Frode sui ticket Circum, la sentenza: «Legittimo licenziare il bigliettaio»
Il Mattino

Frode sui ticket Circum, la sentenza: «Legittimo licenziare il bigliettaio»

Martedì 27 gennaio 2026
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  È legittimo il licenziamento disposto da Eav nei confronti di un dipendente addetto alla biglietteria automatica della stazione di Sorrento. Lo ha stabilito il Tribunale del...

È legittimo il licenziamento disposto da Eav nei confronti di un dipendente addetto alla biglietteria automatica della stazione di Sorrento. Lo ha stabilito il Tribunale del lavoro di Napoli, che con la sentenza numero 581/2026 ha rigettato integralmente il ricorso presentato dal lavoratore, confermando la correttezza del procedimento disciplinare e la sussistenza della giusta causa di destituzione.

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I fatti risalgono al maggio 2024 e riguardano il servizio svolto presso la biglietteria della stazione di Sorrento, uno dei principali terminal della linea vesuviana, caratterizzato da un flusso costante di viaggiatori, in larga parte turisti. Il dipendente avrebbe manipolato il sistema di emissione dei biglietti automatici ASEM presenti nella biglietteria della stazione. Le macchinette ASEM sono dispositivi automatici per la vendita dei titoli di viaggio che consentono ai passeggeri di acquistare biglietti in autonomia per i servizi ferroviari e automobilistici di EAV.

Le verifiche

Nel dettaglio, gli accertamenti ispettivi e le immagini di videosorveglianza, richiamate dalla sentenza, documentano che il sistema ASEM è stato oggetto di manomissione. In più giornate, il dipendente avrebbe bloccato le testine di stampa per ottenere biglietti “in bianco” non ancora tarati, per poi alterarne manualmente la codifica. I titoli risultavano registrati come biglietti di fascia AC1 (cioè da 1,50 euro) ma presentavano stampigliature apparenti di fascia NA5 (valore 4,60 euro), consentendo la vendita al pubblico a tariffa maggiorata con l’incasso della differenza. Le operazioni erano accompagnate da movimentazioni irregolari di denaro nella cassa, riprese dalle telecamere e riscontrate nei report investigativi.

Il verdetto

Il Tribunale di Napoli ha ritenuto pienamente utilizzabili sia le investigazioni svolte dall’azienda sia le immagini della videosorveglianza, inquadrandole come controlli difensivi giustificati da fondati sospetti di condotte illecite e compatibili con la normativa sulla privacy. Nel provvedimento si sottolinea che i termini procedurali del regolamento disciplinare aziendale erano rispettati e che la costituzione e composizione del Consiglio di Disciplina, organismo terzo rispetto ai responsabili diretti, non presentava incompatibilità.

Il Tribunale ha inoltre evidenziato che il Manuale dell’Operatore di EAV prevede regole precise per l’uso e l’assistenza delle emettitrici automatiche, inclusa la segnalazione tempestiva di eventuali guasti. Secondo gli accertamenti, tali procedure non sarebbero state rispettate, compromettendo il controllo amministrativo e contabile. Alla luce dell’insieme degli elementi probatori, il giudice ha ritenuto che la condotta fosse «sistematicamente fraudolenta e finalizzata al profitto personale», determinando una compromissione irreversibile del rapporto fiduciario tra azienda e lavoratore, condizione in base alla quale è stata confermata la destituzione per giusta causa.

I precedenti

La vicenda giudiziaria di Sorrento si inserisce in un quadro più ampio di controlli disposti dall’azienda negli ultimi anni. Nel 2024, EAV avviò procedure disciplinari nei confronti di numerosi dipendenti a seguito di irregolarità accertate in diverse biglietterie tra cui Pompei e Sorrento. In un altro caso del dicembre 2025, un dipendente in servizio alla stazione di Pompei della Circumvesuviana fu licenziato e il Tribunale ha confermato la decisione aziendale, rigettando il ricorso, per analoghe condotte consistenti nella vendita di titoli alterati.

Anche in quella occasione il giudice ha ritenuto legittimi i controlli investigativi e il percorso disciplinare adottato da EAV per reprimere frodi che danneggiano il patrimonio societario e la fiducia degli utenti. La sentenza numero 581/2026, dunque, oltre al caso specifico del dipendente di Sorrento, rafforza e chiarisce principi sul piano del diritto del lavoro, confermando che i controlli difensivi svolti dall’azienda, rappresentata in tribunale dal professor Marcello D’Aponte - purché giustificati da sospetti fondati e condotti nel rispetto delle regole - possono costituire prova legittima in sede disciplinare e giustificare misure estreme come la destituzione quando la condotta del lavoratore compromette il rapporto fiduciario con il datore di lavoro.

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