Il sindaco di Bibbiena invita lo scout in Toscana: «Verità sull?incidente»
C?è un «obiettivo comune» tra le amministrazioni di Bibbiena e di Cercola: «fare piena luce»? sull?incidente che lo scorso 4 agosto ha spedito...
C’è un «obiettivo comune» tra le amministrazioni di Bibbiena e di Cercola: «fare piena luce»” sull’incidente che lo scorso 4 agosto ha spedito all’ospedale San Donato di Arezzo Ciro V., lo scout del gruppo Agesci Cercola 1, investito da una persona alla guida di una Fiat Cinquecento L di colore scuro, che ha poi fatto perdere le tracce lasciando il ragazzo sul ciglio di una strada di campagna con una frattura scomposta di tibia e perone.
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In meno di ventiquattr’ore dalla richiesta di una «collaborazione istituzionale» lanciata da Biagio Rossi, è arrivata sulla scrivania del primo cittadino di Cercola, la risposta del sindaco di Bibbiena. Con una lettera dai toni cordiali verso il collega e premurosi nei confronti del giovane investito, il sindaco Filippo Vagnoli, senza giri di parole, assicura che «fin dal momento in cui si è verificato il fatto, l'amministrazione comunale di Bibbiena sta seguendo con la massima attenzione la vicenda e che la nostra polizia locale sta collaborando fattivamente e senza soluzione di continuità con le altre forze dell'ordine impegnate nelle attività di accertamento, mettendo a disposizione ogni elemento e ogni informazione che possa risultare utile. Tutto ciò che è nella disponibilità dell'amministrazione e che può contribuire all'individuazione del veicolo e del conducente coinvolti viene verificato con la massima attenzione, nel pieno rispetto delle competenze dell'autorità giudiziaria e delle forze dell'ordine. L'obiettivo comune è fare piena luce su quanto accaduto e consentire di individuare il responsabile di un fatto che ha avuto conseguenze così gravi per un ragazzo che si trovava nel nostro territorio per vivere un'esperienza scout».
L’INVITO
Un impegno che si aggiunge alla solidarietà a alla vicinanza verso il sedicenne e verso il gruppo Agesci Cercola 1: «Quando (Ciro, ndr) sarà completamente ristabilito e se ne avrà voglia, saremo molto felici di poterlo accogliere nuovamente a Bibbiena, questa volta per vivere il nostro territorio con serenità e per fargli sentire concretamente la vicinanza della nostra comunità. Il Casentino è un territorio profondamente legato alla presenza degli scout e ai loro cammini», conclude Filippo Vagnoli, «ogni anno Bibbiena e le nostre frazioni accolgono numerosi gruppi. Per questo motivo sentiamo ancora più forte il dispiacere per quanto accaduto e, allo stesso tempo, sentiamo il dovere di fare tutto quanto è nelle nostre possibilità affinché venga fatta chiarezza».
GLI SCOUT
«Trarre il bene da un’esperienza del genere», commenta Ciro Sito, capo scout del gruppo Agesci Cercola 1 e avvocato del ragazzo ferito, «è la cosa migliore per tutti. Torneremo a Bibbiena per testimoniare e diffondere, ancora una volta, i valori dello scoutismo, ma nel frattempo restiamo concentrati su Ciro, sulle sue esigenze e sulla necessità di fare emergere verità e responsabilità. Abbiamo presentato querela alla Procura di Arezzo perché si proceda ad un ampliamento delle indagini. Speriamo che si arrivi presto al responsabile dell’investimento perché l’impunità tende alla recidiva ma soprattutto perché ai nostri ragazzi insegniamo il rispetto dei valori e delle regole. Un eventuale indennizzo economico non deve attenuare gli aspetti giuridici e la condotta personale riprovevole nel contesto sociale».
Sono stabili, intanto, le condizioni fisiche di Ciro: «Resterà bloccato per almeno tre mesi e anche se ha affrontato tutto con grande reattività», aggiunge l’avvocato Sito, «oggi inizia a fare i conti con la necessità di rimanere immobile, in una stagione calda come quella che stiamo vivendo, e di farsi accudire in tutto. È stato forte e fin dal primo momento ha preso consapevolezza del pericolo che ha scampato».
Nell’incidente il giovane scout ha riportato la frattura scomposta di tibia e perone: trasportato all’ospedale San Donato di Arezzo, è stato operato e dimesso dopo quattro giorni. Sabato 8 agosto è tornato a casa con gli altri amici del gruppo Agesci che gli sono rimasti vicino alternandosi in ospedale.