Rapina banca Vomero, la beffa grazie a un insospettabile: «Caccia agli uomini talpa»
Il Mattino

Rapina banca Vomero, la beffa grazie a un insospettabile: «Caccia agli uomini talpa»

Sabato 18 aprile 2026
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C?è un insospettabile in questa storia. Uno che è andato su e giù, per settimane se non addirittura mesi. Passava inosservato, magari indossava una tuta da lavoro,...

C’è un insospettabile in questa storia. Uno che è andato su e giù, per settimane se non addirittura mesi. Passava inosservato, magari indossava una tuta da lavoro, comunque ha avuto modo di studiare bene l’ambiente. Tipo: ha avuto la possibilità di verificare la consistenza (o la tenuta) del pavimento che divide la zona dell’antisala rispetto al vano che ospita le cassette di sicurezza. Ha avuto la possibilità di capire che sfondare il pavimento nel vano che ospita le cassette di sicurezza era impossibile; ma che invece sbucare dall’antisala sarebbe stato un gioco da ragazzi. È stato questo il primo passo della pianificazione del colpo messo a segno giovedì mattina. A distanza di qualche ora, lo scenario appare chiaro.

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Il raid in piazza Medaglie d’oro è stato messo a segno da otto o dieci rapinatori. Due gruppi per la precisione. In tre sono arrivati dall’esterno, sei o sette sono sbucati dal pavimento. Un’azione a tenaglia, concentrica. E fulminea. Pensate: la rapina è durata poco più di una quarantina di minuti. Dalle 11.57 in poi. Il tempo di immobilizzare circa 25 ostaggi, tutti costretti all’interno di una saletta attigua al salone principale; per poi puntare all’interno della sala che ospita le cassette di sicurezza. È qui che va di scena l’azione predatoria. A distanza di un paio di giorni dal colpo, ci sono delle certezze ma anche delle ipotesi abbastanza chiare sul tavolo dei pm. Inchiesta condotta dal pm Domenico Musto, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli, al lavoro i carabinieri del comando provinciale di Napoli.

I DANNI

Partiamo dal saccheggio. Sono state almeno una quarantina le cassette di sicurezza svaligiate. Soldi, gioielli, documenti. Non sembra che i rapinatori avessero uno schema preciso, hanno usato dei cacciavite per forzare le singole nicchie. In un comunicato diramato da Credit Agricole Italia, si ricorda che la Banca sta collaborando con la magistratura, oltre ad impegnarsi nel ripristino della sicurezza, mentre emerge che sono circa una quarantina le cassette svaligiate. Impossibile fare un inventario.

LA PIANIFICAZIONE

Ma quanto è durato l’assalto in piazza Medaglie d’Oro? Settimane, forse mesi. Probabile che la banda sia partita dal centro storico. Dalla zona della Sanità o di Forcella, per poi risalire lungo il reticolato fognario. Uomini talpa. Avevano la mappa del sottosuolo, ma non si sono limitati a seguire i cunicoli sotterranei. Hanno fatto di più. Stando a quanto emerso fino a questo momento, la banda è stata capace addirittura di creare una sorta di cunicolo ausiliario. Una circostanza che evidenzia la preparazione tecnica da parte di chi ha pianificato l’assalto. Un cunicolo ausiliario che ha condotto direttamente nella filiale della banca di piazza Medaglie d’Oro. Tutto è stato studiato a tavolino. I malviventi erano infatti a conoscenza del fatto che alcune cassette erano state accorpate negli uffici del quartiere Collinare. Erano a conoscenza degli orari in cui vengono aperte e rese disponibili le cassette, ma anche dei dispositivi di sicurezza interna. È il punto che ha spinto il capo della banda a rivolgersi in malo modo nei confronti del direttore della filiale, che ha avuto - dal canto suo - la prontezza e il coraggio di attivare l’allarme e di provare a tenere testa ai malviventi. Fatto sta che una volta all’interno, i metal detector che consentono l’accesso al vano delle cassette sono stati facilmente superati.

Un colpo di pochi minuti, mentre all’esterno della banca c’era un’atmosfera surreale. Paura, sirene spiegate, curiosità. Eppure gli uomini talpa sono apparsi sempre padroni del campo, sempre in grado di governare gli eventi. Hanno chiesto ai 25 ostaggi di depositare a terra i cellulari, li hanno invitati all’interno della sala usata come luogo di custodia. Si sono anche mostrati apprensivi nei confronti di una donna più avanti con l’età. Il resto è storia di una fuga beffa. A ritroso. Questa volta sono scappati tutti dalle fogne. Avevano tute blu, volto travisato dal garze e mascherine. Ma soprattutto: avevano progettato il piano di fuga. Hanno lasciato sul proprio cammino flex e altri strumenti utili per lo scasso, oltre ad abbandonare una pistola risultata scenica. Un’arma replica, di quelle senza tappetto rosso. C’è stato addirittura un momento in cui uno dei rapinatori armati della pistola scenica ha incrociato lo sguardo di un carabiniere all’esterno. Si è preferito non intervenire per non mettere a repentaglio la vita di clienti e dipendenti della banca. Resta un punto interrogativo. Come hanno fatto a reperire tante informazioni legate alla vita interna alla filiale? Caccia a un insospettabile, uno di quelli che ha avuto gioco facile a visionare il luogo in cui realizzare l’assalto in stile Casa di carta.

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