I 95 anni di Corrado Ferlaino nel segno del grande amore per l?azzurro
Novantacinque anni oggi. Corrado Ferlaino, classe 1931, ne ha cinque in meno del Napoli. «Le prime partite le vidi con mio padre quando di anni ne avevo quattro...». Per 33 stagioni,...
Novantacinque anni oggi. Corrado Ferlaino, classe 1931, ne ha cinque in meno del Napoli. «Le prime partite le vidi con mio padre quando di anni ne avevo quattro...». Per 33 stagioni, dal 18 gennaio 1969 al 12 febbraio 2002, è stato alla guida del club azzurro, una seconda pelle per lui. Scudetti, coppe, Maradona e altri acquisti che hanno fatto sognare.
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Ma anche operazioni di mercato deludenti e la retrocessione con 14 punti in serie B. Ventiquattro anni fa mise la società nelle mani di Giorgio Corbelli e Toto Naldi. Senza mai perdere l’appuntamento con la partita del Napoli in tv. Lo ha visto solo un paio di volte a Fuorigrotta all’inizio del campionato 2021-2022, quando venne invitato da Aurelio De Laurentiis in occasione di due eventi dedicati a Maradona. Gianni Infantino, il presidente della Fifa, lo abbracciò davanti alle telecamere: «Ferlaino è la storia del calcio». È stato per 33 anni il Napoli, oltre che dirigente della Federazione. «Quando entrai nel mondo del calcio capii che avrei dovuto frequentare il Palazzo». Diventò amico di tutti i presidenti di Federazione e Lega, seguendoli perfino nelle vacanze in Kenia. A Carlo de Gaudio, consigliere della Nazionale campione del mondo, confidò l’inconfessabile: «Sto per acquistare Maradona».
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Presidente dei primi due scudetti, sorride quando a Napoli i nonni lo indicano così ai nipoti: «È lui che ci ha portato Maradona». Fu quello dell’estate 84 il momento che cambiò la storia di una squadra che aveva grandi sogni, sfiorati durante la gestione Ferlaino con giocatori del livello di Savoldi e Krol e realizzati grazie a Diego e ad altri campioni. «Maradona disse che ero il suo carceriere? Io gli ho voluto un bene infinito», raccontò l’Ingegnere nelle sue interviste. Il 4 giugno 2023, mentre a Fuorigrotta si chiudeva con l’ennesima festa la stagione del terzo scudetto, Ferlaino e la sua compagna Roberta Cassol erano in preghiera davanti alla tomba di Diego a Buenos Aires. E, il primo agosto (il giorno dei cent’anni azzurri), Ferlaino si recherà su quella di Giorgio Ascarelli, il primo presidente del Napoli, nel cimitero israelitico: perché la memoria ha un valore profondo.
Con una intervista a Ferlaino parte oggi la serie dei servizi del Mattino con i grandi personaggi della storia azzurra in vista del centenario: sarà disponibile sui canali social e sul canale YouTube del Mattino.