Decumani, stesa tra i vicoli. Barman ferito tra la folla: «Ecco il video dell?agguato»
Il Mattino

Decumani, stesa tra i vicoli. Barman ferito tra la folla: «Ecco il video dell?agguato»

Mercoledì 12 agosto 2026
5 visualizzazioni

Urla «aglia aglia», poi si accascia al suolo. Ha portato istintivamente la mano sulla spalla, ha avuto appena il tempo di realizzare che è stato raggiunto da un colpo di pistola...

Urla «aglia aglia», poi si accascia al suolo. Ha portato istintivamente la mano sulla spalla, ha avuto appena il tempo di realizzare che è stato raggiunto da un colpo di pistola esploso da un soggetto che gli è passato accanto con la pistola. Immagini e audio mozzafiato, c’è rabbia per l’ingiustizia arrecata a un giovane lavoratore (un barman di 33 anni) ma anche all’intera città di Napoli. Sono le cinque del mattino dello scorso 25 luglio, siamo in via San Sebastiano, a pochi passi da piazza Bellini. Una scena idilliaca, che viene infranta dall’orrore delle armi e della violenza criminale. In azione due malviventi in sella a una moto, uno dei quali - quello sul sedile posteriore - ha una pistola in pugno. Spari tra la folla, in pochi metri quadrati ci sono almeno quindici ragazzi, forse anche dei turisti. Gli spari, poi il ferimento.

APPROFONDIMENTI Cocaina col paniere, scatta il blitz a Porta Nolana: in casa del pusher anche una pistola caricaNapoli, rapinano una turista in via Marina e scatta l'inseguimento: arrestati due uominiBacoli, tenta un furto all’interno di un’abitazione: arrestato un 20enne

Una vittima per errore, un uomo colpito per caso. Ha una maglietta bianca e uno zaino nero sulle spalle, il protagonista suo malgrado di questa storia: mette la mano sulla spalla, urla «aglia aglia», prova a farsi largo tra la folla o comunque ad attirare l’attenzione. Poi si accascia a terra. Attorno a lui è il panico, anche se poi alcuni ragazzi si avvicinano al 33enne e lo soccorrono. Una scena cristallizzata da alcune telecamere di locali pubblici presenti nella zona, finita agli atti di una inchiesta culminata in due arresti. In cella ci sono Giuseppe Muscariello, che si è presentato alle forze dell’ordine ammettendo di aver fatto fuoco; ma anche il suo presunto complice, vale a dire Vincenzo Rubino, alla guida dello scooter con cui i due malviventi sono scappati dopo aver ferito gravemente un uomo. Ieri l’udienza dinanzi al Riesame.

Difeso dalla penalista Carla Maruzzelli, Muscariello ha invocato il perdono della vittima: «Ho fatto fuoco perché ero inseguito, non era una stesa né un agguato. Mi sentivo minacciato da un soggetto che mi aveva aggredito all’interno del locale. Ho sparato in aria, non volevo colpire quella persona». Poi tocca alla difesa intervenire sulle accuse mosse dalla Procura. In sintesi, la penalista Maruzzelli ha depositato una memoria difensiva, su cui insiste su alcuni punti: non c’è stata una stesa e non regge l’aggravante del metodo mafioso. Per l’avvocato, si è trattato di una fuga dopo aver subito un’aggressione. Inchiesta condotta dai pm Cristina Curatoli e Enrica Parascandolo, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Sergio Amato, che fa leva sugli accertamenti condotti dalla Mobile del primo dirigente Mario Grassia.

Chiara la ricostruzione degli inquirenti: Muscariello sarebbe entrato in un locale per vendere droga; agli atti lo scambio di un pacchetto e di soldi; poi arriva un soggetto del Cavone, che prende a schiaffi Muscariello, il quale scappa e fa fuoco. È sempre la Dda di Napoli a battere su un punto: si è trattato di un episodio da inserire nello scontro tra piccoli pusher che si contendono lo smercio di droga. Da un lato quello del Cavone (che è stato identificato), dall’altro Muscariello, che arriva da rione Sanità e che quella notte - giusto ripeterlo - risultava agli arresti domiciliari.

Condividi questo articolo