Fabio Ascione innocente ucciso a Napoli, il minorenne in lacrime: «Gli volevo bene, era come un fratello»
«Volevo bene a Fabio, per me era come un fratello». Il minorenne coinvolto nella tragica notte di sangue di Ponticelli si è presentato questa mattina davanti al gip Paglionico...
«Volevo bene a Fabio, per me era come un fratello». Il minorenne coinvolto nella tragica notte di sangue di Ponticelli si è presentato questa mattina davanti al gip Paglionico per l’udienza di convalida. Il diciassettenne, difeso dagli avvocati Antonio Rizzo e Giovanni Nappo, ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Ha però reso una breve dichiarazione spontanea, nel corso della quale ha ricordato l’amico, ucciso da un colpo di pistola sparato per errore da Francescopio Autiero: «Sono giorni che non dormo, non riesco a darmi pace per quello che è successo».
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Al termine dell’udienza, il giudice ha deciso di non convalidare il fermo, ritenendo insussistente il pericolo di fuga. Il gip ha però disposto contestualmente l’applicazione della custodia cautelare in carcere in istituto minorile.
Il ragazzino accusato di aver preso parte al conflitto a fuoco che ha preceduto la morte dell’innocente Fabio Ascione resta dunque ancora in carcere. Sul punto, il diciassettenne C.V. ha ammesso le proprie responsabilità, facendo però una precisazione: «È vero che ho dato un passaggio in scooter a Francescopio, ma l’incontro con l’altra automobile è stato casuale». Domani sarà invece il turno del maggiorenne Autiero, anche lui atteso davanti al gip per l’udienza di convalida.