Le lacrime del cardinale: «Napoli divora i suoi figli tocca a noi proteggerli»
Si commuove durante l?omelia, ha la voce strozzata dal pianto, mentre vibra la sua arringa contro silenzi e omissioni, compromessi e responsabilità collettive. Rompe gli...
Si commuove durante l’omelia, ha la voce strozzata dal pianto, mentre vibra la sua arringa contro silenzi e omissioni, compromessi e responsabilità collettive. Rompe gli schemi il cardinale di Napoli don Mimmo Battaglia, nel giorno dei funerali di Fabio Ascione, ventenne ucciso per errore dalla follia della camorra locale. Chiesa dei Santi Pietro e Paolo gremita, ok ai funerali pubblici, rabbia e dolore per la giovane vita di un lavoratore spezzata senza un motivo. È il momento in cui il cardinale non ci sta a ripetere frasi fatte e va oltre ogni liturgia. Si rivolge a Napoli: «Da pastore di questa città non posso tacere, da quando sono vescovo partenopeo ho celebrato troppi funerali di ragazzi uccisi da proiettili assassini, da pistole che rievocano uno scenario che non ti aspetti in una terra come Napoli. Ogni volta che muore un giovane per mano assassina, c’è una storia interrotta, un sogno infranto, una famiglia distrutta. Oggi questa storia ha un nome: Fabio».