Gli insulti, poi il pestaggio furia cieca della babygang: nel mirino uno srilankese
Il Mattino

Gli insulti, poi il pestaggio furia cieca della babygang: nel mirino uno srilankese

Lunedì 18 maggio 2026
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  La furia cieca del branco, una preda solitaria e il centro storico trasformato in un eterno ring. Neanche il tempo di riavvolgere gli striscioni portati in piazza per chiedere il disarmo...

La furia cieca del branco, una preda solitaria e il centro storico trasformato in un eterno ring. Neanche il tempo di riavvolgere gli striscioni portati in piazza per chiedere il disarmo di Napoli, che la città fa subito i conti con l’ennesima aggressione. A finire nel mirino, sabato sera, un clochard cinquantenne originario dello Sri Lanka. La sua unica “colpa” aver incrociato il proprio cammino, in Galleria Umberto I, con quello di alcuni giovanissimi senza scrupoli. L’escalation è stata fulminea e feroce. Prima gli sfottò, poi il tentativo di rubargli alcuni gadget per cellulari e, non appena la vittima ha abbozzato un tentativo di reazione, ecco che è scattato il pestaggio. L’extracomunitario è stato placcato e trascinato in via Toledo. Dopo una raffica di calci e schiaffi, il colpo da kappaò: un pugno in pieno naso e la fuga. Tutto intorno una folla di commercianti e passanti atterriti per quella scena da “Arancia meccanica”.

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Clochard pestato da una baby gang:
​le immagini dell'aggressione

Ambulante nel mirino

Un filo intriso di sangue sembra così collegare Napoli a Taranto, dove la scorsa settimana un 35enne del Mali era stato accoltellato a morte da un branco di ragazzini. Il copione è sempre lo stesso: devianza giovanile e violenza gratuita. Tornando all’ombra del Plebiscito, l’allarme è scattato alle 19,30 di sabato. Orario di punta in Galleria, con le attività commerciali ancora a pieno regime e uno “struscio” di centinaia di persone alla ricerca di un momento di svago. Una quiete che sarebbe però durata ben poco. L’orrore era dietro l’angolo e ha preso forma quando una comitiva composta da cinque ragazzini, tutti minorenni, ha cominciato a fare chiasso nell’area antistante al McDonald’s. Subito inizia la caccia all’uomo e sotto tiro finisce un extracomunitario, habitué della zona e conosciuto dai negozianti della Galleria per il suo temperamento mite. Un tratto caratteriale che già la scorsa settimana gli era costato una prima aggressione, per fortuna senza gravi conseguenze. Sabato sera non ha però avuto la stessa fortuna. La gang ha puntato il venditore ambulante, provando a portargli via alcuni accessori per dispositivi elettronici che aveva nella sacca. La vittima designata è stata poi trascinata fino in via Toledo. Qui uno dei baby aggressori l’ha colpito con un tirapugni in pieno volto, riducendolo a una maschera di sangue. Portata a termine la “missione”, la banda di ragazzini si è quindi dileguata tra i vicoli dei Quartieri Spagnoli.

Appello contro la violenza 

In attesa che le indagini della polizia municipale facciano il proprio corso, monta l’indignazione. «L’emergenza baby gang è tutt’altro che risolta. I ragazzini che girano armati di coltelli, tirapugni e pistole sono una bomba sociale pronta a esplodere in qualsiasi momento», denuncia il deputato di Avs, Francesco Emilio Borrelli, aggiungendo: «Chi permette ai propri figli di vivere la strada senza regole, senza controlli e senza limiti contribuisce indirettamente ad alimentare questo clima di violenza. Se da un lato servono più controlli e pene certe, dall’altro è evidente il conto dei fallimenti genitoriali». Sulla stessa lunghezza d’onda il grido di Imma Piccolo, titolare de “La sfogliatella Mary”, storica attività commerciale della Galleria Umberto I: «Questo posto continua a essere dimenticato da tutte le istituzioni. I turisti vengono qui e rimangono incantati, ma le risse continue e i cumuli di rifiuti abbandonati raccontano un’altra storia. Noi commercianti chiediamo più controlli a Comune e forze dell’ordine».

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