Dalla vita in redazione ai grandi scoop: «Così ricordiamo Puntillo e Simeone»
Il Mattino

Dalla vita in redazione ai grandi scoop: «Così ricordiamo Puntillo e Simeone»

Martedì 22 settembre 2026
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Era inevitabile che l'affollato ricordo, organizzato dalla casa editrice «Infiniti Mondi» a palazzo Cavalcanti, di Nora Puntillo e Ennio Simeone diventasse occasione di memorie e...

Era inevitabile che l'affollato ricordo, organizzato dalla casa editrice «Infiniti Mondi» a palazzo Cavalcanti, di Nora Puntillo e Ennio Simeone diventasse occasione di memorie e di confronti tra le modalità del giornalismo di ieri e quello di oggi. Ennio e Nora, due giornalisti che hanno animato la scena della professione nel secolo scorso, partendo dalla redazione napoletana dell'Unità nel secondo dopoguerra per poi allargare la propria attività e impegno. C'erano alcuni dei colleghi che hanno condiviso esperienze e ricordi con i due giornalisti scomparsi ad agosto. Come Gigi Vicinanza, Matteo Cosenza, Geppino Mariconda. E poi i figli di Rocco De Blasi ed Ennio Simeone, come Paolo Grassi figlio di Nora, il segretario della Cgil Nicola Ricci, Antonio Bassolino, Lucia Valenzi, Benito Visca, Valeria Alinovi.

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Gli interventi 

Ha spiegato Gianfranco Nappi, anima con Massimiliano Amato dell'editrice «Infiniti Mondi»: «Facciamo memoria e stavolta volevamo evidenziare come Nora e Ennio siano stati grandi professionisti, che davano voce a chi di solito non ne aveva nella società. Giornalisti legati ad altra epoca, intellettuali veri che sapevano leggere e raccontare gli eventi». Tanti aneddoti. Nicola Ricci ha ricordato come Nora Puntillo abbia voluto affidare proprio alla Cgil quattro sue macchine da scrivere, ora conservate nella sede del sindacato in via Toledo. E Gigi Vicinanza ad accendere flash sulla redazione napoletana dell'Unità, dove Nora era arrivata a 22 anni, «accolta con un grande sorriso da Francesca Spada» come lei stessa raccontò. Un mondo, legato al Pci di allora, all'impegno politico, agli intrecci tra vita privata e attività professionale, descritto in modo ineguagliabile nel libro di Ermanno Rea «Mistero napoletano». Dall'Unità, ai ricordi della redazione napoletana di Paese sera, dove Nora lavorò e dove Matteo Cosenza visse parte consistente della sua vita professionale.

Giornalismo spesso militante, ma sempre in rapporto dialettico con il Pci. Sergio Locoratolo, consulente per la cultura dell'amministrazione comunale, come padrone di casa nella sede di palazzo Cavalcanti ha evidenziato l'importanza di non dimenticare chi è stato parte della storia del giornalismo e della città di Napoli.

E il presidente dell'Ordine dei giornalisti campani, Ottavio Lucarelli, ha sottolineato come «i grandi professionisti del passato sono stati espressione dell'epoca in cui hanno vissuto e svolto la loro attività». Aggiungendo: «Oggi le redazioni hanno meno riferimenti, tempi frenetici di lavoro legati a un'attività completamente cambiata. I colleghi devono lavorare insieme per il sito e il giornale cartaceo, correre sui fatti. In più gli organici sono ridotti, con poco tempo per seguire maestri e riferimenti di prestigio come furono Nora Puntillo e Ennio Simeone».

La memoria 

Tempi che cambiano e la memoria fa capire meglio i mutamenti frenetici dell'attività giornalistica. Ricordare Nora Puntillo e Ennio Simeone non era nostalgico rifugio nel passato, chiuso ai cambiamenti. Si è trattato invece di un riconoscimento verso due giornalisti-intellettuali mai chiusi verso le trasformazioni della professione. Lo dimostrò Ennio Simeone, animatore di tante iniziative editoriali locali, e lo dimostrò Nora Puntillo, mai in ritardo nella lettura dei fatti su cui fino all'ultimo ha mostrato curiosità e interesse.

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