Turismo, un euro in più per la tassa di soggiorno: si tratta con gli operatori
Il Mattino

Turismo, un euro in più per la tassa di soggiorno: si tratta con gli operatori

Giovedì 29 gennaio 2026
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  Tassa di soggiorno: si lavora sull?ipotesi di un nuovo aumento. Un euro in più per ogni categoria ricettiva, sia per i vacanzieri che soggiorneranno in albergo sia per...

Tassa di soggiorno: si lavora sull’ipotesi di un nuovo aumento. Un euro in più per ogni categoria ricettiva, sia per i vacanzieri che soggiorneranno in albergo sia per coloro che sceglieranno b&b, affittacamere o case vacanza. Si arriverebbe così a pagare un massimo di 6 euro a notte. Se n’è parlato ieri, nel corso del tavolo permanente sul turismo a Palazzo San Giacomo cui hanno preso parte l’assessore al Bilancio del Comune Pierpaolo Baretta, l’assessora al Turismo e alle Attività Produttive Teresa Armato e i rappresentanti della Sezione Turismo dell’Unione Industriali, di Federalberghi e di Abbac (associazione di categoria della ricezione extralberghiera). Sono tante le sfide che aspettano la Napoli Capitale Europea dello Sport nel 2026, compresi il Giro d’Italia e le pre-regate dell’America’s Cup, che dovrebbero partire a luglio a Bagnoli. Gli albergatori e i tour operator, non a caso, sono aperti al dialogo, ma allo stesso tempo sperano che a un aumento delle tariffe corrisponda una crescita dei servizi. Abbac, invece, si schiera apertamente contro il rincaro.

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L’imposta

Oggi l’imposta di soggiorno costa 4.50 nell’extralberghiero (b&b et similia), 5 euro a notte per le locazioni brevi, 3 euro negli alberghi a una stella, 3.50 euro nei 2 stelle, 4.50 euro nei 3 stelle, 5 euro nei 4 e nei 5 stelle. La proposta di aumento è stata formulata durante l’incontro di ieri. Il confronto è appena iniziato – ragionano dall’amministrazione – e potrebbe non durare poco. Insomma, non stiamo parlando di un aumento che arriverà nelle prossime settimane, ma non è escluso che potrebbe diventare realtà nei prossimi mesi. Il Comune di Napoli, con i suoi 20 milioni di visite nel 2025, ha incassato circa 29 milioni dalla tassa di soggiorno nell’anno appena concluso. I record turistici hanno portato a un incremento dei flussi che sfiora il 60% nel triennio, e Napoli è stata finora una metropoli tra le più cheap. Va da sé che aumentare i costi per i vacanzieri – scelta che sta arrivando anche in altre metropoli italiane – implica anche la sfida di puntare su un target di turisti più elevato, dal punto di vista della spesa. Ma è chiaro che a un maggiore impegno economico corrisponde anche un maggiore impegno sul piano dei servizi: dalle infrastrutture e i trasporti – funzionali al decentramento – al decoro urbano e all’aumento dei vigili urbani sul territorio: è questa la posizione degli albergatori, che prepareranno un documento con le relative richieste, nelle prossime settimane. Poi lo consegneranno alla giunta, con l’auspicio che entro l’America’s Cup possa arrivare una delibera permanente in tema di servizi. La trattativa è appena iniziata, in altre parole, e riguarda anche l’eventuale cifra del rincaro. Ma è già in corso.

I servizi 

Anche Giuseppe Scanu, presidente di Fiavet (Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo) Campania e Basilicata, mette in relazione i costi e l’implementazione dei servizi: «Siamo aperti alla discussione – dice – ma gli aumenti siano programmati e soprattutto corrispondano a servizi per i turisti. Bisogna coinvolgere i turisti, non allontanarli. Che gli eventuali aumenti non siano dunque un deterrente. Serve efficientare i trasporti nell’ottica della realizzazione del policentrismo, che potrebbe attrarre visitatori in altre zone della città e contemporaneamente aumentare, decongestionandolo, la vivibilità del centro storico e delle vie più affollate della città. Ma per attrarre turisti fuori dal centro servono più infrastrutture. In centro, invece, per esempio in via Toledo o in piazza Dante, occorrono più pulizia e più cestini. Bisognerebbe metterli sotto terra, come in altre grandi città in cui l’immondizia non è “a vista”». Come abbiamo accennato sopra, Abbac, rappresentata nell’incontro di ieri dal presidente Agostino Ingenito e dal consigliere Alessandro Jesu, manifesta invece la propria secca contrarietà all’ipotesi di incremento dell’imposta di soggiorno: «Se il Comune intende davvero aumentare l'imposta - sostiene lo stesso Ingenito - dovrebbe farlo a carico dei grandi alberghi, non delle nostre strutture che offrono un'accoglienza a prezzi accessibili, fondamentali per attrarre flussi turistici di medio e basso target».

Le tariffe

E poi aggiunge: «Dal 1 gennaio 2026, il Comune avrebbe dovuto ripristinare la tariffa precedente di 3 euro, dopo l'aumento dello scorso anno - in ottica del Giubileo ndr - che aveva portato le tariffe a 4,50 euro per l'extralberghiero e 5 euro per le locazioni brevi. Invece, ha mantenuto le tariffe attuali e ora intende nuovamente aumentarle, in parte a causa del prelievo percentuale previsto dalla finanziaria 2026 del Governo. Chiediamo che questo aumento venga annullato o, in alternativa, che venga applicato solo agli ospiti di alberghi a 5 stelle».

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