Portici, Cuomo pronto a candidare i due figli: l?imbarazzo tra i dem
Il Mattino

Portici, Cuomo pronto a candidare i due figli: l?imbarazzo tra i dem

Mercoledì 28 gennaio 2026
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«Abbiamo già Vincenzo De Luca nel Pd. Può bastare...». È questa la battuta, velenosa, veicolata tra i dem napoletani in queste ore e agita già il campo...

«Abbiamo già Vincenzo De Luca nel Pd. Può bastare...». È questa la battuta, velenosa, veicolata tra i dem napoletani in queste ore e agita già il campo largo che ha eletto Roberto Fico a palazzo Santa Lucia. E veleni e frecciate ve ne sono eccome e ruotano tutte attorno alle prossime comunali. In particolare in un perimetro di appena 30 km quadrati dove vanno al voto la bellezza di 4 comuni. Eccoli: San Giorgio a Cremano, Ercolano, Pompei e Portici, tutti guidati sinora dal centrosinistra. Con le tensioni maggiori a Portici dove il sindaco uscente, il dem (declinazione Elly Schlein) Enzo Cuomo è stato appena nominato assessore regionale all’Urbanistica e la coalizione di centrosinistra larga è già spaccata: da un lato Pd, socialisti, verdi e civiche; dall’altro renziani e grillini, Sinistra italiana e mastelliani. A questo quadro già frastagliato e di difficile ricomposizione si aggiunge il fatto che i due figli dell’ex sindaco, Pietro e Annamaria, hanno deciso di candidarsi in consiglio comunale. E qualcuno immagina già la strada spianata ad un futuro prossimo da sindaco per uno di loro. Da qui la battuta che circola tra i dem su De Luca-Cuomo e i veleni e le ripicche che si susseguono. L’ultimo qualche giorno fa. È bastato che Ciro Buonajuto, ex sindaco di Ercolano e consigliere regionale renziano, alla kermesse di Italia Viva a Milano dicesse che si punta «ad un sindaco renziano a Portici» che proprio Cuomo jr, l’attaccasse sui social per la sua passata attività di sindaco a Ercolano. Dove pure si vota.

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Il risiko

I rapporti tra i dem a trazione Cuomo con grillini e renziani a Portici non sono stati mai felici. Grazie ad un plebiscito, l’ultimo nel 2022 con l’82 per cento, dell’ex sindaco che non ha mai avuto bisogno di alleati. Poi a dicembre l’affronto: il suo ex vicesindaco Nando Farroni organizza il primo di una serie di tavoli con grillini, renziani, mastelliani e Sinistra italiana proponendosi (proclamandosi?) federatore del centrosinistra per superare lo schema dell’uomo solo al comando. Ovviamente il Pd a trazione Cuomo non ci pensa proprio a sedersi e va avanti per la sua strada per scegliere un primo cittadino di continuità con la passata amministrazione. Fateci caso: è lo schema, paro paro, del Pd salernitano a trazione deluchiana che vuole candidare l’ex governatore a prescindere dai tavoli con gli alleati. Ma a Portici, almeno, c’è un passo ufficiale: una lettera firmata da M5s, Sinistra Italiana, una parte dei socialisti e mastelliani per chiedere un tavolo comune visto che il Pd locale non ne vuole sapere. «Siamo costretti a segnalare una persistente e oggettiva difficoltà di dialogo con il Pd territoriale. Nonostante l’invito formale all'apertura di un tavolo di coalizione tra le forze politiche, inviato dal Movimento 5 Stelle a nome di tutti i firmatari, il Pd locale ha, di fatto, declinato il confronto» scrivono al segretario provinciale dem Peppe Annunziata in cui si chiede di «costruire, anche a Portici, un percorso di campo progressista ispirato alle esperienze unitarie del modello Napoli e della recente affermazione elettorale in Regione Campania». Missiva di fatto archiviata per l’uscita di scena di Annunziata e che ora dovrà affrontare il segretario in pectore Francesco Dinacci.

Le reazioni 

Intanto l’atmosfera si fa rovente. «Ogni mia eventuale candidatura sarà frutto esclusivo di una scelta personale, condivisa con i sostenitori e i compagni di questo percorso, e non potrà in alcun modo essere condizionata da chi, per limiti propri, percepisce tale scelta come una minaccia», ha scritto sui social Pietro Cuomo rivendicando la decisione di scendere in campo. E così la sorella Annamaria, stimata militante dem come il fratello ora impegnata per la causa del referendum sulla giustizia: «Se mi candiderò o meno sarà una scelta che spetterà solo a me prendere, con le relative responsabilità che ne deriveranno. Non appartengo ad un alcun destino precostituito, la mia strada si compone di tasselli che scelgo ogni giorno liberamente». «Scelte autonome», fa sapere anche il padre ex sindaco e assessore regionale. Intanto la vicenda fa scattare l’allarme nel centrosinistra, timoroso che il Campo largo si possa spaccare un po’ ovunque. Partendo da Portici finendo agli altri tre comuni vicini. Lo sa anche il governatore Roberto Fico che, non caso, nell’ultimo consiglio regionale ha spiegato come per le comunali «si deve partire dal Campo largo ed evitare accelerazioni». E non valeva solo per Salerno...

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