Monica Matano: «Scuola, in Campania assumeremo 4.700 prof. Modello 4+2, noi al top»
Si è insediata in una fase cruciale per il sistema educativo campano, nel momento in cui i dati iniziano a restituire con chiarezza gli effetti di una strategia nazionale finalmente...
Si è insediata in una fase cruciale per il sistema educativo campano, nel momento in cui i dati iniziano a restituire con chiarezza gli effetti di una strategia nazionale finalmente organica. Monica Matano, direttrice generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Campania, guida una delle realtà più complesse del Paese, chiamata a consolidare risultati che fino a pochi anni fa apparivano difficilmente raggiungibili. Tra Pnrr, Agenda Sud e riforme ordinamentali, la scuola campana sta attraversando una trasformazione strutturale che investe lotta alla dispersione, qualità degli apprendimenti e connessione con il mondo del lavoro.
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Direttrice Matano, negli ultimi giorni sono arrivati i dati Istat sulla dispersione scolastica che in Campania registra un calo significativo. Qual è stata la leva decisiva?
«Il punto di svolta è stato il superamento dell’approccio emergenziale. Il ministro Giuseppe Valditara ha definito una strategia strutturale, fondata su Agenda Sud, Pnrr e decreto Caivano, che ha accompagnato le scuole in modo continuativo. L’Ufficio scolastico ha lavorato per rendere questa impostazione operativa nei territori. I recenti dati Istat confermano la validità di questo percorso: per la prima volta la Campania scende sotto il 10%, attestandosi al 9,7%, a fronte di un dato che nel 2020 sfiorava il 19%. Nell’anno scolastico 2024/2025 sono stati recuperati circa 8mila studenti che avevano abbandonato. Si tratta di un risultato che dimostra come un’azione sistemica, sostenuta da risorse e governance, possa produrre effetti strutturali. E gli studenti di cittadinanza italiana della regione si collocano su livelli di performance tra i migliori in Europa».
Oltre alla frequenza, cresce l’attenzione sulla dispersione implicita. Qual è la strategia?
«Stiamo accompagnando le scuole in un percorso di miglioramento che mette al centro le competenze di base, in coerenza con il Sistema nazionale di valutazione. I segnali sono incoraggianti e indicano un recupero progressivo, in linea con l’impostazione ministeriale orientata all’innalzamento degli standard».
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Passiamo al personale scolastico: il concorso docenti entra nella fase operativa.
«L’immissione in ruolo rappresenta un passaggio decisivo per il rafforzamento del sistema. In Campania sono in palio complessivamente 4.752 posti nell’ambito delle procedure concorsuali, distribuiti tra infanzia, primaria e secondaria. Si tratta di un investimento senza precedenti, fortemente voluto dal ministro, che consente di ridurre in modo strutturale il precariato e garantire continuità didattica. Stiamo lavorando per accelerare tutte le fasi, nel rispetto dei tempi e della trasparenza, con l’obiettivo di avere migliaia di docenti in cattedra già dal prossimo anno scolastico. È un segnale concreto di stabilità per le scuole e per le famiglie».
Negli ultimi mesi è cresciuta l’attenzione sul tema della sicurezza. Qual è la linea?
«La sicurezza richiede un approccio integrato. Il confronto con le prefetture si inserisce in un lavoro interistituzionale orientato alla prevenzione. Eventuali misure come i metal detector vanno valutate con equilibrio, nel rispetto della funzione educativa della scuola. L’obiettivo è rafforzare il clima di fiducia e il patto educativo con le famiglie. La sicurezza del personale scolastico, inoltre, è una priorità strategica che il ministro ha affrontato in modo sistemico anche attraverso l’istituzione dell’Osservatorio nazionale. Un organismo interistituzionale, di cui faccio parte, composto da rappresentanti dei ministeri, delle regioni, delle organizzazioni sindacali e delle componenti scolastiche, con il compito di monitorare i fenomeni di violenza, elaborare proposte normative, diffondere buone pratiche e rafforzare le azioni di prevenzione. Non si tratta solo di gestire le criticità, ma di prevenirle attraverso un rafforzamento complessivo del sistema educativo».
La riforma della disciplina scolastica ha introdotto le cosiddette “sospensioni utili”.
«Siamo di fronte a una trasformazione profonda del significato della sanzione. Il Dpr 134 del 2025 ha chiarito che la funzione disciplinare deve essere orientata alla crescita educativa dello studente. In Campania abbiamo dato immediata attuazione costruendo una rete con il Terzo settore. Possiamo contare su 51 enti accreditati. Questa infrastruttura consente alle scuole di attivare rapidamente percorsi di cittadinanza attiva».
Sul fronte della didattica, la Campania è prima per l’attivazione della filiera 4+2.
«È il segnale di una scuola che ha saputo interpretare pienamente la portata della riforma. La filiera 4+2 rappresenta una delle innovazioni più incisive introdotte dal ministro Valditara, perché costruisce un collegamento stabile tra scuola, Its Academy, università e sistema produttivo. In Campania questo modello ha trovato un terreno particolarmente favorevole, grazie a un tessuto economico dinamico e a una forte capacità di fare rete. Le istituzioni scolastiche hanno colto l’opportunità di offrire percorsi più coerenti con i fabbisogni del territorio, consentendo agli studenti di costruire traiettorie chiare, sia verso il lavoro sia verso la prosecuzione degli studi. È una risposta concreta al mismatch tra domanda e offerta di competenze. Abbiamo ben 90 indirizzi attivati in regione dal prossimo settembre, di cui oltre 50 nella sola provincia di Napoli».