Santangelo, giurista e uomo di Stato: una vita per le istituzioni
Ha sempre guardato al futuro Tino Santangelo, fino alla fine della sua vita terminata ieri a 89 anni. Nella sua carriera da notaio, quando già a metà degli anni 70 fu tra i primi a...
Ha sempre guardato al futuro Tino Santangelo, fino alla fine della sua vita terminata ieri a 89 anni. Nella sua carriera da notaio, quando già a metà degli anni 70 fu tra i primi a dotarsi della videoscrittura e di una banca dati, nella sostanza di un computer. E anche in quella politica dove sfidò nel 1993 Antonio Bassolino candidandosi a sindaco come civico per poi al ballottaggio appoggiarlo e li nacque un’amicizia solida e sincera.
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Il Principe dei notai era Santangelo, studio storico e accorsato, allievi che hanno fatto tutti una splendida carriera. Il Presidente del Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola Paolo Aponte lo ricorda così: «È stato per lunghissimi anni un punto di riferimento a Napoli e in Italia per tante generazioni di notai. Agli inizi degli anni ‘90, decise di intraprendere la carriera politica per mettersi al servizio della comunità e della cittadinanza di Napoli. Lascia un enorme vuoto». Sentito il ricordo del sindaco Gaetano Manfredi, ma più tarato sulla sua storia politica. «Un giurista straordinario che ha creduto nel valore della formazione, un galantuomo che ha dato tanto alle istituzioni. Napoli deve tantissimo a Tino Santangelo, alla sua dedizione alla cosa pubblica e alla sua visione civica di cui abbiamo ancora oggi bisogno».
LA PASSIONE
Una storia politica - la sua grande passione - che nasce nel 1993 all’insegna del civismo: i partiti si stavano sgretolando sotto i colpi di Tangentopoli e lui guardando sempre molto oltre decise che era tempo di dare ai napoletani una alternativa che non fosse di apparato. Si candidò a sindaco nel campo - si direbbe oggi - del centrosinistra quale alternativa a Bassolino. Al primo turno incassò la bellezza di 47.658 voti in percentuale l’8,64% degli elettori. La sua lista si chiamava “Alleanza Napoli”, una autentica chiamata per la città nella sua interezza e i numeri hanno raccontato quanto il suo progetto lungimirante. Al secondo turno si alleò con Bassolino che vinse contro Alessandra Mussolini. Inizia quel 21 novembre di 33 anni fa l’altra carriera, quella politica, di Santangelo. Con Napoli e poi Bagnoli che sono state la sua ragione di vita. È stato Presidente del Consiglio comunale Santangelo nel 1996 ed Enza Amato l’attuale Presidente lo ricorda così: «Alla sua esperienza è legata una stagione importante della vita democratica della città, vissuta nel rispetto delle istituzioni e del ruolo dell’Aula consiliare. Lo ricorderemo nel prossimo Consiglio comunale».
Dare una mano alla sua città era la sua ossessione. Tanto che nel 2006 Rosetta Jervolino lo nomina vicesindaco con delega all’Urbanistica incarico che ricoprirà fino a al 2011 cioè per tutti e 5 gli anni della sindacatura. In mezzo dal 2002 al 2006 è Presidente della Bagnolifutura. Furono anni pieni di cose belle e brutte Napoli non se la passava bene per la crisi dei rifiuti. Ma lui da Presidente della Bagnolifutura si impegnò perché la Coppa America arrivasse a Bagnoli. Un traguardo sfuggito per poco nella sera di Ginevra quando fu scelta Valencia: nella corsa a due la spuntò la città spagnola a pesare furono le incertezze su Bagnoli e i soldi che il re spagnolo mise sul tavolo. Fu un grande dolore per Santangelo. Più di 20 anni dopo questo sogno però Napoli lo ha realizzato perché l’anno prossimo l’America’s Cup si terrà proprio a Bagnoli. Un grande pezzo della vita di Santangelo lo ha speso per cercare di portare a termine la bonifica dell’area ex Italsider. Con lui Presidente della Società Napoli era tornata in possesso dei suoli di Bagnoli, è stata l’ultima volta, poi ci fu il fallimento nel 2015 della Società - il sindaco era Luigi De Magistris - e da allora i suoli sono dello Stato, di Invitalia. Dopo Bagnolifutura inizia l’avventura da vicesindaco con Rosetta Jervolino.
Ebbe la delega all’Urbanistica e già allora aveva le idee chiare: «La colmata deve restare è una terrazza sul mare, ovunque ci sono le colmate nel mondo hanno questa funzione». Si scatenò il putiferio. Ma a distanza di 20 anni ha avuto ancora una volta ragione lui e la sua lungimiranza. La colmata con Manfredi non si toglie ed è uno dei motivi per i quali l’Americ’s Cup è arrivata a Napoli. Rosetta è stata la sua grande alleata e sua grande amica. Fonti vicino alla famiglia Jervolino fanno sapere che l’ex sindaca ha scelto di contattare direttamente la famiglia Santangelo per manifestare il suo dolore. La figlia di Rosetta, Francesca Russo, su Facebook saluta così Santangelo: «La scomparsa di Tino mi ha devastato l’anima. Caro Tino, ti voglio bene, te ne vorrò per sempre e mi mancherai tantissimo. Un abbraccio forte a tutta la sua bella famiglia». Parole che certamente Rosetta ha condiviso con la figlia.