Hormuz, petroliera cinese rompe il blocco degli Usa: ecco come la "Rich Starry" è riuscita ad attraversare lo Stretto
Il Mattino

Hormuz, petroliera cinese rompe il blocco degli Usa: ecco come la "Rich Starry" è riuscita ad attraversare lo Stretto

Martedì 14 aprile 2026
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Alta tensione a Hormuz. Non regge il blocco imposto dagli Stati Uniti. La petroliera Rich Starry, di proprietà cinese e con bandiera del Malawi, ha completato l'attraversamento...

Alta tensione a Hormuz. Non regge il blocco imposto dagli Stati Uniti. La petroliera Rich Starry, di proprietà cinese e con bandiera del Malawi, ha completato l'attraversamento dello Stretto come risulta dai dati di tracciamento navale dai siti MarineTraffic e Vessel Finder. La minaccia di Trump sembra quindi caduta nel vuoto. Solo ieri scriveva su Truth: «Attenzione, se una qualsiasi di queste navi si avvicina al nostro blocco, verra immediatamente eliminata, usando lo stesso sistema di sterminio che usiamo contro i narcotrafficanti sulle imbarcazioni in mare. Rapido e brutale». Il divieto era scattato dalle 16 del 14 aprile, dopo il fallimento dei negoziati tra Usa e Iran. Ma non è durato neanche 24 ore.

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Il dietro-front e poi il cambio di rotta

La nave, lunga 188 metri e larga 29 metri, era partita ieri dall'ancoraggio di Sharjah (Emirati Arabi Uniti) e naviga (velocità 8 nodi) a pieno carico, con un pescaggio segnalato di 11,3 metri, indicando la Cina come destinazione. Ieri aveva fatto dietro-front e rinunciato a uscire dal Golfo Persico, mentre poi ha fatto ingresso nel Golfo dell'Oman.

 

Le sanzioni alla nave

Precedentemente nota come Full Star, la Rich Starry, petroliera di medio raggio, è stata inserita nella lista nera da Washington nel 2023 per aver aiutato Teheran a eludere le sanzioni energetiche. Se abbia fatto scalo in porti iraniani prima del suo transito, o se stia trasportando merci, non è chiaro. Ma ricostruiamo i movimenti.

I tentativi

La petroliera ha tentato due volte di attraversare Hormuz in meno di 24 ore. Proprio mentre il blocco entrava in vigore, la Rich Starry si stava dirigendo verso lo stretto canale vicino all'isola iraniana di Qeshm, ma ha fatto dietrofront, salvo poi riprendere la rotta poche ore dopo, comunicando via radio di avere un armatore e un equipaggio cinesi. Un escamotage usato spesso per aggirare i divieti.

La Rich Starry ha dichiarato di navigare sotto bandiera del Malawi, ma questa nazione africana senza sbocco sul mare ha affermato di non possedere un registro ufficiale per le navi oceaniche. La Rich Starry è di proprietà della Full Star Shipping Ltd., che condivide gli stessi dati di contatto della Shanghai Xuanrun Shpg. Co. Ltd., come risulta dal database marittimo Equasis. 

L'altra petroliera

Ma la Rich Starry non è stata l'unica nave a provare l'attraversamento dello Stretto. Un'altra petroliera, la Elpis, si è diretta verso il Golfo dell'Oman proprio all'inizio del blocco. Le piattaforme di tracciamento navale Kpler e Vortexa indicano che la Elpis aveva attraccato in un porto iraniano nel golfo prima di tentare di superare Hormuz.

Il blocco

Le minacce di Trump e l'inizio del blocco hanno destato allarme tra le nazioni asiatiche, che dipendono fortemente dalle esportazioni di energia e carburante del Medio Oriente. Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha esortato le parti interessate a livello globale a promuovere colloqui di pace tra Teheran e Washington, secondo quanto riportato in un comunicato stampa diffuso da Pechino lunedì. Gli alleati della Nato, tra cui Regno Unito e Francia, hanno rifiutato di aderire al piano del presidente americano, con Parigi e Londra che intendono organizzare nei prossimi giorni una conferenza internazionale per ristabilire la libertà di navigazione nello Stretto. Mentre Israele ha invece appoggiato il blocco statunitense e segnalato la disponibilità a riprendere la guerra.

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