Capaccio Paestum, illeciti ambientali: nuovo sequestro per azienda zootecnica in pochi mesi
Il Mattino

Capaccio Paestum, illeciti ambientali: nuovo sequestro per azienda zootecnica in pochi mesi

Giovedì 27 agosto 2026
5 visualizzazioni

Nuovo sequestro preventivo a carico di un?azienda zootecnica di Capaccio Paestum, dove la polizia Municipale ha accertato nuovi sversamenti di reflui ed effluenti zootecnici....

Salerno - NewsletterAlle ore 12 tutta la cronaca di SalernoIscriviti e ricevi le notizie via email

Nuovo sequestro preventivo a carico di un’azienda zootecnica di Capaccio Paestum, dove la polizia Municipale ha accertato nuovi sversamenti di reflui ed effluenti zootecnici. L’intervento è stato eseguito dagli agenti del Nucleo Tutela Ambientale, coordinati dal comandante maggiore Antonio Rinaldi, con il supporto del personale volontario del WWF Italia – sezione di Salerno. I controlli, effettuati nell’ambito della costante attività di monitoraggio ambientale sul territorio, hanno interessato un’azienda situata in località Foce Sele, in via Olmo Panno. Nel corso dei sopralluoghi, eseguiti anche con il supporto di personale specializzato, sono stati individuati sversamenti incontrollati di reflui ed effluenti zootecnici di recente formazione, provocati dalla tracimazione di due vasche di raccolta in calcestruzzo armato.

APPROFONDIMENTI Capaccio Paestum, «scempio ambientale»: sequestrato il campeggio villaggio Zeus alla LicinellaOmbrelloni lasciati in spiaggia tutta la notte, scatta un nuovo blitz a Capaccio Paestum

Gli agenti hanno inoltre individuato una condotta sotterranea con relativo pozzetto di ispezione, utilizzata per convogliare e scaricare direttamente le acque reflue aziendali all’interno di un canale consortile.

Sul posto sono intervenuti anche i tecnici dell’ARPAC per effettuare i campionamenti ufficiali, destinati alle successive analisi di laboratorio. Per impedire il protrarsi degli sversamenti, gli agenti hanno proceduto al tombamento e alla sigillatura delle condotte e delle strutture di scarico, disponendo contestualmente il sequestro preventivo d’iniziativa di Polizia Giudiziaria delle strutture interessate.

L’aspetto più significativo emerso dagli accertamenti riguarda la precedente attività di controllo sulla stessa azienda. La struttura, infatti, era già stata sottoposta a sequestro penale nei mesi scorsi per violazioni della normativa ambientale prevista dal D.Lgs. 152/2006. Il dissequestro era arrivato soltanto poche settimane fa, dopo che l’azienda aveva dichiarato di aver eliminato le cause dell’inquinamento e ripristinato lo stato dei luoghi.

A breve distanza dalla restituzione delle strutture, i nuovi controlli hanno consentito di accertare il reiterarsi delle condotte contestate. L’attività investigativa prosegue ora anche attraverso gli esiti dei campionamenti effettuati dall’ARPAC.

Le ipotesi di reato contestate riguardano la violazione dell’articolo 137 del D.Lgs. 152/2006, relativa agli scarichi non autorizzati o non conformi di reflui, mentre viene indicata anche l’ipotesi di inquinamento ambientale ai sensi dell’articolo 452-bis del codice penale. L’operazione si inserisce nell’attività di vigilanza finalizzata alla tutela delle acque superficiali, del suolo e della salute pubblica, con particolare attenzione alle attività produttive e zootecniche presenti sul territorio comunale.

Condividi questo articolo