Rapina banca Vomero, gli ostaggi: «All?inizio abbiamo temuto il peggio, ma dai banditi nessuna aggressione»
Il Mattino

Rapina banca Vomero, gli ostaggi: «All?inizio abbiamo temuto il peggio, ma dai banditi nessuna aggressione»

Sabato 18 aprile 2026
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La gioia per lo scampato pericolo e la rabbia di chi sa che probabilmente non rivedrà più i propri oggetti di valore trafugati dalle cassette di sicurezza prelevati dai banditi....

La gioia per lo scampato pericolo e la rabbia di chi sa che probabilmente non rivedrà più i propri oggetti di valore trafugati dalle cassette di sicurezza prelevati dai banditi. Sentimenti contrastanti di un’unica vicenda.

Ieri mattina, all’uscita di alcuni ostaggi dal Crédit Agricole, siamo riusciti ad avvicinare una dipendente e un cliente finiti sotto la minaccia dei rapinatori. «Uno spavento terribile, per un momento ho temuto il peggio - racconta una impiegata, mentre qualcuno le porge una bottiglina d’acqua - Ho pensato al peggio. I banditi? Devo onestamente dire che ci hanno trattati bene. Credo che abbiano dato uno spintone al direttore, ma non hanno usato violenza. Uno di loro ci ha addirittura rassicurati, e ci ha chiesto se avevamo bisogno di andare nel bagno...».

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«Sono certo - aggiunge un cliente appena fuori dall’incubo - che i rapinatori sono tutti napoletani, li ho sentiti parlare tra loro in dialetto». E conferma, a sua volta: «Non erano aggressivi, ma molto determinati forse anche perché contavano sulla nostra paura. Ma con noi sono stati gentili». Un assalto chirurgico fatto di ordini autorevoli e dialetto stretto: «Ci hanno rinchiusi e fatto posare i cellulari, poi non li abbiamo più visti, sono spariti dopo averci rinchiusi a chiave in una sala».

ALL’ATTACCO

Sono più di centocinquanta i correntisti della filiale bersagliata dai rapinatori che stanno valutando di intraprendere un’azione legale nei confronti dell’istituto di credito che - dicono in coro - «è stato totalmente assente rispetto alle nostre preoccupazioni ed esigenze». Si dice deluso e amareggiato l’avvocato Elio de Martino, correntista della filiale 10 del Crédit Agricole: «È stato costituito un gruppo su whatsapp chiamato “Correntisti” per riunire tutte le persone interessate da questa vicenda, supportare chi è stato danneggiato e intraprendere l’eventuale procedura per il risarcimento». Tra le informazioni giunte a de Martino, particolare rilevanza sembra avere la notizia che «le cassette dovrebbero essere coperte da una polizza assicurativa che prevede un massimale di 52mila euro, ma è onere del soggetto danneggiato dimostrare la presenza dei beni all’interno della cassetta e il loro valore, ad esempio con delle foto, è questo per molti è un ostacolo rilevante».

Non pochi, poi, denunciano che era assente una guardia giurata all’ingresso dell’istituto al momento della rapina e il mancato filtraggio dei metal detector. Ma il vero problema - insistono i correntisti arrabbiati - però riguarderebbe il caveau: un unico corridoio in cui sono presenti cassette di sicurezza a destra e sinistra; e sembrerebbe che una parte di queste, precisamente quelle a destra, siano state trasferite di recente da un’altra filiale e sarebbero quelle con il maggior numero di effrazioni perché, a differenza delle cassette a sinistra, non erano contenute in armadi blindati.

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