Pd, Schlein a Portici. Manfredi avverte: «Primarie rischiose»
Anzitutto chiarisce, di nuovo, che lui rimane a fare il sindaco di Napoli «al massimo posso dare un contributo di idee». Poi manda un paio di avvertimenti al (suo) schieramento di...
Anzitutto chiarisce, di nuovo, che lui rimane a fare il sindaco di Napoli «al massimo posso dare un contributo di idee». Poi manda un paio di avvertimenti al (suo) schieramento di centrosinistra. Il primo: «Attenzione ci avviciniamo verso una campagna elettorale complessa». Il secondo: «Attenzione alle primarie: vanno maneggiate con cura perché possono generare conflitti invece che unità». Gaetano Manfredi, più volte tirato per la giacca per un ruolo di federatore del campo di centrosinistra o, comunque, del gruppo moderato-centrista-riformista chiarisce di nuovo che il suo obiettivo rimane il secondo mandato a palazzo San Giacomo («se gli elettori di Napoli lo vorranno») ma ovviamente non rinuncia a dire la sua in questo giro di boa cruciale per il campo progressista. Anche ieri pomeriggio invitato a discutere con altri amministratori alla festa dell’Unità di Caserta, che si tiene ad Aversa sino a stasera.
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IL SINDACO
«Ci troviamo in un momento in cui la maggior parte dei cittadini fanno fatica. Per questo motivo - avverte il presidente dell’Anci - noi sindaci dobbiamo rimettere al centro la garanzia dei servizi essenziali della persona. E così la coalizione di centrosinistra deve essere forte e ferma: garantire i diritti costituzionali per rafforzare la nostra democrazia». «E se le persone votano Vannacci per quello che dice significa che noi non riusciamo a dare risposte alle persone», aggiunge il sindaco invitando, ancora una volta, a puntare sui diritti essenziali delle persone.
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Per Manfredi l’asse Pd-M5s è ormai saldo, come hanno chiarito anche, due sere fa sempre alla kermesse dem, il governatore Fico ed il capogruppo dem al Senato, Francesco Boccia. «Oggi noi abbiamo un campo coeso e Napoli è stata la prima città in cui abbiamo vinto largamente con questo fronte progressista. Chiaramente in un sistema bipolare bisogna cercare - sottolinea Manfredi - di raccogliere intorno alla proposta elettorale tutte quelle forze che si riconoscono in un programma condiviso. Bisogna andare avanti con velocità nella costruzione di questo programma su alcuni punti fondamentali che sono: potere d’acquisto dei salari, casa, salute, porti, sviluppo industriale e poi allargare la coalizione anche a quelle forze civiche, riformiste, cattoliche che possono portare un contributo di idee e di pensiero molto rilevante». Un contributo che darà anche Manfredi ma fermo restando che sarà impegnato a fare il sindaco di Napoli: «È la mia priorità se i cittadini lo vorranno», aggiunge. Poi un ultimo avvertimento sulle primarie, la strada su cui, giocoforza, si è avviato il centrosinistra ora che la nuova legge elettorale è in dirittura d’arrivo per la scelta del leader.
«Io credo che le primarie sono uno strumento, ma vanno maneggiate con cura. Sono uno strumento delicato, che può essere anche divisivo, alimentare conflitti e non unità. Il tema delle primarie quindi - conclude il sindaco di Napoli - va ben valutato stabilendo regole certe, dopo aver fatto il programma, per regolare bene chi parteciperà e chi saranno gli elettori».
LA FESTA DEM
Intanto nei prossimi giorni saranno i dem campani a scaldare i motori con la tre giorni della festa regionale dell’Unità che si terrà a Portici da giovedì a sabato (ad aprire i lavori l’intervento di Teresa Armato, presidente regionale del partito). Dibattiti e panel che segnano l’avvio della campagna elettorale per le prossime politiche. Passando quasi sicuramente per le primarie per la scelta del candidato leader del centrosinistra. Non a caso infatti sarà la segretaria nazionale Elly Schlein a chiudere la kermesse sabato con il suo intervento. Il segnale che occorre muoversi, essere presente per non lasciare spazio al competitor grillino Giuseppe Conte, accolto in queste settimane con molto calore anche dalle platee dem di tutta Italia. Ma, attenzione, perché da ieri il dem Vincenzo De Luca ha iniziato con gran vigore, dopo settimane di relativa tranquillità nella sua Salerno, a cannoneggiare contro, nell’ordine, Pd, Giuseppe Conte e Roberto Fico. «L’ex premier sarebbe riuscito a presentarsi con una nuova e immacolata verginità politica. Anche grazie ai dirigenti del Pd che hanno avuto la lucidità politica di invitarlo a tutte le feste dell’Unità: gli hanno offerto il teatro delle sue esibizioni politiche». Poi se la prende con la giunta di Roberto Fico: «Sono inauguratori abusivi: tagliano il nastro sfruttando il lavoro degli altri», dice riferendosi ai nuovi treni Eav, la cui gara era stata bandita quando De Luca era a Santa Lucia.