L?intervista Antonella Della Pietra: «L?accoglienza deve essere al top, avremo ospiti abituati al lusso»
Il Mattino

L?intervista Antonella Della Pietra: «L?accoglienza deve essere al top, avremo ospiti abituati al lusso»

Sabato 15 agosto 2026
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Da Castelpoto, 1088 abitanti in provincia di Benevento, al mondo dei Superyacht. Antonella Della Pietra si trasferì nel 2001 a Barcellona cominciando a lavorare in una piccola...

Da Castelpoto, 1088 abitanti in provincia di Benevento, al mondo dei Superyacht. Antonella Della Pietra si trasferì nel 2001 a Barcellona cominciando a lavorare in una piccola società di servizi nautici. Oggi è la direttrice di BWA Yachting Spain e coordinatrice dell’America’s Cup Superyacht Programme di BWA Yachting. Imprenditori, sceicchi, uomini della finanza. Tutti alla ricerca di un posto barca e non solo. Un eufemismo considerando che si va dai 24 ai 100 metri e forse più.

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Quali sono le esigenze di un Superyacht?

«Un superyacht è una realtà estremamente complessa: ha un equipaggio professionale, importanti esigenze tecniche e logistiche e, quando armatore e ospiti sono a bordo, funziona quasi come un hotel di altissimo livello che si sposta continuamente da un Paese all’altro. È necessario pianificare con grande anticipo. Considerare dimensioni, pescaggio, caratteristiche tecniche, permanenza e necessità operative. Invece di lasciare ogni yacht a cercare autonomamente una soluzione tra le diverse marine, creiamo un unico sistema: conosciamo le caratteristiche dell’imbarcazione, le sue necessità e possiamo indirizzarla verso la soluzione più adatta. La permanenza a Napoli deve dialogare con le regate, il programma ufficiale, gli ospiti che arrivano e partono».

Quanti ne arriveranno a Napoli?

«A Barcellona abbiamo gestito le prenotazioni di quasi 300 superyacht. Per la Preliminary Regatta di Napoli i numeri saranno naturalmente più contenuti. In questa prima fase, la disponibilità di ormeggi dedicati al Programme è concentrata a Marina Molo Luise. Nel 2027 avremo una rete di marine molto più ampia, con Bagnoli destinata a diventare uno degli hub principali. Stiamo riscontrando un grandissimo interesse».

Quali lezioni Napoli deve trarre da Barcellona?

«La prima lezione è molto semplice: quando arrivano gli yacht, il lavoro più importante deve essere già stato fatto perché un superyacht pianifica itinerari, charter, logistica e movimentazione degli ospiti con mesi di anticipo. La seconda lezione è che non bisogna pensare ai superyacht soltanto in termini di posti barca. Intorno a ogni yacht si muove un piccolo ecosistema fatto di equipaggi, fornitori, trasporti, ristorazione, hospitality. Poi serve flessibilità; quello che si può fare è costruire una macchina capace di reagire rapidamente».

La sfida che state affrontando?

«Non stiamo ragionando su una singola marina, ma su una rete che coinvolge Napoli e altre destinazioni della Campania. Il plus, però, è altrettanto evidente e difficilmente replicabile: il rapporto tra la regata e la città. Il Golfo è un anfiteatro naturale, il racing sarà vicino alla costa e dietro ci saranno il Vesuvio, il lungomare e le isole. E c’è un secondo elemento molto potente: un superyacht che arriva per l’America’s Cup entra immediatamente in uno dei cruising ground più desiderati al mondo. Capri, Ischia, Procida e la Costiera sono a poche miglia. In pochissimi altri luoghi un grande evento sportivo e una destinazione di questo livello convivono in maniera così naturale».

Una volta terminata l’esperienza America’s Cup, come pensa che cambierà il rapporto tra Napoli e i superyacht?

«Prima di tutto speriamo che la coppa rimanga a Napoli anche per una prossima edizione. Il vero lascito della Coppa per me non è portare i superyacht a Napoli, perché sono già qui, ma creare le condizioni per accoglierli ancora meglio. L’America’s Cup può accelerare lo sviluppo delle infrastrutture, aumentare la capacità di ormeggio per le grandi unità e favorire un sistema di servizi ancora più coordinato. La nuova marina di Bagnoli ne è l’esempio più evidente, ma l’effetto può estendersi a tutto l’ecosistema nautico della Campania. Napoli parte già da una posizione di forza come destinazione».

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