Processo Maradona, testimonianza choc: «Diego responsabile della sua morte»
A quasi sei anni dalla sua morte, avvenuta il 25 novembre 2020 in Argentina, vanno avanti le udienze del secondo processo per accertare i responsabili del decesso di Diego Armando Maradona. Presso...
A quasi sei anni dalla sua morte, avvenuta il 25 novembre 2020 in Argentina, vanno avanti le udienze del secondo processo per accertare i responsabili del decesso di Diego Armando Maradona. Presso la settima sezione del tribunale penale di San Isidro vi è stata una discutibile testimonianza dell'81enne medico legale Antonio Maya, consulente del neurochirurgo Leopoldo Luque, uno dei sette professionisti rinviati a giudizio con l'accusa di omicidio con dolo eventuale (pena che prevede la detenzione da 8 a 25 anni).
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Il dottor Maya ha dichiarato: «La morte di Maradona è stata cardiaca improvvisa e naturale, con riscontro anatomopatologico e in assenza di patologie pregresse. E' morto inaspettatamente, all'improvviso». Il professionista ha provato a smentire la tesi dei periti della Procura, secondo i quali Diego era stato in agonia per circa dodici ore. E - questa la valutazione che aprirà polemiche - ha aggiunto: «I segni che avrebbero potuto rilevare una malattia richiedevano, come minimo, che il medico potesse vedere il paziente. Questo atto è una manifestazione di autonomia. Ecco perché la morte di Maradona è responsabilità di Maradona. Non colpa, ma responsabilità».
Le patologie di Diego erano note ed evidenti. Peraltro, dopo l'operazione al cervello del 3 novembre 2020, era stato allestito un team di supporto medico che però non ha seguito adeguatamente il Pibe nell'appartamento affittato in località Tigre, spingendolo - secondo l'accusa dei pubblici ministeri - verso la morte a poco più di sessant'anni.