«Il calcio alla testa di Giacomo Bongiorni? Era già a terra, un gesto di rabbia: non voleva fargli male»: la difesa del 19enne
Il Mattino

«Il calcio alla testa di Giacomo Bongiorni? Era già a terra, un gesto di rabbia: non voleva fargli male»: la difesa del 19enne

Mercoledì 15 aprile 2026
7 visualizzazioni

Eduard Alin Carutasu, 19 anni, fermato in carcere per omicidio volontario, ha sferrato un calcio «alla testa» di Giacomo Bongiorni «mentre era già a terra ma per...

Top News - NewsletterOgni giorno le notizie più lette della giornataIscriviti e ricevi le notizie via email

Eduard Alin Carutasu, 19 anni, fermato in carcere per omicidio volontario, ha sferrato un calcio «alla testa» di Giacomo Bongiorni «mentre era già a terra ma per rabbia», «non con effetto mortale». Si tratta, secondo la difesa, di un gesto che «non è un calcio dato per far male, né per uccidere, né per ferire», ma di un colpo «modesto, dato mentre Caratasu si allontana con gli altri». È quanto sostiene il difensore Enzo Frediani, sulla base delle dichiarazioni rese dal 19enne durante l’interrogatorio davanti al gip. Alcune immagini documentano quel momento dello scontro avvenuto in piazza Palma.

APPROFONDIMENTI
Giacomo Bongiorni, la difesa degli arrestati: «E' lui che ha dato una testata al mio amico». Alexandru Miron: «Non l'ho neanche sfiorato»
Giacomo Bongiorni, la versione del 17enne non convince: «Mi ha dato una testata». Ma non ha alcuna feritaGiacomo Bongiorni, il 17enne fermato è un campione di boxe: avrebbe sferrato il colpo finale. Il giovane: «Mi ha dato una testata e ho reagito»

La versione del legale

«Il mio assistito non è coinvolto in un concorso materiale dell'omicidio, non ha dato contributo a causare la morte» di Bongiorni.

Secondo quanto riferito da Frediani, Carutasu, durante la rissa, avrebbe ingaggiato insieme a un altro indagato una colluttazione con il cognato della vittima. Poi, prosegue il legale, «quando si è volto intorno a sè, ha visto che l'amico minore era in difficoltà, perchè aveva la testa verso il basso, è andato per aiutarlo ma in quel momento l'amico è riuscito a ribaltare l'altro soggetto», cioè Bongiorni, «e farlo finire a terra». «A quel punto Carutasu gli ha dato un calcio a terra al capo, che Carutasu ha definito un gesto per rabbia».

«Un calcio dato per rabbia»

«Una cosa bruttissima – ha sottolineato il difensore – ma probabilmente non ha valenza a livello di efficienza causale» per la determinazione della morte. «Secondo il nostro medico legale si vede che è un calcio non caricato, è un calcio dato di piatto, più per rabbia che non un calcio che vuole far male. Questa è la mia tesi. Dalle immagini si deduce che la persona deceduta rovina a terra, in maniera improvvisa, si vedono dei pugni e anche questo calcio» dato da Carutasu. Un colpo che, secondo la difesa, non sarebbe tale da aver causato la morte di Bongiorni, che potrebbe essere già deceduto per i colpi ricevuti da altri indagati.

«Dalle immagini si vede un afflosciarsi a terra della vittima, come un classico esito di un ko, quando le gambe non tengono più», aggiunge Frediani. Per l’avvocato, inoltre, l’aggravante dei «futili motivi non si può invocare: se vado in aiuto a un amico, non si può parlare di aggravante» e «non c'è pericolo di fuga per mantenere il fermo, anche se Carutasu ha origini straniere è qui sul territorio da un gran tempo».

Condividi questo articolo