Case di cura senza contratto da oltre un anno, lunedì stop ai ricoveri programmati in Campania
Il Mattino

Case di cura senza contratto da oltre un anno, lunedì stop ai ricoveri programmati in Campania

Venerdì 18 settembre 2026
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«Si lavora su ogni fronte». Questa la risposta del presidente della Regione Campania, Roberto Fico, a margine di una conferenza stampa a Palazzo Santa Lucia, a chi gli chiede risposte...

«Si lavora su ogni fronte». Questa la risposta del presidente della Regione Campania, Roberto Fico, a margine di una conferenza stampa a Palazzo Santa Lucia, a chi gli chiede risposte sull'allarme per 40 case di cura che rischiano, a partire dal 21 settembre, lo stop ai ricoveri programmati a causa di una mancanza di risorse. In materia di sanità, il governatore ricorda che ieri «ad Avellino abbiamo aperto un'ala nuova del pronto soccorso dell'ospedale Moscati» e sottolinea come «le aree interne pensiamo vadano valorizzate e sono al centro della nostra strategia di azione politica». 

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La protesta nasce dall'insostenibilità economica per le cliniche, che si trovano a lavorare senza certezze sui tetti di spesa e con tariffe ferme al 2012; per questo l'associazione chiede lo sblocco di 35 milioni di euro residui del 2025 e un'integrazione di 7 milioni per l'anno in corso. Lo stop riguarderà i ricoveri differenziabili di chirurgia, medicina generale, lungodegenza e riabilitazione , mentre resteranno garantiti solo i percorsi già avviati e le prestazioni urgenti . Questa paralisi rischia di riversare migliaia di pazienti sui pronto soccorso e sugli ospedali pubblici della regione, già strutturalmente sovraccaricati. 

Sulla crisi della sanità privata ed il blocco dei ricoveri annunciato dall’AIOP​, le organizzazioni sindacali della Funzione Pubblica Cisl e Uil hanno inviato una nota al presidente della Giunta Fico e ai prefetti di Napoli, Avellino, Benevento, Caserta e Salerno in cui esprimono “forte preoccupazione per la conferma dello stato di crisi del comparto, per la progressiva riduzione dei ricoveri programmati sino alla totale sospensione prevista per il 21 settembre e per le prospettate iniziative sul personale conseguenti alla contrazione delle attività”, chiedendo “l’apertura urgentissima di un tavolo di confronto con le parti interessate”. Cisl e Uil diffidano anche “l’associazione e tutte le Case di cura aderenti dall’intraprendere iniziative unilaterali”.

«La Regione – dice il leader della Cisl Funzione PubblicaLuigi D’Emilio, firmatario della protesta assieme al coordinatore di settore della categoria Ciro Maraniello, al numero uno della Uil Fp Vincenzo Torino e alla segretaria Rachele Palma - deve intervenire urgentissimamente per tutelare la salute dei cittadini ed i posti di lavoro, e valutare la possibilità di una revoca delle concessioni in presenza di provvedimenti inaccettabili come quelli comunicati. Non è possibile assistere inerti a misure devastanti come il blocco ricoveri e le eventuali casse integrazioni. La tensione tra i lavoratori – aggiunge il segretario generale – è già altissima, anche perché da un decennio, e in qualche caso da 14 anni, non si rinnovano i contratti di lavoro con conseguenze economiche gravissime per il personale, il cui trattamento è continuamente eroso dall’inflazione e dall’aumento del costo della vita».

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