Minacce a Valditara, la pista di Salerno porta all?inchiesta sui «diplomifici»
Il Mattino

Minacce a Valditara, la pista di Salerno porta all?inchiesta sui «diplomifici»

Sabato 19 settembre 2026
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Un proiettile, una busta anonima e una pista che da Roma riporta nell?Agro nocerino-sarnese. È attorno a questo triangolo che si concentra l?attenzione investigativa...

Un proiettile, una busta anonima e una pista che da Roma riporta nell’Agro nocerino-sarnese. È attorno a questo triangolo che si concentra l’attenzione investigativa sull’intimidazione indirizzata al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Perché il plico arrivato al ministero non viene considerato soltanto nella sua dimensione romana: gli accertamenti stanno verificando un possibile collegamento con un’altra busta contenente un proiettile, recapitata lo scorso luglio alla Procura di Nocera Inferiore e indirizzata alla procuratrice aggiunta Anna Frasca.

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LA PISTA

Il punto di contatto è Angri. Secondo quanto emerge dagli accertamenti, anche la missiva destinata al ministro sarebbe stata spedita da lì. Una coincidenza territoriale sulla quale stanno lavorando gli investigatori, insieme ai riferimenti contenuti nei messaggi al fronte delle scuole paritarie e dei cosiddetti diplomi facili. Saranno le indagini a stabilire se dietro i due episodi esista una medesima matrice. Ma la geografia porta nel territorio dove da tempo si concentra una parte delicatissima delle verifiche sulle paritarie. Valditara non arretra.

Proiettile e lettera minatoria a Valditara, busta recapitata al ministero. Meloni: «Non si farà intimidire»

«Sono molto tranquillo, non mi faccio certo intimidire, tiro diritto nella mia azione riformatrice» dichiara. L'episodio, fanno sapere in una nota dal Mim, potrebbe essere in qualche modo collegato al mondo dei diplomifici, in particolare riferito all'area nocerina e del salernitano. Le nuove regole introdotte dal ministro Valditara, le numerose ispezioni e le indagini giudiziarie hanno portato ad una drastica diminuzione di iscritti e di diplomati nelle scuole superiori della Campania. Da 33.900 iscritti nell'anno scolastico 23/24 a 26.900 nell'anno 25/26. I diplomati interni sono passati rispettivamente da 19.300 a 15.300, quelli esterni da 1205 a 922. In controtendenza invece la provincia di Salerno dove i frequentanti passano da 9.250 a 10.218, i diplomati interni da 5.703 a 6.319. Diminuiscono invece anche qui i diplomati esterni che scendono da 378 a 216. L'anomalia del dato salernitano richiede una particolare attenzione anche considerando che proprio in provincia di Salerno, e in specie nella zona di Nocera e Pagani, il ministero ha provveduto alla revoca della parità per 6 scuole private che non avrebbero rispettato i requisiti di legge. Un processo che prosegue, con il ministro Valditara che promette «interventi molto incisivi e decisi».

LE ULTIME CHIUSURE

Intanto, dopo il primo alt imposto dal Tar di Salerno, arriva il sigillo definitivo del Consiglio di Stato su una scuola privata irpina di Montoro (Avellino) a cui è stata tolta la parità scolastica. Situazione simile a Salerno sempre con il Consiglio di Stato che ha chiuso per sempre 3 paritari di Nocera Inferiore, Pagani e Angri. Le verifiche degli ispettori ministeriali hanno rilevato «gravi irregolarità organizzative e didattiche, non superate nonostante i richiami precedenti». Emergono «tassi di frequenza crollati fino al 15,7% e casi ancora più gravi con presenze medie del 5,4%». In un paritario di Nocera Inferiore, ormai chiuso, «in alcune quinte classi oltre il 79–91% degli studenti risultava extraregionale, spesso con età incompatibili con la regolare frequenza delle lezioni». «Plurime e gravi criticità», le definiscono gli ispettori ministeriali. In una scuola paritaria superiore di Pagani, la verifica ispettiva ha documentato «assenze sistemiche, frequenze irrisorie e un numero abnorme di studenti fuori regione». Ancora più netta e grave quella dell'Istituto Tecnico Economico Paritario di Vairano Patenora, in provincia di Caserta: qui l'ispezione ha trovato «locali in stato di cantiere, sole tre aule invece delle cinque necessarie, ambienti senza finestre né ventilazione forzata, assenza di laboratori, palestra e presidenza, oltre alla mancanza di alunni e docenti». Una scuola fantasma, insomma.

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