«Anci, sfida sicurezza: più vigili e telecamere»
Il Mattino

«Anci, sfida sicurezza: più vigili e telecamere»

Giovedì 16 aprile 2026
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L’Anci Campania compie 50 anni, e li festeggia oggi pomeriggio con un’Assemblea pubblica che si tiene nell’Aula magna del complesso universitario di San Giovanni a Teduccio. A parlarne, nel corso di una diretta della web tv de Il Mattino, il presidente regionale dell’associazione dei comuni, Francesco Morra, intervistato dal caporedattore e coordinatore delle Cronache, Gerardo Ausiello.

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Qual è il senso di questo evento?

«All’Anci aderiscono in Campania 550 comuni, con sindaci di ogni colore politico. Dal 1976, è stata fatta tanta strada e celebreremo questo mezzo secolo di vita con un appuntamento che vedrà la presenza del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, del presidente nazionale dell’Anci e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, del presidente della Regione Campania, Roberto Fico, e del rettore della Federico II, Matteo Lorito, che saranno accolti dai sindaci campani in fascia tricolore. E il tema che abbiamo scelto di affrontare è quello della sicurezza urbana».

Un argomento che coinvolge l’area metropolitana di Napoli con vicende tragiche, come quella dell’uccisione per errore del ventenne Fabio Ascione, ma che riguarda tutta l’Italia, con un numero crescente di episodi di criminalità giovanile. Come possono incidere i sindaci sulla sicurezza?

«Non abbiamo una competenza diretta, che è in capo a prefetture, forze dell’ordine e magistratura, però i sindaci partecipano ai Comitati per l’ordine pubblico e segnalano agli organi di governo le principali difficoltà, a cominciare dalla gestione dei corpi di Polizia municipale. Su questo aspetto l’Anci nazionale è riuscita a sbloccare un po’ il turnover per le assunzioni, anche andando incontro ai comuni che sono in piano di riequilibrio e in dissesto finanziario. Ma c’è bisogno anche di un potenziamento delle forze dell’ordine sul territorio, così come di un coordinamento tra le diverse realtà».

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Quali sono le principali problematiche legate alla sicurezza?

«Oltre agli episodi di violenza, in Campania abbiamo il fenomeno degli sversamenti illegali, e come Anci supportiamo i sindaci sul tema della rigenerazione urbana. Spesso, inoltre, facciamo appello all’implementazione di fondi per la videosorveglianza sul territorio. Registriamo tanti atti vandalici, e una forte crescita del fenomeno delle baby gang. Quindi, abbiamo bisogno di supporto e strumenti. Spero che anche la Regione Campania possa destinare alla pubblica amministrazione ulteriori risorse mirate al rafforzamento della sicurezza dei territori».

Sicurezza che dipende anche dalla vivibilità e dai servizi. I comuni hanno dato buona prova nell’utilizzo dei fondi del Pnrr: oggi cosa chiedete?

«Quasi tutte le amministrazioni sono riuscite ad intercettare le opportunità offerte dal Pnrr, ma c’è bisogno di intervenire ulteriormente. Purtroppo i tagli maggiori avvengono sempre a discapito degli enti locali e quindi dei comuni che devono garantire, spesso con difficoltà, i servizi di primaria necessità: dal trasporto alle mense scolastiche, dalla manutenzione del territorio alla raccolta differenziata. Serve utilizzare al meglio i fondi di coesione, liberando risorse anche per contrastare lo spopolamento in particolare di comuni delle aree interne, creando occasioni di sviluppo e un rafforzamento dei servizi in grado di fermare l’emigrazione dei nostri giovani e valorizzare le nostre eccellenze, anche supportando la nascita di startup innovative legate all’agricoltura e al turismo esperienziale e sostenibile».

In quest’ottica qual è il supporto offerto dall’Anci?

«Cerchiamo di portare ovunque la voce dei sindaci, che spesso diventano sindaci-operai. Alcuni comuni non hanno segretari comunali, in altri il sindaco diventa responsabile dell’area finanziaria o dell’ufficio tecnico: ci sono grosse difficoltà. Come Anci siamo presenti in tutti gli appuntamenti nazionali e internazionali, in particolare quelli legati all’agricoltura o al turismo, per promuovere i nostri territori, invitando i comuni a mettersi insieme per un’offerta integrata. E spero che l’America’s Cup possa essere un’occasione non solo per Napoli ma per tutta la Campania, attraverso il coinvolgimento anche dei comuni e dei borghi delle aree interne».

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