Giostraio di Bacoli in arresto cardiaco, soccorso dopo 20 minuti: «Poche le automediche»
Un uomo di 55 anni, Valentino Pietrangeli, giostraio conosciuto a Bacoli, è morto a Monte di Procida nella notte tra domenica e lunedì, dopo essere stato colpito da un arresto...
Un uomo di 55 anni, Valentino Pietrangeli, giostraio conosciuto a Bacoli, è morto a Monte di Procida nella notte tra domenica e lunedì, dopo essere stato colpito da un arresto cardiaco. Le prime manovre di rianimazione sono iniziate subito dopo la richiesta di aiuto, seguendo telefonicamente le indicazioni della Centrale operativa del 118, e sono poi proseguite con l’arrivo degli equipaggi sanitari. Secondo la ricostruzione della Asl, tuttavia, il primo mezzo di soccorso ha raggiunto il luogo dell’emergenza dopo nove minuti, mentre l’automedica disponibile, partita da Qualiano, è arrivata dopo circa venti minuti. Nonostante 36 minuti di tentativi rianimazione tuttavia non c’è stato nulla da fare. Sulla questione interviene anche "Nessuno Tocchi Ippocrate" che denuncia sui social: «Le criticità organizzative avrebbero avuto pesanti ripercussioni operative sul territorio e un uomo è morto».
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L'allarme
La tragedia riaccende l’allarme sulle difficoltà della rete dell’emergenza sanitaria nell’area flegrea. Nella notte tra domenica e lunedì, secondo quanto segnalato da fonti sindacali e interne al servizio, la copertura dei territori di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, Quarto, Licola e Varcaturo sarebbe stata condizionata dalla ridotta disponibilità di mezzi con medico a bordo. Per raggiungere il paziente è stato infatti necessario far intervenire un’automedica da Qualiano. La rete del 118 dell’Asl Napoli 2 Nord dispone complessivamente di 22 mezzi. Durante il giorno, cinque sono medicalizzati; nelle ore notturne si riducono a tre. Poi ci sono i mezzi destinati alle isole.
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Il sistema è chiamato a garantire gli interventi su un territorio molto vasto, densamente abitato e caratterizzato da collegamenti stradali non sempre agevoli. Nei mesi estivi la pressione aumenta ulteriormente. Il numero delle ambulanze, dunque, non coincide con quello dei mezzi medicalizzati. Gran parte delle unità opera con equipaggi sanitari senza medico e viene affiancata, quando necessario, da un’automedica. Se quest’ultima è già impegnata in un altro intervento o la postazione più vicina non può essere completata per carenza di personale, le distanze da percorrere inevitabilmente aumentano.
I soccorsi
A ricostruire la sequenza dell’intervento è il direttore del 118 dell’Asl Napoli 2 Nord, Luigi Langella. «L’assistenza al paziente è cominciata subito dopo la chiamata - avverte - da parte dei familiari su regia telefonica dei colleghi della centrale. Il cuore si è sempre mantenuto defibrillabile ma anche all’arrivo dei soccorsi dopo 9 minuti e con il team del secondo mezzo dopo circa venti minuti il cuore non è ripartito nonostante un tracciato favorevole alle manovre. Quando l’arresto cardiaco è diventato definitivo i colleghi hanno purtroppo solo potuto constatare l’avvenuto decesso». Complessivamente, secondo la ricostruzione aziendale, i tentativi sono durati 36 minuti.
La precisazione sui tempi e sull’avvio immediato delle manovre non cancella il problema strutturale rappresentato dalla disponibilità dei mezzi medicalizzati. Il caso mostra quanto possa diventare fragile la copertura dell’area. La direttrice generale dell’Asl Napoli 2 Nord, Monica Vanni, sottolinea che «i soccorsi sono stati attivati tempestivamente: Tutto il personale intervenuto ha effettuato ogni tentativo possibile. Esprimiamo cordoglio per questa perdita». Vanni richiama inoltre le difficoltà determinate dalla carenza generale di medici. All’Asl Napoli 2 Nord mancherebbero circa 70 professionisti. Una situazione che coinvolge diversi servizi, ma diventa particolarmente delicata nell’emergenza-urgenza, dove i turni devono essere garantiti senza interruzioni per tutte le 24 ore. A rendere ancora più complessa l’organizzazione, in quei giorni, sarebbe stata l’assenza contemporanea di tre medici del servizio per gravi motivi di salute. Circostanze imprevedibili che avrebbero inciso sulla possibilità di completare gli equipaggi e mantenere tutte le postazioni previste con il medico a bordo. L’impegno complessivo per l’emergenza e i pronto soccorso si attesterebbe invece intorno ai 12 milioni. Per fronteggiare i vuoti di organico, ogni tre mesi l’azienda programma prestazioni aggiuntive.