Giunta, Manfredi dal Pd: ma è stallo sull?assessore
Il Mattino

Giunta, Manfredi dal Pd: ma è stallo sull?assessore

Mercoledì 15 aprile 2026
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Finisce in pareggio, a reti inviolate, ma con la sensazione che si è persa una buona occasione per chiudere una vicenda lunga quasi 4 anni: cioè l?assessore in quota Pd da...

Finisce in pareggio, a reti inviolate, ma con la sensazione che si è persa una buona occasione per chiudere una vicenda lunga quasi 4 anni: cioè l’assessore in quota Pd da inserire nella giunta del Comune. Igor Taruffi responsabile organizzativo del Pd e il sindaco Gaetano Manfredi si sono incontrati ieri a Roma per fare il punto della situazione ma quello che è venuto fuori è che il «Confronto proseguirà nei prossimi giorni», perché il Pd deve aprire la partita interna cioè mettere d’accordo tutte le anime o correnti perché si trovi un nome unitario. Impresa che in quasi 4 anni non è ancora riuscita a nessuno. Di qui l’intervento di Taruffi, cioè della segreteria nazionale retta da Elly Schlein, che in questi giorni è presa da ben altre vicende. Ci sono partite aperte di ben altro spessore come le primarie, il futuro del “campo largo”, il ruolo dei sindaci da declinare a livello nazionale. Eppure in un contesto simile i dem non riescono a trovare un accordo.

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Quindi nessun nome precostituito - trapela dalle parti del quartier generale del Pd - massima disponibilità da entrambi, cioè da Taruffi e da Manfredi nel proseguire la discussione. Ma non per molto tempo ancora, almeno da parte di Manfredi che vuole chiudere la questione giunta. Che, è utile ricordarlo, manca numericamente di due caselle una appunto in quota Pd e l’altra il sindaco l’avrebbe già riempita. In quota sua ha scelto Carlo Puca, coordinatore regionale di “P rogetto civico” in Campania che sarà in campo alle comunali a sostregno di Manfredi per il bis a Palazzo San Gaicomoe anche alle politiche. Puca, nella sostanza è stato messo in freezer in attesa che il Pd faccia il suo nome che potrebbe essere a questo punto un tecnico di area calato dall’alto. Come accaduto alla Regione guidata da Fico quando da Roma paracadutarono Andrea Morniroli a cui l’ex Presidente della Camera ha dato le deleghe alle politiche sociali e alla scuola. Come a Napoli i regionali del Pd non sono stati capaci di fare sintesi. Un modello che si potrebbe replicare anche per il Comune.

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A latere di una discussione infinita come è quella del nuovo assessore, va rilevato che l’incontro tra Manfredi e un big del Pd può essere colto come un riavvicinamento tra il Presidente dell’Anci e il partito della Schlein. Un rapporto raffreddatosi per vicende locali ma soprattutto nazionali Manfredi nel “Campo largo” ha la legittima ambizione di avere un ruolo politico se non di federatore. Anche questa partita, in vista di una doppia campagna elettorale - quella del bis a Palazzo San Giacomo e le politiche entrambe nel 2027 - potrebbe avere i suoi risvolti. Fermo restando che il sindaco lo ha detto e ripetuto in tutti i modi possibili che vuole continuare a fare il sindaco.

L’ATTESA

Non è solo Puca a essere finito nel freezer perché comunque il Pd tre nomi rappresentativi di tre correnti li ha pure messi sul tavolo. In campo ci sono Gennaro Acampora - capogruppo del Partito in Consiglio comunale - nome molto gradito al sindaco sponsorizzato da Massimiliano Manfredi Presidente del Consiglio regionale e fratello del primo cittadino, e dalla Consigliera regionale Bruna Fiola. Sul soglio di Palazzo San Giacomo c’è l’ex segretario provinciale Peppe Annunziata vicino al vicegovernatore Mario Casillo. Infine, certo non ultimo e alla pari con gli altri, c’è Valerio Di Pietro un ingegnere gestionale sponsorizzato dal parlamentare Marco Sarracino. Responsabile per il sud per la segreteria nazionale e molto vicino alla Schlein. E teoricamemte l’assessore toccherebbe proprio al correntone che fa capo alla segretaria. Che si è tirata fuori dagli inciuci napoletani. Sullo sfondo c’è Anna Riccardi Presidente della Fondazione “Famiglia di Maria” con un curriculum di tutto rispetto. E poi c’è chi sogna o agogna un nuovo “Morniroli”.

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