Ludopatia, casi in aumento: «Le donne over 65 sedotte da azzardo e scommesse»
Il report sul gioco d?azzardo nei piccoli Comuni ?Non- così piccoli. Azzardo, un problema in più per i piccoli Comuni italiani?, promosso da Cgil, Federconsumatori...
Il report sul gioco d’azzardo nei piccoli Comuni “Non- così piccoli. Azzardo, un problema in più per i piccoli Comuni italiani”, promosso da Cgil, Federconsumatori e Fondazione Isscon, ha aperto una serie di interrogativi. E mentre si attende di comprendere se davvero quei soldi sono riconducibili a giocatori di Baia e Latina, centro di circa duemila anime, o se invece provengono da altrove, ci si interroga sui pericoli del gioco. La direttrice del Dipartimento Dipendenze dell’Asl di Caserta, Lilia Nuzzolo, ha confermato che l’Azienda sanitaria da tempo monitora il disturbo ludopatico indicando nell’agro aversano e a Caserta le sacche maggiormente attenzionate. Proprio in questi territori ci sono il maggior numero di assistiti dai professionisti sanitari ma la platea dei ludopatici potrebbe essere più ampia di quanto si sospetta e presumibilmente in crescita. Ed è proprio per questo che l’attenzione dell’Asl non si ferma.
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A testimonianza di ciò l’apertura a breve di un servizio di “help telefonico” per le ultrasessantacinquenni. Attraverso dei controlli incrociati ci si è accorti di questa tendenza: «Donne di oltre 65 anni attratte da giochi e scommesse che effettuano puntate in particolare nei tabacchi. Si tratta di donne pensionate, spesso vedove, con figli ormai lontani che vengono “sedotte” da questo mondo», spiega Nuzzolo, che ricorda anche l’attenzione verso i giovani, più attratti invece dai giochi online. «Il lavoro dell’Asl - sottolinea - è teso anche a prevenire l’insorgere del disturbo attraverso l’informazione diretta ma anche con una campagna d’ascolto soprattutto nei confronti di giovani e giovanissimi». In questo contesto si inquadrano gli incontri che da circa dieci anni vengono effettuati nelle scuole dove agli studenti vengono sottoposti dei questionari mirati a far emergere possibili problemi di dipendenza, anche da gioco. «Questo ci consente - continua - di intervenire immediatamente ed evitare che il problema si cronicizzi».
Le iniziative
Cronica, invece, potrebbe essere la questione per gli under 35. Per loro c’è un servizio telefonico dedicato attivo dal lunedì al venerdì collegato direttamente all’unità operativa delle dipendenze comportamentali. Altre sperimentazioni sono state messe in campo come quella di aprire uno sportello all’interno dei luoghi dove si gioca e si scommette. «Abbiamo avviato un protocollo con la Codere - il network che vanta numerose sale Bingo e gaming hall in tutta Italia – e abbiamo formato gli operatori del Bingo di Maddaloni aprendo uno sportello al quale si possono rivolgere i giocatori. L’esperimento però – chiosa Nuzzolo - non è risultato vincente». Da una prospettiva diversa ad agire in questo settore è la Questura. La Squadra Mobile di Caserta, di cui è dirigente Massimiliano Russo, monitora costantemente il comparto attraverso agenti specializzati che fanno parte del nucleo di polizia giochi e scommesse. Il controllo si muove su due direttrici: da una parte le verifiche amministrative necessarie per concedere l’ok all’apertura di centri scommesse e dall’altra l’ambito investigativo e informativo teso a controllare il gioco in tutte le sue varianti, da quelle materiali ai flussi economici. Il vice della Mobile Gianluca Tuccillo conferma che «in linea con il dato nazionale, anche a Caserta si registra un numero crescente di sale scommesse. Le strutture – sottolinea il funzionario – sono dislocate in modo omogeneo su tutto il territorio, non ci sono aree in cui si evidenzia una maggiore presenza». Tuccillo chiarisce anche che «la concentrazione delle scommesse è legata alla concentrazione di sale giochi. Ormai è sempre più frequente che si giochi online, da casa. È sempre più rara la presenza di giocatori nelle sale».
Ma perché allora si registra questo aumento? Una spiegazione potrebbe essere legata alla criminalità organizzata che vede nel gioco un modo facile per fare soldi. E non solo. «Per le organizzazioni criminali - continua - il gioco è un buon modo per guadagnare in modo legale. Mentre per i giocatori è difficile vincere, almeno nel lungo periodo, per la criminalità invece questo settore è un vero e proprio affare. Le scommesse, inoltre, sono un ottimo canale per riciclare i proventi della criminalità e non bisogna sottovalutare che attraverso l’acquisizione dei siti dove si trovano i dispositivi di gioco e scommesse la criminalità riesce a mantenere il controllo del territorio». Ecco allora che diventa indispensabile l’azione investigativa che si snoda attraverso il controllo dei flussi di denaro, «che per quanto concerne il gioco online - sottolinea Tuccillo - crea maggiori problematicità» e le verifiche sui rapporti con la criminalità organizzata.