Napoli, parla De Laurentiis: «Conte non lascerà il Napoli, è come la sua creatura»
Il Mattino

Napoli, parla De Laurentiis: «Conte non lascerà il Napoli, è come la sua creatura»

Mercoledì 15 aprile 2026
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«Conte in Nazionale? O subito o niente. Ha un altro anno con me, il Napoli è una sua creatura e se andasse via la ucciderebbe». Se quella di De Laurentiis è una sapiente...

«Conte in Nazionale? O subito o niente. Ha un altro anno con me, il Napoli è una sua creatura e se andasse via la ucciderebbe». Se quella di De Laurentiis è una sapiente finta di corpo, o un barbatrucco, lo comprenderemo presto. Ovvio, evoca il fantasma di Spalletti e l’addio all’ultimo secondo. Ma certo, la trattativa per la permanenza di Conte al Napoli ha avuto inizio. E, per Antonio, senza dubbio, nella maniera sbagliata: chissà dove si annidano i bluff e dove le verità, in questa fase assai dialettica. Dopo “il mutismo” sul tema Napoli lungo quasi due anni, De Laurentiis riprende le vecchie abitudini dagli Stati Uniti.

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Chissà fino a che punto si sbilancia sul serio nell’intervista al New York Times, Aurelio De Laurentiis, uno tra l’altro ben allenato agli equilibrismi lessicali. Ma certo, mettere così spalle al muro il suo allenatore non è stata probabilmente la mossa giusta. Anche perché, lo dice proprio lui «Antonio è come il sergente istruttore di Full Metal Jacket: i giocatori sono ragazzini di 18, 19 e 20 anni che guidano Ferrari o Aston Martin, vanno governati con mani solide. Lui è perfetto». Ecco, vi immaginate il sergente Hartman essere messo davanti a un bivio?

LA TRATTATIVA

De Laurentiis dice, in sintesi, che Conte resterà al Napoli. Ma per Conte l’incontro di fine stagione - ma magari potrebbe persino essere anticipato a questo punto - non è una formalità. Mentre all’orizzonte per il nuovo ct spunta la sagoma di Max Allegri, ormai in pole position, De Laurentiis in questa intervista rilasciata una settimana fa, parla dell’ipotesi Conte allenatore dell’Italia. «Antonio Conte è una persona molto seria. Ha un contratto con me. Non mi abbandonerà mai all’ultimo minuto. Perché creerebbe un grosso problema per il Napoli. Se si sacrifica dopo due anni di lavoro per costruire un Napoli fortissimo... è pur sempre una sua creazione. Quindi ucciderebbe il suo bambino, abbandonandolo proprio all’ultimo minuto. Oppure... decide subito e dice “Vorrei andare”. In tal caso avrei il tempo, tra aprile e maggio, di trovare qualcun altro che lo sostituisca. Altrimenti, non credo che il signor Conte abbandonerà mai il Napoli.

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È un uomo serio e professionale. Se fossi un allenatore, prima di accettare ci penserei cento volte». Il suono è quello della dichiarazione d’amore. E in fondo lo è. Ma a Conte queste frasi non piacciono. Per prima cosa, non ha in mente l’Italia né altri club: è un errore legare la sua permanenza al Napoli non alle offerte di altri. Se resterà (o no) dipende esclusivamente dalla visione e dalla programmazione della prossima stagione. In pratica, De Laurentiis pensa che l’ostacolo al varo del Conte-ter sia la tentazione Italia, mentre in realtà per Conte ci sono le risposte che deve avere sui programmi, sugli obbiettivi, sugli investimenti e sulle ambizioni. E sulla solita carta bianca. Tutto è come nel giugno del 2024? Se De Laurentiis dirà di sì, e l’impressione è che dirà di sì, Conte potrà dare inizio al terzo mandato.

IL PIANO CALCIO

Poi, vista la platea statunitense dei lettori, De Laurentiis insiste: «Primo punto: ridurrei la durata di ogni tempo da 45 minuti a 25 minuti col tempo effettivo. E non solo: «E non userò mai più un cartellino rosso e un cartellino giallo “Direi: tu, esci per cinque minuti. E tu per 20». Altro cavallo di battaglia, le “piccole” squadre. «Non si può avere una squadra di una piccola città con 50.000 abitanti. Perché quando la squadra gioca su Dazn o su Sky, quante persone la guarderanno?». Poi ricorda ancora: «I tifosi vogliono vincere e pensano che i giocatori onoreranno la loro maglia per sempre. Ma non è vero! Onorano solo i soldi. Ci sono solo pochi casi. L’unico caso è stato Hamsik che è rimasto con noi per sempre». Torna sulla cessione di Kvaratskhelia: «Quando abbiamo iniziato a lavorare con Conte, abbiamo ricevuto un’offerta di 200 per vendere Osimhen e Kvara insieme. Il signor Conte disse: “Osimhen potete venderlo, ma per favore non vendete Kvara”. È stato un grosso errore». Non è finita qui: «Dovremmo tagliare la lega da 20 a 16 squadre. I giocatori vengono “uccisi” e “spremuti” dagli organizzatori delle competizioni. La Fifa ha inventato il Mondiale per Club, ma in questo modo stanno “uccidendo i miei soldi». Infine sul futuro del club: «Io ad andare in pensione non ci penso. Allora dovrei morire. Mi piace lavorare più che giocare a golf. Faccio un lavoro fantastico e mi sono sentito come se fossi in vacanza per tutta la vita».

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