Processo Maradona, la rivelazione sei anni dopo: «Non si accorsero della cirrosi epatica»
A quasi sei anni dalla morte di Diego Armando Maradona, avvenuta il 25 novembre 2020, una rivelazione. Quella dell'epatologo Fernando Cairo, ascoltato dai giudici della settima sezione penale...
A quasi sei anni dalla morte di Diego Armando Maradona, avvenuta il 25 novembre 2020, una rivelazione. Quella dell'epatologo Fernando Cairo, ascoltato dai giudici della settima sezione penale del tribunale di San Isidro, dove è in corso il secondo processo per accertare gli eventuali responsabili della scomparsa del Pibe.
Il dottor Cairo ha rivelato che Maradona soffriva di cirrosi epatica. Non era stata diagnosticata dai medici curanti e l'ex campione ha dunque continuato a fare smodato uso di alcol, aggravando il quadro clinico. Nel corso dell'ultima udienza è stato nuovamente ascoltato il nefrologo Hernan Trimarchi, perito della procura, che ha confermato che una parte delle analisi utilizzate per la perizia (10 su 70) prelevate presso la clinica Los Arcos, precisamente quelle dal 31 agosto 2011 al 25 giugno 2015, appartenevano al padre del campione, don Diego. «Ma ciò non modifica la sostanza della perizia» ha sottolineato Trimarchi, che aveva indicato con i suoi colleghi come decisive per la morte di Maradona la mancata assistenza dei medici e degli infermieri che sono stati rinviati a giudizio con l'accusa di omicidio con dolo eventuale, reato che in Argentina prevede una pena da 8 a 25 anni.
Il tribunale aveva rigettato la richiesta degli avvocati di alcuni imputati di non far deporre nuovamente il nefrologo Trimarchi e il cardiologo Gustavo Di Niro.