«I giovani? Bevono diversamente»
Per Martina Centa, brand manager della cantina Roeno, le nuove generazioni hanno un’attitudine particolare, ma «occorre imparare a parlare la loro lingua e il loro slang»
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
«I giovani? Bevono diversamente»
di Lorenza CerbiniPer Martina Centa, brand manager della cantina Roeno, le nuove generazioni hanno un’attitudine particolare, ma «occorre imparare a parlare la loro lingua e il loro slang»
«Si beve meno per abitudine e questo atteggiamento va letto come posizionamento», dice Martina Centa, vicepresidente dell’Associazione Giovani Imprenditori Vinicoli Italiani (AGIVI) e brand manager della cantinaRoeno, fondata da nonno Rolando 62 anni fa nell’allora poco conosciuta Terradeiforti, la valle delimitata dall’altopiano della Lessinia, dal Monte Baldo e dal lago di Garda. Terza generazione di vignaioli, con i cugini Emma e Alberto, Martina è l’esempio di come il passaggio generazionale contribuisce a portare progetti per la valorizzazione del prodotto nell’ottica di rispondere alle sfide imposte da un mercato in continuo divenire per stile di vita, gusti, potenziale di spesa, geopolitica e cambiamento climatico. «Let’s make wine sexy again» è il nuovo manifesto di Agivi, nato «come una provocazione, per una lettura del mondo del vino contemporanea, attrattiva e coinvolgente», dice Centa. La questione è ampia. Uno: «Va smentito il credo che il calo dei consumi sia reputabile alle generazioni nate intorno al nuovo Millennio». Due: «Si consuma meno vino perché in famiglia si è persa l’abitudine delle vecchie generazioni di pasteggiare con la bottiglia, per i codici etici dettati dalle aziende e per una maggiore attenzione verso la salute». Tre: «Oggi, si beve per celebrare un evento, dunque con un approccio diverso verso il calice». E ancora, «il linguaggio degli addetti ai lavori può risultare intimidatorio, ai giovani il vino va raccontato con uno storytelling più semplice». Nella cantina Roeno l’estate è trascorsa con un afflusso importante di giovani richiamati dalle bollicine Trentodoc e dall’Enantio, il rosso simbolo dell’azienda prodotto da viti endemiche e coltivate a piede franco nell’arenale sabbioso dell’Adige. «Abbiamo registrato la presenza massiccia di danesi e polacchi, giovani dai 20 ai 25 anni con una capacità di acquisto media di 150 euro. Principalmente, hanno scelto bollicine Trentodoc non entry level, quindi Riserva con evoluzioni superiori ai due anni e vini bianchi più verticali con una bella acidità come il Reisling Renano. Un progetto nato per la passione di mio zio Giuseppe Fugatti, che ha lavorato in Alsazia e rientrato in Italia, ha avviato un progetto di zonazione a 450 metri sul monte Baldo dove abbiamo piantato cinque ettari di vigneto. I palati variano da Paese a Paese. Gli statunitensi sono orientati verso nettari no o low alcol, un trend che si è diffuso soprattutto Oltreoceano. Gli asiatici stanno abbandonando i rossi tannici e corposi per i bianchi aromatici come il Gewürztraminer». Intanto, il nuovo direttivo di Agivi («eletta presidente Vittoria Rocca, mentre condivido la vicepresidenza con Tommaso Canella») ha tracciato il programma per i prossimi mesi. «Cercheremo di portare in ogni regione un evento con i giovani produttori».
23 settembre 2026 ( modifica il 23 settembre 2026 | 09:21)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Mario Biondi: un sorso di soul
Al Trentodoc Festival un viaggio tra i sensi, dove il gusto incontra la musica
Iscriviti alla newsletter Ore 18Ogni sera, alle 18
le notizie più importanti della giornata