Logistica, fatturato a 112,4 miliardi (+1,9%): «La spinta è arrivata grazie agli Stati Uniti»
Il Mattino

Logistica, fatturato a 112,4 miliardi (+1,9%): «La spinta è arrivata grazie agli Stati Uniti»

Mercoledì 28 gennaio 2026
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«La riforma portuale è necessaria, il coordinamento nazionale lo auspichiamo da sempre. Ma è un ruolo che deve gestire la politica non una Spa». A Luigi Merlo, il...

«La riforma portuale è necessaria, il coordinamento nazionale lo auspichiamo da sempre. Ma è un ruolo che deve gestire la politica non una Spa». A Luigi Merlo, il presidente onorario di Federlogistica, sono bastati pochi minuti a conclusione dell’assemblea nazionale della Federazione per lanciare non un sassolino ma un masso sulla strada del disegno di legge approvato dal governo che sta per iniziare il suo iter parlamentare. La discussione è aperta e ora tocca alle Camere valutare i contenuti anche se il viceministro al Mit Edoardo Rixi, intervenuto in apertura dell’assemblea di Federagenti, aveva puntualizzato che il testo non è immodificabile ma certamente non i pilastri portanti della riforma. I giochi sono aperti, insomma. Ma oggi chi decide sulla logistica? L’assemblea aperta dall’intervento di Pasquale Russo, presidente nazionale di Conftrasporto, ha avuto nella relazione del presidente Davide Faltieri il momento di sintesi più atteso. La logistica - è stato sottolineato - anche solo a livello europeo, con una evidente sottovalutazione, vale più di mille miliardi di euro, ma specialmente è stata ed è protagonista di una rivoluzione ancora poco percepita: ha cessato di essere un servizio, quasi un optional economico, per favorire il rapido scorrimento delle merci, ed è diventata la chiave di controllo di sistemi economici complessi e degli assetti geopolitici del mondo.

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Il settore 

Secondo i dati più recenti la logistica a livello mondiale “fattura” dal 9 al 10% del Pil, qualcosa come 10 trilioni di dollari (10.000 miliardi) con la prospettiva di crescere di tre volte entro il 2030/2035. «Chi ha in mano i comandi della logistica – secondo Falteri – controlla non solo le rotte dell’interscambio via mare ma determina la competitività o, al tempo stesso, l’emarginazione di Paesi e di interi continenti nel quadro economico e geo-politico mondiale. La logistica – ha detto Falteri – è diventata un punto di equilibrio tra mercati e decisioni politiche. Non si tratta più solo di efficienza, ma di visione, coordinamento e capacità di governare i cambiamenti in atto». Secondo Falteri «è in atto una rivoluzione globale: la logistica non e più un servizio al mercato ma e il mercato stesso che determina le scelte geopolitiche. Entro il 2035 il fatturato logistico mondiale oltre il tetto dei 30mila miliardi di dollari. La logistica - ha detto Falteri - è diventata un punto di equilibrio tra mercati e decisioni politiche. Non si tratta più solo di efficienza, ma di visione, coordinamento e capacita di governare i cambiamenti in atto». In questo quadro anche quelli che sembravano problemi tecnici, come quelli legati alle Dogane, hanno cessato di essere tali. «Le Dogane - ha affermato il presidente di Federlogistica-Conftrasporto - non sono procedure, sono tempo. E il tempo e il principale fattore di competitività». Nel corso dell'Assemblea e stato più volte ripetuto il mantra della «centralita del Mediterraneo» e di un ruolo dell’Italia «che per essere davvero una piattaforma naturale transita attraverso digitalizzazione, formazione intensiva e internazionalizzazione». In sintesi, la risposta all'interrogativo scelto per l'Assemblea di oggi non e un nome o uno Stato: «è il metodo».

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