Consiglio regionale, Cirielli verso l?addio: resterà alla Camera
Il Mattino

Consiglio regionale, Cirielli verso l?addio: resterà alla Camera

Mercoledì 28 gennaio 2026
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Sono partiti i trenta giorni di tempo per Edmondo Cirielli che dovrà optare tra la carica di deputato e quella di consigliere regionale. Il viceministro degli Esteri, a meno di clamorose...

Sono partiti i trenta giorni di tempo per Edmondo Cirielliche dovrà optare tra la carica di deputato e quella di consigliere regionale. Il viceministro degli Esteri, a meno di clamorose sorprese, si appresta quindi nelle prossime settimane a lasciare il ruolo di capo dell’opposizione. Il centrodestra dovrà, così, trovare una quadra interna: in pole c’è Gennaro Sangiuliano ma bisognerà trovare l’intesa tra i partiti. A livello numerico, in aula al posto di Cirielli dovrebbe entrare Marco Nonno. Che nel frattempo è tornato alla guida di Fratelli d’Italia a Napoli. Nel partito non mancano le tensioni: prosegue, infatti, il commissariamento del partito a livello provinciale.

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Gli assetti in Consiglio

Giovedì scorso, il 22 gennaio, la Giunta delle elezioni di Montecitorio ha preso atto dell’incompatibilità per Cirielli. Il presidente della Giunta ha provveduto a effettuare la comunicazione al presidente della Camera a cui tocca inviare l’invito ad optare tra le due cariche: dalla comunicazione di Fontana scattano i trenta giorni per la scelta. L’idea sarebbe di guidare l’opposizione fino alla formazione delle commissioni speciali che toccano alla minoranza. Che però potranno essere messe in campo soltanto quando si troverà l’accordo nella maggioranza di centrosinistra per la formazione delle commissioni permanenti. Un nodo su cui ieri è intervenuto Sangiuliano: «L’istituzione al momento è ferma. Anche le proposte di legge che leggiamo sulla stampa sono carta straccia senza le commissioni. Non si può non censurare l’irresponsabilità di questo ritardo». L’ex ministro della Cultura, spalleggiato anche dalla Lega, è in pole per prendere il ruolo di capo dell’opposizione anche se c’è da trovare l’accordo con Forza Italia.

Il partito

In Consiglio, con l’addio di Cirielli, è pronto a entrare Nonno, che tornerebbe in Consiglio dopo la decadenza della passata legislatura per le vicende giudiziarie legate agli scontri anti-discarica a Pianura del 2018. Lo stesso Nonno, intanto è tornato al vertice di FdI a Napoli. Prima delle regionali, Giorgia Meloni con una lettera aveva commissariato il partito a livello provinciale e cittadino per le candidature dello stesso Nonno e di Ira Fele, moglie del deputato Michele Schiano di Visconti. Nella serata di lunedì, la premier ha firmato la lettera che reintegra Nonno al posto di Sergio Rastrelli, senatore napoletano chiamato di nuovo a gestire il partito in una fase di difficoltà. Non è accaduto lo stesso con Schiano: Marta Schifone resta commissaria. Il deputato dell’area nord di Napoli negli ultimi tempi ha manifestato irritazione. Fele, prima tra gli eletti meloniani, non dovrebbe avere incarichi in Consiglio. Come commissario a Ischia, ruolo a cui Schiano ambiva, è stato scelto il salernitano Marcello Feola. E ora ecco il prosieguo del commissariamento del partito provinciale che di certo non aiuterà a rasserenare il clima. Fair play nel passaggio di consegne a Napoli. «È giusto che il partito torni alla gestione ordinaria. La presidente Meloni ha voluto ringraziarmi per aver guidato il partito che ho gestito con responsabilità e spirito di servizio», dice il commissario uscente Sergio Rastrelli. Ringraziamenti a Meloni e al commissario uscente anche da parte di Nonno: «Continuerò a lavorare senza sosta per rafforzare FdI a Napoli. Saremo protagonisti delle prossime amministrative».

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