Aversa, si sposano in ospedale: le nozze in corsia, quando l?amore diventa più forte delle sofferenze
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Sì. Sì all’amore nonostante tutto. Sì a un “noi” che resterà per sempre, oltre lo spazio e il tempo. Oltre l’“io” che nel noi continuerà a vivere comunque. Una storia speciale quella scritta giovedì all’ospedale "San Giuseppe Moscati" di Aversa. Una storia che ha come protagonisti due giovani innamorati, lui degente, che hanno deciso di coronare il proprio sogno d’amore in una stanza di ospedale. Alle 12 i due giovani hanno pronunciato il loro “sì” davanti al cappellano del nosocomio normanno don Luciano che, insieme con il cancelliere della Curia, ha organizzato il matrimonio nell’ospedale aversano: un piccolo miracolo burocratico e umano, reso possibile dalla sensibilità dimostrata fin da subito dalla Curia di Aversa e dalla celerità dei vertici del “Moscati”.
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Tra gli invitati, rappresentanti della direzione sanitaria – che informata dell’iniziativa ha voluto essere vicina agli sposi con un messaggio di auguri - e alcune infermiere del reparto che hanno regalato alla sposa un bouquet di rose rosa. Lo scambio degli anelli ha emozionato tutti. “Senza più pareti” è apparsa la stanza di ospedale, che per un attimo si è trasformata nella location da sogno per chi quel sogno lo ha desiderato con tutto sé stesso.Il luogo di cura per eccellenza ha mostrato tutta la sua “forza” curando non solo il corpo ma anche l’anima e garantendo non solo assistenza ma anche accoglienza. Medici e operatori sanitari, abituati a correre per le corsie tra un'emergenza e l'altra, hanno fermato gli orologi per essere presenti a una promessa vissuta con profonda intensità, mostrando quanto la sanità sia fatta prima di tutto di persone ed empatia. «Abbiamo saputo della volontà dei due giovani di sposarsi in corsia e abbiamo voluto partecipare all’evento per mostrare la nostra vicinanza», ha detto la dirigente dell’ospedale Moscati Chiara Pezzechella, dimostrando che l'assistenza non si esaurisce nelle terapie farmacologiche, ma passa attraverso la capacità di ascoltare e proteggere i desideri più autentici dei pazienti. In un contesto incui il dolore e la preoccupazione sono spesso gli unici ospiti sgraditi dei corridoi,la storia di questi due ragazzi ha saputo portare una luce improvvisa e purissima e nella semplicità di un ambiente spoglio si è dato vita ad un momento di gioia e condivisione, dove ogni piccola attenzione ha contribuito a ricreare la solennità e la gioia che si respirano nei giorni più importanti della vita. Un giorno di festa al “Moscati” dove due giovani innamorati si sono promessi eterno amore "nella buona enella cattiva sorte".