Movida folle a Posillipo, la rivolta dei residenti: «Qui non si può vivere»
Il Mattino

Movida folle a Posillipo, la rivolta dei residenti: «Qui non si può vivere»

Lunedì 21 settembre 2026
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Quello che da qualche settimana succede di sera a via Petrarca, in particolar modo all?altezza del bar Cimmino, raramente si è visto - e non solo a Posillipo: i video pubblicati in...

Quello che da qualche settimana succede di sera a via Petrarca, in particolar modo all’altezza del bar Cimmino, raramente si è visto - e non solo a Posillipo: i video pubblicati in quantità sui social - anche grazie al tempestivo intervento del deputato Francesco Borrelli - si commentano da soli. Traffico paralizzato fino alle cinque del mattino e ingorghi giganteschi che si ripercuotono sulla viabilità di tutta la zona da via Manzoni a Mergellina. La dinamica è più o meno questa: si arriva a via Petrarca intorno a mezzanotte, meglio dopo che prima, tappa al bar Cimmino, qui la sosta è “libera”, vale a dire che ognuno parcheggia dove gli pare: suv, auto di grossa cilindrata, scooter, moto, macchinine, c’è di tutto. Il primo posto che viene regolarmente occupato, come se il cartello “passo carrabile” fosse un invito a parcheggiare, è quello che consente, o meglio: dovrebbe consentire, l’ingresso ai garage ai condomini di un intero palazzo. Fatto ciò si passa a invadere tutto il resto della strada. Ma non finisce qui, perché oltre alla sosta selvaggia c’è la “sosta” di decine e decine di giovani in mezzo alla strada, ma proprio in mezzo, come se fosse una zona pedonale e non una strada a scorrimento veloce, fregandosene, i ragazzi, in maniera assoluta del traffico, del caos, delle proteste degli automobilisti e di quanti, per colpa loro, non possono tornare a casa. Le testimonianze si sprecano. E anche le domande alle quali chi nel weekend vive murato nel proprio appartamento vorrebbe delle risposte.

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I quesiti 


La prima è questa: «Come è possibile che un bar possa stare aperto fino all’alba? Non sarebbe opportuno, come accade in altre zone della città, stabilire un orario in cui si chiude?». E ancora: «Non esiste una regola in base alla quale chi disturba la quiete pubblica può essere sanzionato? È normale tutto quel caos in una zona residenziale?». E poi: «Chi dovrebbe controllare che le auto non vengano lasciate in doppia e tripla fila o davanti ai passi carrabili? E perché, nonostante le segnalazioni e i video che documentano quello che accade, il problema continua a ripetersi ogni fine settimana?». Oltre al disastro viabilità, che potrebbe già bastare per le dimensioni che sta assumendo, si pone anche un serio problema di sicurezza e i residenti lanciano l’allarme prima che accada il peggio: «Se una strada viene di fatto occupata da decine di persone e di automobili al punto da rendere difficoltoso il passaggio, chi garantisce che in caso di emergenza un’ambulanza, i Vigili del fuoco o un’auto delle forze dell’ordine riescano a passare? E chi dovrà risponderne se quel passaggio viene impedito?».

In realtà il caos che si crea durante il fine settimana all’altezza del bar Cimmino rappresenta solo la punta dell’iceberg, certamente l’episodio più grave e intollerabile ma - va detto - è tutta la strada che ormai è diventata zona franca: aumenta il numero di pub, bar, pizzetterie, locali e localini, e aumentano di pari passo disordine e illegalità: tavolini che occupano tutto il marciapiede, auto parcheggiate ovunque e rifiuti lasciati in strada.

La rissa 


È della scorsa settimana la rissa scoppiata a due passi dal Serpentone tra il titolare di una hamburgeria e un cliente che si rifiutava di pagare il conto. Senza contare che anche di giorno via Petrarca ormai è terra di nessuno: sosta selvaggia e atmosfera da rompete le righe, qui tutto è concesso. I controlli? Tanto necessari quanto rari. È dovuto scoppiare l’inferno per convincere le forze dell’ordine ad affacciarsi a via Petrarca: lo scorso sabato, per la prima volta dopo settimane, i residenti, in modo particolare quelli che abitano nei palazzi che circondano il bar Cimmino, hanno passato una notte tranquilla: «Dovrebbe essere la normalità - dice una giovane signora che vive a due passi dal Caffè - a noi pare un privilegio, un regalo, un evento da benedire.

Prima i vigili urbani, poi i carabinieri a presidiare la zona, ci è sembrato di vivere finalmente in un posto civile. Ma il problema è un altro, quanto durerà?». I controlli, quindi. Li reclama anche Cristiano Quaranta, proprietario del bar Cimmino: «Lo abbiamo denunciato più volte, siamo anche noi vittime di questo genere di movida che compromette il nostro lavoro e crea disagio a chi vive qui. Ecco perché siamo stati ben contenti della presenza delle forze dell’ordine in questo ultimo fine settimana. Chiediamo che venga garantito il rispetto delle regole».

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