Concorso docenti, c?è lo sprint finale: più di 6.500 assunzioni nella regione
Il Mattino

Concorso docenti, c?è lo sprint finale: più di 6.500 assunzioni nella regione

Martedì 19 maggio 2026
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Il concorso a cattedra Pnrr 3 entra nella fase conclusiva e in Campania si apre una delle più vaste operazioni di stabilizzazione del personale docente degli ultimi anni. Mentre in molte...

Il concorso a cattedra Pnrr 3 entra nella fase conclusiva e in Campania si apre una delle più vaste operazioni di stabilizzazione del personale docente degli ultimi anni. Mentre in molte regioni italiane le procedure sono ancora in pieno svolgimento, in Campania gli orali stanno arrivando alle battute finali e cresce il conto alla rovescia verso la pubblicazione delle graduatorie e le immissioni in ruolo previste già per il prossimo settembre. La Campania dispone, infatti, di 6.568 posti complessivi tra infanzia, primaria, medie e superiori, uno dei contingenti più alti dell’intero Paese. È il cuore del piano di reclutamento legato al Pnrr, con cui il ministero dell’Istruzione e del Merito, guidato da Giuseppe Valditara, punta a ridurre il precariato storico, abbattere il numero delle supplenze annuali e garantire maggiore continuità didattica agli studenti.

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LE PROVE

L’accelerazione delle procedure è legata al lavoro organizzativo dell’Ufficio scolastico regionale della Campania, guidato da Monica Matano, che negli ultimi mesi ha spinto su formazione delle commissioni, calendarizzazione delle prove e conclusione degli orali, consentendo alla regione di collocarsi tra quelle più avanti nel cronoprogramma nazionale. In diversi ambiti territoriali le sottocommissioni stanno completando proprio in queste settimane gli ultimi colloqui.

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I numeri mostrano con chiarezza il peso del piano assunzionale. Per la scuola dell’infanzia i posti disponibili sono 1.103, mentre alla primaria le cattedre autorizzate sono 1.573. Nella secondaria di primo grado il contingente raggiunge quota 1.889 posti, mentre alle superiori si arriva a 2.003 cattedre. Il sostegno continua a rappresentare uno dei settori con il maggiore fabbisogno. Solo tra medie e superiori si contano oltre 440 posti specifici, ai quali si aggiungono quelli previsti all’infanzia e alla primaria. È il segnale della crescita costante della domanda di inclusione scolastica e dell’aumento degli alunni con disabilità certificata, fenomeno che sta modificando profondamente gli organici della scuola campana.

LE MATERIE

Parallelamente cresce la richiesta di docenti nelle discipline scientifiche e tecnico-professionali. Matematica, fisica, scienze naturali, tecnologia e inglese risultano tra le classi di concorso con il più alto numero di disponibilità. Una dinamica legata anche al rafforzamento delle filiere tecnico-professionali e dei percorsi Stem su cui il ministero sta investendo negli ultimi anni. La distribuzione territoriale dei posti evidenzia il peso delle grandi province. Il Napoletano dovrebbe concentrare circa 3.547 cattedre complessive, quasi la metà dell’intero contingente regionale. A seguire il Salernitano con circa 1.117 posti e il Casertano con poco più di 1.050. Più contenuti, ma comunque significativi, i numeri di Avellino e Benevento, rispettivamente con circa 459 e 394 posti. Nel Salernitano il fabbisogno maggiore continua a concentrarsi tra sostegno, discipline scientifiche e insegnamenti letterari, soprattutto nelle aree urbane e nell’Agro nocerino-sarnese. Il dato campano acquista ancora più rilievo se confrontato con il quadro nazionale.

A livello italiano il Pnrr3 mette in palio oltre 58 mila posti nel triennio, con più di 27 mila disponibilità tra infanzia e primaria e oltre 30 mila tra medie e superiori. La Campania si conferma così uno dei principali poli del nuovo reclutamento scolastico italiano. Le prossime settimane saranno decisive. Dopo la chiusura degli orali partirà la pubblicazione delle graduatorie di merito e successivamente la fase delle assegnazioni territoriali e delle immissioni in ruolo. L’obiettivo dichiarato del ministero è arrivare all’avvio del prossimo anno scolastico con un numero più alto di docenti già stabilizzati in cattedra, riducendo il ricorso alle supplenze che negli ultimi anni hanno segnato soprattutto le regioni del Mezzogiorno. Per migliaia di precari campani il conto alla rovescia è già iniziato.

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