Santangelo, l?addio della città, Bassolino: era molto turbato
Una storia politica - quella di Tino Santangelo - iniziata nell?autunno del 1993 quando scese in campo alle comunali prima avversario e poi alleato e amico fraterno di Antonio Bassolino. E...
Una storia politica - quella di Tino Santangelo - iniziata nell’autunno del 1993 quando scese in campo alle comunali prima avversario e poi alleato e amico fraterno di Antonio Bassolino. E proprio nella Sala dei Baroni al Maschio Angioino - dove è stata allestita la Camera ardente - da Presidente del Consiglio comunale ha consumato nottate e giornate in battaglie politiche campali ma sempre come «Presidente di tutti gli eletti del popolo». E in quel luogo storico a rendere omaggio al “notaio galantuomo” sono arrivati in tantissimi. Malgrado la tempesta di vento e pioggia stesse flagellando la città. Nessuno di quell’epoca, e anche di quelle molto più recenti fino ad arrivare ai giorni nostri e che lo ha conosciuto e da cui ha avuto preziosi consigli è voluto mancare per l’ultimo omaggio. Politici, amministratori, esponenti dell’imprenditoria e del sindacato.
APPROFONDIMENTI Santangelo, Dino Falconio: «Un galantuomo che aveva il terrore di morire con l'infamia della condanna»
Santangelo è stato vicesindaco dal 2006 al 2011 di Rosetta Iervolino e non è un caso che tra le prime ad arrivare è stata Francesca Russo, la figlia della prima donna sindaco di Napoli. «Sabatino - racconta la Russo - è stato una figura centrale nella vita di mia madre. Una persona onesta, di cui si fidava ciecamente. E di una profondità e di una empatia pazzesca, sempre pronto a ad aiutare gli altri sulla scorta di una profonda umanità». Accanto alla salma di Santangelo la moglie Marielva Torino e i tre figli Mariella, Stefano e Giuseppina. «Un uomo meraviglioso - le parole della figlia Mariella - che lascia a noi figli e alla città un patrimonio di generosità, amore e abnegazione. Il suo senso della giustizia, della democrazia e della cosa pubblica, come la disponibilità verso le istituzioni non ha mai vacillato, neanche negli ultimi anni». Con loro Laura Santangelo, la nipote, ex consigliere provinciale.
L’omaggio
A rendere omaggio al notaio due ex presidenti dell’Unione industriali quali Ambrogio Prezioso e Gianni Lettieri e il sindacalista della Uil Giovanni Sgambati, avvocati, giuristi, lo storico dirigente dell’Urbansitica al Comune Roberto Giannì e uno schieramento trasversale di politici. Tra gli altri l’ex Guardasigilli Luigi Scotti, il Presidente del Consiglio Regionale Massimiliano Manfredi, l’ex Presidente della Provincia Dino Di Palma, Bruno Discepolo, gli ex assessori della giunta Iervolino Enrico Cardillo, Diego Guida, Amedeo Lepore, Nicola Oddati e Marcello D’aponte. Con Vittorio Ciccarelli, che assessore non è mai stato ma che era l’uomo fidatissimo di Rosetta e grande amico di Santangelo. E ancora l’ex vicesindaco della giunta Bassolino Riccardo Marone, e l’assessora al turismo dell’epoca Giulia Parente, il deputato del Pd Arturo Scotto, l’ex vicesindaco con delega all’Urbanistica Carmine Piscopo negli anni di Luigi De Magistris e lo stesso incarico ha ricoperto nella giunta arancione Raffaele Del Giudice. Gli ex consiglieri comunali Giuseppe Sarnataro, Gennaro Centanni, Mario Maffei e Mario Coppeto. L’ex deputato del Pd Massimo Paolucci, il consigliere regionale Nino Simeone. In rappresentanza della giunta Manfredi il vicesindaco Laura Lieto, l’assessore ai Trasporti Edoardo Cosenza e quello alla Legalità Antonio De Iesu. E ancora l’ex segretario dei Ds Diego Belliazzi, Guglielmo Allodi sempre dei Ds ex assessore alla Provincia, Come Angela Cortese, Mario Hubler, braccio destro di Santangelo in BagnoliFutura. Santangelo trasversale e apprezzato dalle opposizioni a iniziare da An come l’ex parlamentare Amedeo Laboccetta e il gruppo comunale di An in quella consiliatura, cioè Luciano Schifone, Carlo Lamura, Vincenzo Moretto, Marco Nonno e Claudio Renzullo: «Abbiamo avuto l’onore di confrontarci dall’opposizione con il Vicesindaco Sabatino Santangelo, ci uniamo al cordoglio. E ne ricordiamo il suo alto spessore morale e culturale. Esempio di capacità di confronto costruttivo ancora oggi attuale e sempre più necessario».
L’amicizia
Parola a Bassolino accompagnato dalla moglie Annamaria Carloni: «Tino è stato è una delle più belle persone della nostra città, come diciamo a Napli “È stato un signore”, è la personificazione di questo modo di dire e dell’essere napoletano». Si commuove Bassolino ma continua così il suo racconto: «Con lui avevo un rapporto familiare non solo amicale. Il paradosso è che il 24 dicembre ci siamo visti per farci gli auguri, ci siamo presi un caffè sotto casa sua e stava bene». E ancora: «Poi l’ho sentito tre giorni prima di domenica. Sulla vicenda giudiziaria, doveva tornare in Tribunale il 6 marzo. E gli ho detto che non era la stessa cosa che ci sarebbe entrato da innocente e non da imputato, ci sarebbe entrato da uomo “assolto per non aver commesso il fatto”. Ha condiviso la mia analisi, ma poi ho avuto la sensazione che ripiombava in questo suo stato d’animo cupo. L’ex sindaco di Napoli ricorda che «Ho subito 19 processi ma sono stato sempre assolto. Ho attraversato come Tino dolorose vicende. E tutti e due non abbiamo mai detto una parola, anche nei momenti di maggiore sofferenza, che non fosse di grande rispetto della magistratura. Mai una parola non istituzionale questo lo stile di Tino e il mio». I funerali si terranno oggi alla chiesa di Piedigrotta.