Giacomo Bongiorni, ucciso dal branco: un colpo potrebbe avergli sfondato la scatola cranica
Ucciso a pugni e calci con una fitta e veloce sequenza di colpi: uno potrebbe avergli sfondato la scatola cranica ed è stato letale, il sangue usciva dalle orecchie. Sarà...
Ucciso a pugni e calci con una fitta e veloce sequenza di colpi: uno potrebbe avergli sfondato la scatola cranica ed è stato letale, il sangue usciva dalle orecchie. Sarà l'autopsia a dire come il branco non abbia lasciato scampo sabato sera in una piazza del centro di Massa a Giacomo Bongiorni, 47 anni, morto così davanti al figlio di 11 anni, alla compagna, al cognato Gabriele Tognocchi, che pare sia stato il primo ad esser stato colpito per aver rimproverato dei giovani che lanciavano bottiglie contro la vetrina di un negozio.
APPROFONDIMENTI FotoGiacomo Bongiorni ammazzato di botte: «Colpito più volte, anche mentre era a terra». Il papà di un aggressore: «Pagherò gli studi al figlio»Le immagini delle telecamere di videosorveglianza, acquisite dagli inquirenti, mostrerebbero con chiarezza il momento in cui la vittima viene colpita e si accascia al suolo dopo un colpo inferto volontariamente. Dai filmati emergerebbe inoltre che l’uomo sarebbe stato raggiunto da più colpi, anche quando era già a terra.
A fare il punto è stato il procuratore della Repubblica di Massa, Piero Capizzoto, nel corso di una conferenza stampa. «Non è stato un solo colpo a provocare il decesso – ha spiegato –.
Ci sono diversi colpi e al momento non siamo in grado di dire quale sia quello che ha certamente causato la morte». Proprio per questo sarà decisivo l’esito dell’autopsia, che verrà effettuata a Genova nelle prossime ore: «L’esame ci dovrà dire per effetto di quale tipo di colpo c’è stata la morte».Secondo quanto ricostruito finora, la dinamica dell’aggressione non si esaurisce in un unico gesto violento. «Bisognerà mettere insieme quanto risulta dalle immagini e quanto emergerà dall’autopsia», ha aggiunto Capizzoto, sottolineando come questo passaggio sarà fondamentale anche per attribuire le singole responsabilità agli indagati.
Cinque identificati
Sono cinque le persone identificate dai carabinieri. Due maggiorenni sono stati sottoposti a fermo con l’accusa di concorso in omicidio volontario, mentre altri tre sono minorenni e la loro posizione è al vaglio della procura minorile di Genova. Nel corso delle perquisizioni sono stati trovati capi di abbigliamento compatibili con quelli visibili nei filmati.
Chi sono
Le indagini, coordinate dalla procura e condotte dall’Arma, sono partite dopo una chiamata arrivata intorno all’1.20. Gli investigatori stanno ancora cercando di ricostruire con precisione quanto accaduto: i video, infatti, sono privi di audio e manca ancora la testimonianza dell’altra persona presente, rimasta ferita e non ancora in grado di parlare. Un elemento già acquisito è che i due gruppi coinvolti non si conoscevano prima dell’incontro.
Uno dei due maggiorenni fermati, di famiglie originarie della Romania, Ionut Alexandru Miron, 23 anni, residente a Montignoso, avrebbe già dato una versione dei fatti agli inquirenti rispondendo all'interrogatorio delegato ai carabinieri. La procura valuterà il suo racconto. L'altro fermato, Eduard Alin Carutasu, 19 anni, abitante a Marina di Massa, invece si è avvalso della facoltà di non rispondere; tuttavia, come sottolinea il suo difensore, avvocato Enzo Frediani, eventualmente potrà rispondere al gip nell'interrogatorio di garanzia. Oltre ai riconoscimenti dei testimoni, nelle perquisizioni sono stati loro sequestrati gli abiti indossati durante l'omicidio. Dei tre indagati sotto i 18 anni si occupa la procura minorile di Genova. Uno, come ha confermato la procuratrice Tiziana Paolillo, è sotto misura di fermo, dentro un centro di accoglienza nel capoluogo ligure dove è stato portato. Per gli altri due la posizione è al vaglio. Gli indagati, da quanto emerge, non negano di esser stati presenti al pestaggio mortale. Per colpire Bongiorni e Tognocchi non hanno usato armi, dice la procura. Inoltre, «non presentavano segni apparenti di ubriachezza o alterazione'". Lo inquadra come un caso di «dolo d'impeto» il procuratore Pietro Capizzoto.
Il dolore del padre di uno degli aggressori
Intanto, emergono le parole cariche di dolore del padre di uno dei giovani arrestati, un diciannovenne. «Deve essere successo qualcosa, dicono che si sono difesi. Mio figlio non è un violento, è un lavoratore. Siamo distrutti», dice a Repubblica. L’uomo, diretto verso il carcere dove il figlio è detenuto, ha espresso anche un pensiero per la famiglia della vittima: «Il pensiero è a loro, a quel bambino che era lì. Se vorranno, farò di tutto per aiutarlo. Sono pronto a pagargli gli studi, l’università. So che non è nulla per quello che ha vissuto, ma farei qualsiasi cosa».
Parole che restituiscono la dimensione umana di una vicenda ancora tutta da chiarire, mentre gli inquirenti proseguono il lavoro per ricostruire nei dettagli una notte finita in tragedia.
Oggi la fiaccolata
Oggi la procura minorile di Genova conferirà l'incarico per l'autopsia. Il giorno dei funerali ci sarà lutto cittadino per Bongiorni, che lascia anche una figlia di 18 anni. Il fratellino di 11 anni è sotto choc: ha visto uccidere il padre e quelle immagini resteranno impresse per sempre nel suo ricordo. I familiari, a partire dai nonni, sono in grande tensione emotiva. La città è a tutti loro vicina. Oggi a Massa ci sarà una fiaccolata alle 21 partendo da piazza Garibaldi. Il sindaco Francesco Persiani chiede «sobrietà" e di «evitare di strumentalizzare». La vicenda ha portato a un incremento dei servizi di controllo del territorio, i carabinieri hanno ricevuto rinforzi.