Salerno, tra pontificale e identità: «Probabile visita del Papa»
Il Mattino

Salerno, tra pontificale e identità: «Probabile visita del Papa»

Martedì 22 settembre 2026
7 visualizzazioni

È l?immagine stessa della festa la cattedrale di Salerno ?invasa? di fedeli che, ieri mattina, partecipano in cattedrale al solenne pontificale di San Matteo, presieduto...

È l’immagine stessa della festa la cattedrale di Salerno “invasa” di fedeli che, ieri mattina, partecipano in cattedrale al solenne pontificale di San Matteo, presieduto da monsignor Filippo Iannone, l’arcivescovo napoletano prefetto del Dicastero per i vescovi. Si può dire che tutta la città sia presente tra le navate della basilica, il quadriportico del duomo, le strade adiacenti del centro storico. È una selva di candele ad ardere davanti alla statua del santo, intronizzato nella cappella della Pentecoste, lungo la navata laterale sinistra.

APPROFONDIMENTI Salerno, anche Rocco Hunt sotto la statua per la processione di San MatteoSalvaSalvata Capaccio Paestum, sequestrato allevamento bufalino: reflui smaltiti illecitamente e opere abusiveSalvaSalvata Si finge il padre morto e sventa una truffa telefonica: 37enne in manetteSalvaSalvata

La venerazione

È il giorno dell’affidamento al patrono così come agli altri cinque santi che, in serata, saranno portati in processione. Anche Giuseppe, Gregorio VII, Caio, Ante e Fortunato sono esposti alla venerazione. La cattedrale è gremita già un’ora prima della messa e il vociare degli incontri e dei saluti è interrotto solo quando, alle undici, ha inizio la processione d’ingresso: a concelebrare con monsignor Iannone sono l’arcivescovo Andrea Bellandi; l’arcivescovo emerito Luigi Moretti; il vescovo eletto di Terni-Narni-Amelia, Alfonso Raimo; il vescovo di Teggiano-Policastro, Antonio De Luca. E poi oltre cento sacerdoti del clero salernitano. Tra i banchi tante autorità militari e civili, a cominciare dal sindaco Vincenzo De Luca che, pochi minuti prima dell’inizio del rito, entra (tra qualche applauso) da una porta laterale; dal prefetto Francesco Esposito; dal rappresentante della Provincia, il sindaco di Vietri sul Mare Giovanni De Simone. «La festa di San Matteo – dice l’arcivescovo Bellandi, in apertura della messa, nel suo saluto a monsignor Iannone – rappresenta l’identità stessa di questo popolo tanto che lo stesso gonfalone della città porta in sé raffigurata l’immagine del patrono».

Tutta radicata nel Vangelo è l’omelia di monsignor Iannone, che si sofferma sul racconto della chiamata di Matteo. Il primo tema è la gioia che si traduce nell’immediata risposta del pubblicano, che con una sola parola di Gesù, «seguimi», si alza dal suo banco e ne diventa discepolo. Una gioia non scalfita nemmeno dalle difficoltà. «Appare evidente – spiega l’arcivescovo Iannone con riferimento anche agli altri apostoli – che Gesù entrò nei loro cuori. Fece loro provare vivamente l’amore che portava sulla terra. E questa scoperta li riempì di una gioia indicibile. Matteo permise che il suo cuore fosse conquistato da Gesù. Sperimentò che stare con lui dona una felicità che il mondo non può dare. Probabilmente dopo poche settimane trascorse accanto a Gesù si rese conto che avrebbe avuto delle difficoltà, perché non tutti ricevevano il Maestro con la stessa apertura di cuore. Forse avrà percepito i propri limiti e le proprie miserie, che contrastavano con la missione che Gesù iniziava. Comunque Matteo preferì la speranza, rifiutando ogni pessimismo; confidò nel fatto che avrebbe potuto avvalersi del suo amore a Gesù, amore che lo avrebbe purificato e rinnovato ripetutamente».

La chiamata di Matteo suscita le critiche dei farisei, ma la misericordia di Cristo è aperta sempre al perdono: «Colui che si considera giusto sta chiudendo le porte a Dio; invece quello che si riconosce peccatore lascia che Cristo si avvicini per curarlo. Egli non ci chiede una vita immacolata e senza errori, ma un cuore contrito e umiliato». A margine, prima che avesse inizio il pontificale, l’arcivescovo Iannone aveva incontrato la stampa. È risaputa la sua vicinanza a Papa Leone, che lo ha voluto suo successore alla guida del Dicastero per i vescovi, di cui lo stesso Santo Padre era stato prefetto fino all’elezione al soglio di Pietro. Un Papa manca da Salerno da 25 anni: San Giovanni Paolo II fu in visita nel 1985 e nel 2001 (per l’inaugurazione del seminario). Abbiamo chiesto a monsignor Iannone se si possa prevedere una visita del Papa a Salerno. «Papa Leone – risponde – ama incontrare la gente in Italia e nel mondo. Sta per partire per la Francia. Il problema è l’organizzazione di ogni viaggio, che comporta sempre grande impegno. Ma Salerno è una grande città, accoglie le spoglie mortali di San Matteo così come la tomba di Papa Gregorio VII. Ritengo molto probabile che possa accogliere il Santo Padre». Nel dialogo con la stampa anche l’ammirazione per la grande devozione dei salernitani, «come noi napoletani per San Gennaro», e l’augurio perché la città «possa crescere nel confronto sereno e pacato».

Condividi questo articolo