Siani, il suo coraggio per i giovani cronisti: «Giancarlo uno di noi»
«Buon compleanno Giancà». I cartelloni di auguri, una torta caprese e un brindisi per festeggiare un compleanno, il 67esimo, di Giancarlo Siani ?per sempre? giovane...
«Buon compleanno Giancà». I cartelloni di auguri, una torta caprese e un brindisi per festeggiare un compleanno, il 67esimo, di Giancarlo Siani “per sempre” giovane cronista perché la sua vita è stata spezzata quando aveva solo 26 anni. Insieme a tutti i suoi sogni. Emozionante la lettura di un testo della piccola Greta, undici anni, che punta l’indice contro il suo territorio, Giugliano, «da regno della mela annurca e terra di roghi e camorra». È lei, la più piccola partecipante al contest «Giancarlo scriverebbe di...», a interrogare le coscienze. I suoi occhi di bambina hanno visto tante cose brutte: «la nube tossica sul suo quartiere, la tragedia ecologica, il rogo divampato». A tutte queste cose la piccola Greta grida il suo «no». «Anche se l’Antimafia si è evoluta, le cose brutte restano sempre quindi ben venga l’impegno per la legalità», commenta all’articolo Giuseppe Ruocco, dell’associazione Contro la camorra e tra gli organizzatori della “festa”. Mentre un altro partecipante al contest, Emilio Vittozzi, nel suo articolo, ricorda Santo Romano ucciso, come Francesco Pio Maimone, per una scarpa di marca pestata e sporcata involontariamente. «È morto per aver fatto da piacere» sottolinea Vittozzi.
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Erano presenti tutti: i ragazzi di Radio Siani, Libera e Contro la camorra. Per il quindicesimo anno hanno voluto festeggiare così, anche attraverso le parole di persone comuni e di una ragazzina, il giornalista simbolo della lotta alla camorra, davanti all’ingresso della Torre Francesco dove ha sede Il Mattino. Quotidiano per il quale Giancarlo lavorava, con grande passione e impegno, sia pure da precario. Tante le presenze, anche quelle di semplici passanti che si sono fermati ad ascoltare. C’erano il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli; il segretario campano di Polis, Enrico Tedesco; il deputato Avs Francesco Emilio Borrelli, il presidente di AsCenDeR Geppino Fiorenza e tanti altri colleghi di Giancarlo.
I valori
«Il coraggio di raccontare la verità». «La lotta contro l’omertà». «I valori e gli ideali». «Il contrasto all’illegalità». Sono questi i punti che gli organizzatori della simbolica festa di compleanno a Giancarlo (il suo compleanno sarebbe stato il 19 settembre scorso) hanno voluto ancora una volta ricordare al suono dello slogan che rappresenta tutte vittime di camorra e di mafia: «Non muore mai chi lotta per la verità». Giuseppe Ruocco ha anche ribadito che Giancarlo è «stato tolto al mondo e a noi» e sottolineato come «l’Antimafia si è sempre e solo concentrata sul giorno dell’omicidio». «Abbiamo sempre pensato che Giancarlo rappresenta il mondo del sociale e il giornalista che lotta da solo contro tutti. È un simbolo di impegno e perseveranza. Per questo continuiamo a portare avanti il suo ricordo, perché Giancarlo sia presente chiamando a rapporto le Istituzioni ma nelle vesti di semplici cittadini perché Giancarlo, anche se in modo pungente o a volte duro, si rivolgeva a noi, alla gente, alle Istituzioni». Di qui - spiega - il contest giornalistico. Giuseppe Scognamiglio di Radio Siani invece spiega: «Abbiamo lanciato il concorso giornalistico per capire oggi cosa avrebbe scritto Giancarlo attraverso le parole di chi continua a portare avanti i suoi valori. È un modo per dare a tutti la possibilità di raccontare fatti ed eventi dove l’informazione potrebbe non arrivare. La nostra è una provocazione».
La Fondazione
«La Fondazione Polis della Regione Campania, che si occupa di vittime della criminalità da sempre ha compreso che l’aiuto alle vittime passa attraverso momenti di memoria come questi. Aiutare le vittime significa fare sì che il loro sacrificio non venga dimenticato», è questo il messaggio di don Tonino Palmese, responsabile della fondazione. E ancora: «Ma poi, come Fondazione, abbiamo deciso di celebrare anche i momenti di vita, in questo caso il compleanno, delle vittime innocenti. Festeggiare il compleanno di Giancarlo che avrebbe compiuto 67 anni non è un vezzo né tanto meno il modo per soffrirne l’assenza. Festeggiare il compleanno di Giancarlo è dire che è ancora vivo, che ancora batte le sue dita su quella macchina da scrivere, che ancora schiaccia il pedale sull’acceleratore della sua Mehari per scovare notizie e restituirle alla collettività. Auguri, Giancà».