Procura di Napoli Nord, il primo giorno di Airoma: «Qui c?è sete di giustizia»
«Il mio primo atto da procuratore della Repubblica di Napoli Nord sarà quello di dedicare gli uffici a Francesco Greco, un magistrato ed un uomo che ha dato tanto a questa...
«Il mio primo atto da procuratore della Repubblica di Napoli Nord sarà quello di dedicare gli uffici a Francesco Greco, un magistrato ed un uomo che ha dato tanto a questa terra». Sono state le prime parole, segnate da una fortissima emozione, di Domenico Airoma, che ieri mattina si è insediato nell’ufficio giudiziario di Aversa, che aveva lasciato nel 2021 da aggiunto proprio di Greco, il primo procuratore di Napoli Nord, deceduto a 74 anni lo scorso novembre.
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Nella sala dedicata a Rosario Livatino, giovane magistrato ucciso dalla mafia, è partito un lungo e sincero applauso, indirizzato a Serena Alma, la moglie di Greco, che come ha ricordato Airoma aveva avviato la nuova Procura in un difficile contesto, quando «ancora non erano neanche attrezzati i locali».
LE PRESENZE
A testimoniare la vicinanza al neo procuratore di Napoli Nord, oltre ai prefetti di Napoli Michele di Bari e di Caserta, Lucia Volpe, ci sono il procuratore nazionale Antimafia Giovanni Melillo, il procuratore generale della Corte di Appello di Napoli Aldo Policastro, i procuratori Nicola Gratteri (Napoli), Pierpaolo Bruni (Santa Maria Capua Vetere), Nunzio Fragliasso (Torre Annunziata), Giuseppe Borrelli (da qualche mese a Reggio Calabria dopo aver guidato la Procura di Salerno ed essere stato un componente di primo piano della Dda di Napoli), l’ex procuratore generale della Corte di Cassazione Luigi Salvato, i vertici regionali e provinciali di carabinieri, polizia e guardia di finanza. Presenti anche il vescovo di Aversa Angelo Spinillo e don Maurizio Patriciello.
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Nel suo saluto la presidente della Corte d'Appello, Maria Rosaria Covelli, ha descritto Airoma come «un magistrato eccellente, un modello che associa grande professionalità e preparazione a rigore e profonda cultura. È un magistrato aperto al dialogo con l'avvocatura e le istituzioni, ed ha portato l'immagine della nostra magistratura in un contesto internazionale di grande autorevolezza». «La sua sarà una guida illuminata per un territorio tra i più difficili», ha detto il procuratore generale Policastro, augurando che dal ministero arrivi «un contributo importante per la scarsità di risorse che vive questo tribunale». Parole affettuose, quelle di Giovanni Melillo, che al neo procuratore ha riconosciuto grande passione ed entusiasmo. Stima, affetto e riconosciuta professionalità di Airoma, sono le considerazioni comuni del consigliere del Csm Domenica Miele e di Anna Maria Lucchetta (reggente della Procura fino all’insediamento di Airoma) e Maria Di Mauro, che affiancheranno Airoma come aggiunti.
L’IMPEGNO
Il nuovo procuratore ha sottolineato che «c’è una tale sete di giustizia in questo territorio, che la risposta non può essere centellinata, ma deve essere una risposta totale, senza esitazione. Per questo è importante “aprire” la Procura agli incontri con tutta la società civile, che di fatto è un’autentica sentinella del territorio». Tra le questioni aperte c’è quello del personale. «Questo tribunale nasce purtroppo con dei numeri non adeguati. Non soltanto c'è una carenza di copertura dell'organico, ma l'organico stesso, per come è stato determinato all'origine, è largamente inadeguato. Su questo punto tormenterò il ministero». Sul perché si è ispirato al Beato Livatino, Airomo ha risposto: «Ha cambiato molto la mia vita e non potevo non evocarlo in questo giorno. Sono sicuro che ci assisterà».