Trasporti a Napoli, un piano da mezzo miliardo: «Treni e parcheggi». La sfida è rilanciare la Circumvesuviana
Un mega piano sui trasporti, con al centro l?Eav, che partirà tra pochi giorni. Prima con una delibera di giunta regionale (forse già in settimana) che ne disegna...
Un mega piano sui trasporti, con al centro l’Eav, che partirà tra pochi giorni. Prima con una delibera di giunta regionale (forse già in settimana) che ne disegna l’architrave, subito dopo un’altra operativa che prevede un mega stanziamento di fondi: ben 500 milioni di euro tra fondi europei e regionali. Nel mirino, in particolare, la Circumvesuviana: diventata il simbolo di tutti i disservizi nonostante la rete regionale dei trasporti sia sensibilmente migliorata negli ultimi anni.
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Tranne la peggiore tratta d’Italia, a sfogliare la classifica Pendolaria che stila ogni anno Legambiente. Un piano che passa non solo nella governance con il cambio degli attuali vertici ma anche nelle gestione stessa in tutte le sue diramazioni passando per nuovi treni sino ad un nodo spinoso ormai non più rinviabile: i parcheggi d’interscambio delle stazioni che anziché favorire e invogliare l’uso dei treni sortiscono l’effetto contrario. È la cura che vuole, come promesso in campagna elettorale («i trasporti sono un servizio primario per la persona»), il governatore Roberto Fico e il suo vice, Mario Casillo, decisi a non procrastinare più il problema. Anzi i problemi. Ma procediamo con ordine.
I PARCHEGGI
È già partito un monitoraggio delle aree di proprietà Eav cedute gratuitamente nel corso degli anni ai comuni. Sulla carta aree di interscambio che dovrebbero favorire l’uso del trasporto su ferro e disincentivare l’uso delle auto in arrivo ogni giorno a Napoli. In molti casi però, è il ragionamento che fanno in Regione, alcuni comuni hanno deciso di applicare tariffe troppo onerose, 1,5-2 euro l’ora, che disincentivano l’uso dei treni. Non dovrebbero essere considerati, insomma, normali stalli cittadini altrimenti diventa, specie nelle zone della penisola sorrentina, poco conveniente lasciare l’auto per i pendolari. Da qui partirà la richiesta: o si applicano tariffe agevolate in quelle aree o l’Eav potrebbe chiederne la restituzione per gestire tutto in proprio. Ed a tariffe agevolate.
I TRENI
È il punto più spinoso e su cui sarà necessario operare alcune scelte. Fermo restando i 50 nuovi in arrivo c’è il progetto di acquistarne altri 40. La vicenda è nota: la Circum soffre per la mancanza di vetture di ultima generazione. Ora circolano quattro categorie di treni ma i più vecchi sono della serie FE220 e risalgono agli anni Settanta e poi i T21 progettati negli anni Ottanta. Sono quelli che si rompono in continuazione scatenando le ieri dei viaggiatori. Colpa dei ritardi di consegna della Stadler: una commessa di 56 mezzi partita con la gara nel 2018. In mezzo un percorso kafkiano scandito da ricorsi ai giudici amministrativi, il Coronavirus, la guerra in Ucraina (dove l’azienda produceva) e poi l’alluvione di Valencia (dove si era nel frattempo trasferita per evitare il conflitto).
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Vicenda nota che però si vuole sbloccare con la richiesta di altri 40 treni oltre a quelli già in ordine e non ancora arrivati. Ma passando prima per un trattativa tra palazzo Santa Lucia e i vertici svizzeri che controllano la Stadler: accettare, per le nuove vetture, un prezzo più basso rispetto alla vecchia gara. I vertici della Regione vogliono, insomma, non solo fare leva sui ritardi delle consegne ma anche sul fatto che l’azienda per questa nuova commessa avrebbe costi minori in partenza. Perché ha già il know-how necessario ed ha superato l’ammortamento dei costi fissi per approntare le linee di produzione. O altrimenti, senza un accordo, sarebbe necessaria una gara da parte della Regione ma inevitabilmente si andrebbero ad allungare i tempi. Cosa che non vogliono i vertici di Santa Lucia che hanno in testa una data: fine 2029-inizio 2030 per avere tutti i treni e presentarsi con una Circum non più bollata come la peggiore tratta d’Italia.
LA GESTIONE
Ovviamente c’è poi il tema della governance: non solo il cambio dell’attuale numero uno Umberto De Gregorio, non più rinviabile secondo i vertici della Regione, ma anche la separazione netta tra gestione del servizio dalla rete infrastrutturale (stazioni comprese). Un nodo, quest’ultimo, non più rinviabile. Non solo perché lo impongono le norme Ue ma anche perché sarebbe più agevole gestire non solo la Circum ma tutto il servizio Eav.