Sos medici di famiglia: «Più posti in Campania per la formazione»
La Sardegna aumenta le borse per formare nuovi medici di famiglia, mentre in Campania oltre mille candidati si contendono 240 posti ma secondo le stime FIMMG, tra il 2026 e il 2028 potrebbero...
La Sardegna aumenta le borse per formare nuovi medici di famiglia, mentre in Campania oltre mille candidati si contendono 240 posti ma secondo le stime FIMMG, tra il 2026 e il 2028 potrebbero andare in pensione circa 1.200 medici di medicina generale campani, aggravando le carenze già presenti soprattutto nelle aree interne e per questo il principale sindacato della categoria chiede all'Ente di palazzo Santa Lucia di seguire le orme della Sardegna. La Regione dal canto suo vuole vederci chiaro e teme che una parte delle borse possa alla fine rimanere scoperta come negli anni precedenti. La decisione della Sardegna di incrementare le borse per il Corso di formazione specifica in Medicina generale (CFSMG) spinge Silvestro Scotti, medico di famiglia napoletano, segretario generale della FIMMG nazionale, ad indicare la Regione guidata da Alessandra Todde ad indicarla come esempio anche per la Campania, chiedendo al presidente della Regione Roberto Fico e alla struttura sanitaria regionale di valutare un intervento analogo.
APPROFONDIMENTI Giudicata inoperabile per un'infezione al pacemaker, 27enne con sindrome di down salvata grazie a un intervento recordBatterio «mangiacarne», l’Iss: «Rischio estremamente basso». Cos’è e perché il caldo record può favorirloAllarme per il batterio mangiacarne, Bassetti: «Si può prendere quanto si nuota e agisce rapidamente»
IL PARADOSSO
In realtà è proprio la Campania a mostrare uno dei paradossi della programmazione: Per il triennio 2026-2029 sono disponibili 240 posti per il corso di formazione triennale specifico in medicina generale ma, secondo i dati diffusi dalla FIMMG, il rapporto tra domande e borse è di 4,50 a uno: significa circa 1.080 candidature, oltre quattro aspiranti per ogni posto. Eppure la Regione non ha previsto borse aggiuntive. A spiegare il punto di vista della categoria è Pina Tommasielli, dirigente FIMMG Campania. «La Regione non ha messo borse in più perché, guardando ai numeri degli anni precedenti, una parte si è persa. Anche quest’anno i tecnici regionali sostengono che esista il rischio che i 240 posti non vengano tutti coperti. Ma noi sappiamo anche che dal 2026 al 2028 andranno in pensione circa 1.200 medici di medicina generale e che già oggi abbiamo carenze, soprattutto nelle zone interne. Il rischio è lasciare fuori dal percorso medici motivati proprio mentre sappiamo che avremo bisogno di loro».
Vaccino melanoma, Ascierto: «È solo inizio di una rivoluzione»
La contraddizione tra oltre mille domande e il possibile mancato riempimento dei 240 posti è soltanto apparente. Tra agosto e novembre vengono infatti definiti anche gli accessi alle scuole universitarie di specializzazione e una parte degli idonei al Corso per i medici di medicina generale può risultare ammessa anche a cardiologia, radiologia, pediatria, chirurgia o altre discipline e scegliere il percorso accademico. È una decisione individuale impossibile da prevedere al momento della presentazione delle domande e un fenomeno che si ripete da anni. Problemi di attrattività, del resto, riguardano anche le stesse specializzazioni universitarie, con discipline come Emergenza-Urgenza e alcune branche chirurgiche che faticano a coprire tutti i contratti disponibili. Per evitare che da una parte rimangano medici esclusi e dall’altra borse inutilizzate, la FIMMG propone anche un sistema nazionale di mobilità e ripescaggio volontario degli idonei. L'idea è consentire ai candidati presenti nelle Regioni dove la domanda supera largamente i posti di concorrere per quelli rimasti vacanti altrove. La differenza territoriale è notevole: secondo i dati indicati dalla Federazione, il rapporto candidati/posti arriva a 4,50 in Campania, 3,38 in Emilia-Romagna, 3,11 in Sicilia e 3 nel Lazio, mentre scende a 0,96 in Piemonte e 0,43 a Bolzano. Altre realtà, tra cui Basilicata, Lombardia, Marche, Trento e Valle d'Aosta, vengono considerate a rischio di mancata copertura.
I NODI DA SCIOGLIERE
Il problema, dunque, non è semplicemente moltiplicare le borse in tutte le Regioni, ma evitare di perdere candidati disponibili e programmare il fabbisogno tenendo conto dei pensionamenti e delle carenze reali dei territori. Dalla Campania arriva però anche un'altra richiesta. La FIMMG rivendica un confronto politico diretto sulla trasformazione dell'assistenza territoriale prevista dal DM 77. «Rimane un punto fondamentale – sottolinea Tommasielli – né sulla formazione né sull'applicazione del DM 77 siamo mai stati sentiti dal Governatore. In una fase così delicata di riordino della sanità territoriale l'interlocuzione della categoria è stata con il livello dirigenziale, che a sua volta attende gli indirizzi politici del presidente della Regione». Una questione che diventa ancora più rilevante con l'apertura delle Case di comunità. «Come FIMMG abbiamo consentito che nelle Case di comunità potessero partire le attività con la presenza dei medici di Medicina generale - aggiunge Luigi Sparano, segretario regionale vicario - stiamo proponendo progetti per la presa in carico dei pazienti cronici e adesso porteremo avanti la battaglia per garantire attraverso la Medicina generale una copertura più ampia anche di screening e vaccinazioni».
È qui che il problema delle borse incontra quello della riforma territoriale. Formare nuovi medici di famiglia non significa soltanto sostituire chi va in pensione: significa avere i professionisti necessari per far funzionare Case di comunità, assistenza domiciliare, prevenzione e gestione delle cronicità. La Sardegna ha scelto di aumentare i posti. La Campania, per ora, resta a 240, nonostante circa 1.080 domande e una prospettiva di 1.200 pensionamenti entro il 2028. Numeri che, per la FIMMG, impongono di guardare oltre le borse rimaste vacanti in passato e di programmare oggi la Medicina generale che servirà nei prossimi anni.