di questo quartiere che altri evitano persino di attraversare con la macchina. Ma non tutti hanno gradito. Anzi, quasi subito è partita la contestazione nei suoi confronti.
«BANCHI RUBATI E PISTOLE IN AULA»- Al suo primo giorno di scuola la Carfora trovò tutto sottosopra. Nemmeno i banchi in aula c'erano. Di notte qualcuno li rubava e poi li rivendeva. In una delle aule trovarono nascoste persino delle pistole. «A molti non va a genio la preside perché è un tipo tosto - dicono alcune mamme nel quartiere -. Noi sappiamo solo che senza la sua determinazione i nostri figli a quest'ora starebbero in mezzo alla strada. Senza contare che prima che arrivasse lei questa scuola sembrava uno scantinato: puzzava di urina e c'erano topi ovunque. Lei s'è rimboccata le maniche e l'ha ripulita da cima a fondo».
Giorni fa la preside lanciò un appello: «Non abbandonate la mia scuola nelle mani della criminalità ». Hanno risposto centinaia di prof da tutta Italia, che qui verrebbero ad insegnare per davvero. Ma per il ministero ci sono le graduatorie da rispettare e sulla carta non c'è distinzione tra fannulloni e docenti. Da mesi scrive al ministero dell'Istruzione chiedendo una diversa procedura per l'assegnazione del personale nelle scuole a rischio. Nessuna risposta. Al suo fianco si è ritrovata solo la parte sana del quartiere, magari minoritaria, ma che ha voglia di cambiare e spera che arrivi qualcuno a dare man forte alla dirigente di ferro. Ma per il momento sono arrivate solo minacce e insulti, compresa una pagina su facebook dal titolo eloquente: «Ti odiamo a morte preside!». Firmato: Parco Verde. Scuola viviani
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13 gennaio 2026 © RIPRODUZIONE RISERVATA