Lo separano dai cani e sparisce nel nulla: il dramma di Vincenzo
Lui si chiama Vincenzo, ha 62 anni, fino a qualche tempo fa un lavoro come cuoco, ha una famiglia (moglie e due figli) aveva anche una casa a Chiaiano. Ma soprattutto aveva due cani, che amava...
Lui si chiama Vincenzo, ha 62 anni, fino a qualche tempo fa un lavoro come cuoco, ha una famiglia (moglie e due figli) aveva anche una casa a Chiaiano. Ma soprattutto aveva due cani, che amava sopra ogni cosa. La vita, a volte, però riserva curve pericolose, strade senza uscita e brutte sorprese.
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Ed è successo a lui: una depressione improvvisa, l'improvvisa malattia della moglie che lo prostra, i figli si sono già trasferiti e all'improvviso l'affitto della casa, che non può più onorare. Storie drammatiche di sfortuna e solitudine. Alla fine Vincenzo resterà da solo, lui e i suoi adorati Vicky e Cleo, due meticci bellissimi, e a loro volta sfortunati. Per loro e per il loro padrone si apre il baratro delle vita in strada, da “senza fissa dimora”Vincenzo inizia a conoscere la “vita da senza fissa dimora.
Si muove in giro per la città senza una meta precisa toccando con mano l'indifferenza della gente che non sa, non capisce, e spesso giudica troppo facilmente. Ma almeno a rimanergli accanto restano loro, i suoi due inseparabili amici a quattro zampe, arrangiandosi come capita. Chi ha occhi e cuore per capire gli fornisce un minimo di assistenza. Poi, però, da un giorno all’altro sparisce dalla zona che va da Chiaiano a Capodimonte dove prima viveva. Ricompare un anno fa in zona Capodimonte (il quartiere di origine della moglie), nell'area prospiciente al Bosco. E a questo punto inizia a bere.
Negli spazi in cui si faceva vedere fino a qual giorno veniva aiutato da alcune persone della zona per le sue esigenze primarie: un po’ di cibo, qualche coperta, i croccantini per i suoi due cani; ma non basta, perché non ha più un tetto sotto il quale dormire. Per la notte si arrangia, trovando riparo dapprima presso un negozio di gastronomia chiuso e dismesso, ma anche questa piccola fortuna dura poco, fino a quando il titolare dell’immobile una sera gli fa trovare un cancello serrato con catena. L’odissea continua. Riesce a dormire, quando fa freddo o piove, all’interno di un'auto abbandonata, ma arriva anche il giorno in cui la macchina viene sequestrata. Vincenzo si chiude sempre più in se stesso. Chi lo ha conosciuto ci racconta che - a quel punto - l’unico rifugio per lui e i suoi due cani diventa la pensilina della fermata degli autobus di fronte all’entrata del Bosco di Capodimonte di Porta Piccola, a via Miano. I proprietari di una vicina pizzeria lo aiutano a sfamarsi, alcuni volontari animalisti portano cibo per Cleo e Vicky.
Ma iniziano a partire segnalazioni all’Asl e ai Servizi Sociali. «Vincenzo - raccontano le persone che lo hanno conosciuto e aiutato - viene avvicinato da personale veterinario dell’Asl e da assistenti sociali che, compulsati da un consigliere comunale, prospettano all’uomo la soluzione: Cleo e Vicky saranno collocati presso la “Collina di Argo” - un canile comunale ubicato a Napoli in via Janfolla - mentre lui sarà ospitato, per la notte, presso il “Centro La Palma”, nella zona dello Scudillo; a Vincenzo viene assicurato che lui non perderà i suoi amici, che potrà andarli a trovare quando vuole… e, una volta “risolti i suoi problemi”, li riavrà». Lui crede in tutto questo: ma Cleo e Vicky (di 13 e 8 anni) non li rivedrà più. Vincenzo si reca al “Centro La Palma” solo per una notte: qui trova cibo, abiti puliti, una doccia e un letto. Ma la mancanza dei suoi due veri e unici amici che gli sono rimasti lo agita: capisce di essere ancora più solo. Sparirà nel nulla, dopo quella notte. Nessuno sa dire dove sia ora. E questo squarcia scenari drammatici. Sono le poche persone che gli hanno voluto un po’ di bene a lanciare questo appello a tutti coloro che potrebbero aiutarci a ritrovarlo e ad offrirgli la possibilità di poter tornare a vivere con i suoi amati amici a quattro zampe. «Forse sarebbe stato il caso di trovare un’altra soluzione», insistono i residenti di Capodimonte che lo conoscevano e aiutavano - per lui come per Cleo e Vicky».