Torre Annunziata: Fine vita, accolto ricorso per suicidio assistito di una donna con la Sla
Il Mattino

Torre Annunziata: Fine vita, accolto ricorso per suicidio assistito di una donna con la Sla

Giovedì 13 agosto 2026
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Il tribunale di Torre Annunziata ha accolto il ricorso di una donna affetta da Sla ordinando alle aziende sanitarie di completare gli adempimenti necessari per rendere possibile la procedura di...

Il tribunale di Torre Annunziata ha accolto il ricorso di una donna affetta da Sla ordinando alle aziende sanitarie di completare gli adempimenti necessari per rendere possibile la procedura di suicidio medicalmente assistito. Ne dà notizia l'Associazione LucaCoscioni con l'avvocata FilomenaGallo. L'ordinanza arriva all'indomani dell'udienza nella quale la paziente, collegata da remoto e comunicando attraverso il puntatore oculare, aveva confermato al giudice la propria volontà e chiesto che non le fossero imposte ulteriori attese.

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«Il giudice - spiega l'avvocata - ha riconosciuto che il trascorrere del tempo e l'assenza di tempi certi avrebbero compromesso il diritto della ricorrente, considerata la gravità e la progressione irreversibile della sua patologia». Il tribunale ha quindi ordinato alla Usl Toscana Nord Ovest di mettere a disposizione dell'Asl Napoli 3 Sud il dispositivo per l'autosomministrazione già realizzato e utilizzato nel precedente caso toscano, stabilendo che la consegna debba avvenire entro sette giorni lavorativi dal 29 agosto prossimo. Tutti i costi, precisa l'Associazione, saranno a carico dell'azienda sanitaria. Una nuova udienza è stata fissata per il 24 settembre 2026, per verificare l'esecuzione di quanto disposto dal tribunale.

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«È un provvedimento importante - commental'avvocataGallo - perché trasforma il riconoscimento dei requisiti della malata in obblighi concreti e tempidefiniti. Dopo oltre un anno dalla sua richiesta, il tribunale ha stabilito che gli ostacoli amministrativi e organizzativi non possono continuare a impedire l'esercizio di una scelta già riconosciuta come legittima. Ora chiediamo che quanto disposto venga eseguito senza ulteriori ritardi, nel rispetto della volontà e della dignità della donna». 

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