Tino Santangelo, folla ai funerali dell'ex vicesindaco: «Ha amato Napoli e si è speso per questo città»
Il Mattino

Tino Santangelo, folla ai funerali dell'ex vicesindaco: «Ha amato Napoli e si è speso per questo città»

Giovedì 29 gennaio 2026
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È gremita la chiesa di Santa Maria di Piedigrotta per l'ultimo saluto a Tino Santangelo, notaio e già vicesindaco di Napoli. Sull'altare c'è il gonfalone del...

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È gremita la chiesa di Santa Maria di Piedigrotta per l'ultimo saluto a Tino Santangelo, notaio e già vicesindaco di Napoli. Sull'altare c'è il gonfalone del Comune di Napoli.

In prima fila la famiglia, con i figli Marella, Stefano e Giusy e la moglie Marielva. Dall'altro lato Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi con la fascia tricolore, l'ex primo cittadino e governatore Antonio Bassolino, il rettore della Federico II Matteo Lorito, la senatrice del Pd Valeria Valente e il vicesindaco Laura Lieto.

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«Ha amato Napoli e si è speso per questo città.

Ma più che per le cariche pubbliche, mi ha colpito la sua generosità. Era felice nel donare, nell'aiutare. È stato un grande signore e la sua bontà ha saputo riversarla sunchin si rivolgeva a lui. È stato un uomo dai grandi principi morali che ha trasmesso ai figli», ha detto il parroco, don Giuseppe Cipollone, durante l'omelia.

Al termine della celebrazione, alcuni interventi di chi lo ha conosciuto. «A Tino Santangelo devo tutto quello che sono, è per me un secondo padre. Per carattere non gli ho mai detto quanto gli voglio bene. Mi perdonerete se glielo dico adesso», ha detto commosso il presidente dell'ordine dei Notai Paolo Aponte che ha ricordato come Santangelo «abbia formato non solo centinaia di allievi, ma una vera comunità di persone che per lui hanno un enorme debito di riconoscenza». Legge, tenendo i fogli tremante, un ricordo il notaio Dino Falconio: «Sognava un nuovo notariato che modernizzi l'Italia». Poi la sfida politica: «Si ispirò a Benedetto Croce, amico di suo padre. Amministrava il presente e progettò il futuro».

«Tino è stato uno dei figli migliori di questa città», ha detto Antonio Bassolino, intervenendo dall'altare. «Ci siamo conosciuti dopo una competizione. E subito dopo è nato un rapporto splendido. In queste ore gli attestati di stima sono arrivati dai mondi più diversi, è questo è il riconoscimento più bello». Visibilmente commosso, l'ex sindaco aggiunge: «Mi ha sempre colpito la bontà di Santangelo, verso soprattutto le persone più semplici». «Ha sofferto molto in una maniera non facile. Non ho mai sentito da lui una parola sbagliata. Eppure ha sofferto tanto. Ma ha saputo porsi nel modo migliore», continua Bassolino. Che chiude con un pensiero personale: «Anch'io io ho imparato tanto da lui e sento di dovergli essere riconoscente. Ci auguriamo che le nuove generazioni sappiano portarlo avanti come punto di riferimento. Grazie Tino». 

A chiudere gli interventi il sindaco Gaetano Manfredi: «Lo conoscevo da oltre trent'anni, c'è stato un legame familiare antichissimo. È difficile ricordare una persona di questo valore, questo spessore e queste capacità. Quando scese in politica, lo ha fatto partendo da un grande prestigio professionale. Non doveva chiedere niente alla politica, voleva solamente dare qualcosa alla città. Lo ha fatto da costruttore. Mettendo competenze a disposizione, unendo e rispettando le istituzioni. E lo ha fatto in una politica che spesso era conflitto e negazione della verità. Ha navigato contro vento ma non si è mai fermato». Infine un ricordo personale: «Venne a trovarmi a palazzo San Giacomo, rientrando in Municipio dopo 12 anni. Ricorderò sempre l'incoraggiamento che mi ha dato e la forza che mi ha trasmesso. Abbiamo enorme debito di riconoscenza verso una persona speciale. Una sola parola può accompagnarlo: grazie per quello che hai fatto per la nostra città. Non lo dimenticheremo mai»

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