America?s Cup, c?è l?inno. Bennato: «Ora immagino Bagnoli sempre più bella»
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L’annuncio è di “Sport e Salute” la Società del Mef soggetto attuatore dell’America’s Cup del 2027 e delle preregate che inizieranno sul lungomare il 24: le competizioni avranno una sigla e a cantarla e suonarla e anche a scriverla è stato Edoardo Bennato. Notizia che, come ben sanno i lettori de Il Mattino, è stata anticipata nell’edizione del 14 giugno. In un video di una paio di minuti pubblicato sul sito istituzionale di “Sport e Salute” - Presidente Marco Mezzaroma, Amministratore delegato Diego Nepi Molineris - è lo stesso cantautore napoletano che è nato, cresciuto e vive a Bagnoli, la base operativa della Coppa America, a raccontare questa nuova avventura. Lo fa dal balcone di casa sua inondato dal sole e con alle spalle Nisida e la colmata a mare dove ci sono gli hangar dei 7 team che si giocheranno il trofeo velico più prestigioso al mondo. «Il 22 settembre sulla terrazza dell’isola di Nisida - annuncia Bennato - ci sarà l’evento di apertura di un appuntamento pazzesco: la seconda regata preliminare verso l’America’s Cup.
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In quell’occasione canterò ai ragazzi dell’Istituto penale minorenni di Nisida ”L’Isola che non c’è”. È tutto così emblematico perché Nisida è un’isola che c’è, esiste e la gente stavolta sarà costretta a saperlo». Il video-annuncio di Bennato «è un’intervista esclusiva diffusa sui canali ufficiali di “Sport e Salute”, soggetto attuatore incaricato dal Governo italiano per l’America’s Cup 2027, in collaborazione con il Comune di Napoli» sottolineano dalla Società. Il cantautore, nato e cresciuto al numero 55 di via Campi Flegrei – quel numero nella smorfia è “’a musica” – dal suo terrazzo di casa, dove oggi si scorgono gli hangar dei team della Coppa America che, uno dopo l’altro, stanno sorgendo, parla di Bagnoli. Figlio di un ex operaio dell’allora Italsider, Bennato guarda al futuro dell’area: «Mi immagino una Bagnoli sempre più bella. Come ho scritto nella mia canzone “La bella addormentata”, mi aspetto una Bagnoli che attende il bacio del principe per svegliarsi». Uomo di mare appassionato di sporta acquatici e surf Bennato coglie in pieno il nesso tra sport e sviluppo, e soprattutto quale opportunità sociale per i giovani, meno fortunati, come quelli nel carcere di Nisida. «E si sofferma - continua la nota della Società - sulle tante iniziative sociali che, grazie all’impegno del Governo italiano nel progetto, porteranno il mare anche dove non c’è. Come i ragazzi del Centro Sportivo “Pino Daniele” di Caivano, “che potranno fare sport e conoscere la vela e il mare. Lo sport è una scuola di vita”».
LA CANZONE
Un inno che sarà intonato non solo per le preregate, Bennato canterà anche l’inno ufficiale dell’America’s Cup 2027. «Mi hanno chiamato perché sono esperto in sigle. Soprattutto in quelle sportive, come “Un’estate italiana” le notti magiche per i Mondiali di calcio del 1990» composta con Giorgio Moroder e Gianna Nannini. «Sono partito proprio da due parole: America’s Cup. Mi auguro possa piacere a tutti» conclude il cantautore che il 23 luglio ha tagliato l’importante traguardo degli 80 anni. Bennato ha solo canticchiato un paio di versi e il ritornello confermando che dal suo territorio dove è nato, vissuto e abita ancora è fonte di ispirazione. «America, America’ s Cup, America’s Cup a Napoli chi va per mare, è un uomo fortunato perché sa capire il vento e la magia di cavalcare l’onda». Le note e le parole della canzone sono dedicate alla sua città, e sono un invito a cogliere l’opportunità di sviluppo che offre un evento globale quale è la Coppa America. Che mette in moto la blue economy, l’altissima tecnologia, ed è attrattore unico di turisti.
L’evento, nella sostanza, è il tramite per stappare l’economia del mare e dello sport. La musica accompagnata da parole profonde hanno fatto di Bennato colui che ha spronato intere classi dirigenti a fare di più. «Nisida è un’isola e nessuno lo sa» Bennato già la cantava nel 1982 una critica dura contro una politica imbrigliata nelle ideologie e immobile e chi a Bagnoli puntava sull’acciaieria che inquinava e non sulla risorsa mare. In «Bagnoli in vendita», siamo nel 1989, quando la crisi della fabbrica del ferro è nel pieno, due anni dopo si spegnerà l’ultimo altoforno, ci sono versi che sono un manifesto programmatico che sembra essere stato scritto ieri e invece è di molti lustri fa. «Giù il fumo, le acciaierie. Su le decisioni». A distanza di 37 anni la sinergia istituzionale tra il Comune e il Governo ha fatto sì che Bagnoli finalmente ha una prospettiva strategica, con la bonifica in atto in tutta l’area e il mare tornato protagonista.