Madre e figlia avvelenate a Campobasso, il marito negativo alla ricina. «Ci sono nuovi sospettati»
Il Mattino

Madre e figlia avvelenate a Campobasso, il marito negativo alla ricina. «Ci sono nuovi sospettati»

Mercoledì 15 aprile 2026
5 visualizzazioni

Gianni Di Vita, papà della quindicenne Sara, e marito di Antonella Di Ielsi, morte a ridosso di Natale a Pietracatella (Campobasso), è negativo alla ricina. La notizia, circolata...

Gianni Di Vita, papà della quindicenne Sara, e marito di Antonella Di Ielsi, morte a ridosso di Natale a Pietracatella (Campobasso), è negativo alla ricina. La notizia, circolata nelle scorse settimane, trova adesso conferma anche se manca l'ufficialità, dal momento che la consulenza tossicologica del Centro antiveleni di Pavia non è ancora stata trasmessa al medico legale Pia De Luca. Tanto che la procura non conferma. Nel campione di sangue dell'uomo, che il 26 dicembre aveva riferito di avere accusato sintomi di intossicazione e, in via precauzionale, era stato ricoverato allo Spallanzani di Roma dopo la morte delle due donne, gli esperti del laboratorio del Maugeri non hanno individuato tracce del potente veleno che invece avrebbe ucciso Antonella e Sara. L'ipotesi dell'omicidio volontario sembra oramai certa.

APPROFONDIMENTI Positive al veleno Sara e sua mamma«Non ho segreti»Foto

Crescono i sospetti su Di Vita, che tornerà ad essere interrogato nei prossimi giorni. Tanto più che la versione fornita a Marco Graziano, capo della squadra mobile di Campobasso, e alla procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, la scorsa settimana, non ha convinto. Così come è sembrata sospetta quella della figlia e sorella delle vittime, Alice, e della cugina dell'uomo, Laura, che attualmente ospita i sopravvissuti della famiglia. La coincidenza, anche delle espressioni dei tre nella ricostruzione dei giorni e dei pasti precedenti ai decessi, ha molto insospettito gli inquirenti che battono la pista del delitto familiare. In queste ore sono state convocate anche alcune amiche di Alice, che la sera del 23 non ha cenato in casa. La presenza dell'uomo, che invece sembrava certa, è adesso oggetto di ricostruzione, l'ipotesi è che si trovasse proprio dalla cugina. Sin dal primo momento aveva detto di non ricordare cosa avessero mangiato quella sera. Antonella e Sara avevano cominciato a star male nella notte tra il 24 e il 25 dicembre. Tanto che anche i pasti della vigilia di Natale, quando però l'intera famiglia era con i parenti, prima di Antonella e poi di Gianni, sono stati ritenuti possibile causa dell'avvelenamento. Sara è morta il 27 dicembre, Antonella il giorno dopo. Ma quella della famiglia non è l'unica ipotesi. Alcuni sospetti riguarderebbero anche la vita professionale di Di Ielsi, commercialista nello studio del marito, che era stato anche sindaco di Pietracatella.

I sospettati

Secondo indiscrezioni, ci sarebbero nuovi sospettati la cui posizione è al vaglio degli investigatori. Sono una quarantina le persone, ascoltate come testimoni, da quando è emersa la presenza della ricina nel sangue delle donne. Circostanza che ha portato alla trasmissione del fascicolo dalla procura di Campobasso, che aveva indagato cinque medici per omicidio colposo, a Larino, competente perché l'omicidio, questa volta volontario e premeditato, sarebbe venuto a Pietracatella.

Intanto gli interrogatori sono proseguiti anche ieri. Altre persone, nei prossimi giorni, saranno convocate in questura. Oltre alla relazione attesa da Pavia, l'altro passaggio chiave sarà la consegna dell'esito delle due autopsie sui corpi delle vittime eseguite lo scorso 31 dicembre all'ospedale Cardarelli di Campobasso dal medico legale incaricato dalla procura, Pia Benedetta De Luca. La professionista pugliese consegnerà il suo lavoro a fine mese ma nel frattempo ha convocato per il prossimo 29 aprile al Policlinico di Bari i legali e i consulenti dei medici, ancora iscritti sul registro degli indagati per omicidio colposo, e delle parti offese, per l'esame istologico sui tessuti prelevati in sede di autopsia. Accertamenti già eseguiti che però saranno ripetuti alla presenza delle parti perché si tratta di accertamenti tecnici non ripetibili, quindi con la convocazione viene garantito il contraddittorio. Domani a Roma, il nuovo legale del padre, l'avvocato Vittorino Facciolla, nominerà un tossicologo di fiducia.

Condividi questo articolo