Eav, appalto nel mirino della Finanza: «Gara assegnata a ditta sotto indagine»
Il Mattino

Eav, appalto nel mirino della Finanza: «Gara assegnata a ditta sotto indagine»

Mercoledì 28 gennaio 2026
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Vogliono accertare i criteri utilizzati dalla commissione aggiudicatrice degli appalti. Vogliono fare chiarezza sul criterio utilizzato, anzi sulle motivazioni adottate, per assegnare una gara a...

Vogliono accertare i criteri utilizzati dalla commissione aggiudicatrice degli appalti. Vogliono fare chiarezza sul criterio utilizzato, anzi sulle motivazioni adottate, per assegnare una gara a un’azienda e non alle sue dirette concorrenti. Questioni ordinarie, quando si parla di gare pubbliche, che hanno spinto però gli inquirenti ad imprimere una possibile svolta investigativa, nel corso di una inchiesta che punta a fare chiarezza su una procedura che interessa potenzialmente centinaia di migliaia di persone: parliamo di una gara di appalto bandita dall’Ente Autonomo del Volturno. Trasporti e verifiche, dunque, è di questi giorni il blitz della Guardia di Finanza negli uffici di Eav, per fare chiarezza sulla definizione dell’assegnazione di un appalto sulla pulizia. Un contratto da oltre ottanta milioni, che è finito anche al centro di un contenzioso amministrativo che attende ora gli esiti di un braccio di ferro aperto dinanzi al Tar e al Consiglio di Stato.

Le verifiche

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Inchiesta condotta dal pm Maurizio Giordano, magistrato esperto in materia di reati contro la pubblica amministrazione, si punta a verificare la regolarità dell’assegnazione dell’appalto. Non ci sono ipotesi di reato definite, in una vicenda che è stata svelata da un take dell’Ansa messo in rete lunedì mattina. Ma da cosa nasce questa svolta investigativa? Si parte da un esposto in Procura formalizzato dalla Society Moderne Facility Management, che solleva il caso del bando di gara che viene pubblicato il primo agosto del 2024 da Eav. Si legge nella procedura di contratto formalizzata da parte dell’Ente, che bisognava assegnare «una gara a procedura aperta per l’affidamento del servizio di pulizia degli impianti ferroviari, ambienti di lavoro, depositi, officine, funivie e materiale rotabile». Un appalto stimato di 81 milioni, di cui 40 milioni per i primi tre anni ed analoga somma per i successivi tre anni. 

Il prequel 

Ma lo snodo della vicenda, su cui è logico attendersi una verifica a stretto giro è riconducibile alla data del 29 gennaio del 2025. Un anno fa. Cosa provoca l’esposto da parte della Moderne? Cosa rende necessario il blitz esplorativo da parte dei militari della Guardia di Finanza? A leggere l’esposto ci sarebbe una sorta di gap motivazionale da parte della commissione aggiudicatrice dell’appalto. Prosa tecnica a parte, sarebbero stati assegnati dei punti alla ditta vincitrice senza però una trama di motivazioni ritenuta adeguata. Questione di prospettiva. Intanto però prima di addentrarci nella questione penale, va detto che su questa vicenda si è aperto anche una sorta di braccio di ferro sotto il profilo strettamente amministrativo. Contro la definizione dell’appalto, il Tar ha rigettato il ricorso della Moderne Facility Management, dando ragione all’Eav, dunque alla ditta vincitrice dell’appalto, vale a dire la Dussmann. Gìà, la Dussmann: parliamo di un colosso nel campo della erogazione dei servizi, sia nel campo degli appalti di pulizia, sia per quanto riguarda le attività di vigilanza. Fatto sta che contro la decisione del Tar, quelli della Moderne Facility Management hanno inoltrato ricorso al Consiglio di Stato, prossima udienza il 13 di febbraio.

Il duello 

Dunque, un doppio binario. Quello amministrativo e quello strettamente penale, in uno scenario in cui non vengono mosse contestazioni da parte dei pm nei confronti della Dussmann. Ma c’è un altro aspetto che viene sottoposto da parte dei ricorrenti all’attenzione della Procura di Napoli. E riguarda un altro aspetto relativo ad indagini recenti che hanno riguardato, in modo incidentale, anche la ditta che si è aggiudicata l’appalto sulle pulizie. Proprio la Dussmann infatti è stata recentemente coinvolta in un filone napoletano della presunta appaltopoli napoletana e sammaritana. È il caso di una gara tenuta dall’università Parthenope, per la quale i pm partenopei si sono spinti ad ipotizzare l’accusa di corruzione. Una vicenda che non ha fatto emergere al momento dei riscontri definitivi, che resta così al vaglio della magistratura. Intanto, si apre il filone Eav. 

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