Barilla-Liguori, trattative in corso: «Ma Voiello resta»
Il Mattino

Barilla-Liguori, trattative in corso: «Ma Voiello resta»

Martedì 22 settembre 2026
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La decisione di Barilla di concentrare a Foggia le attività legate alla produzione della pasta scuote il territorio casertano. Al centro della riorganizzazione aziendale c?è...

La decisione di Barilla di concentrare a Foggia le attività legate alla produzione della pasta scuote il territorio casertano. Al centro della riorganizzazione aziendale c’è anche lo stabilimento di Marcianise, per il quale è in fase di negoziazione avanzata la proposta di acquisizione presentata dal Pastificio Liguori Spa di Gragnano. Un passaggio che, nelle intenzioni dell’azienda, dovrà avvenire nel segno della continuità produttiva e occupazionale: Barilla puntualizza anche che a Marcianise continueranno a essere realizzate produzioni di pasta Voiello sulla base di contratti pluriennali di fornitura con la società acquirente.

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Ma che suscita già reazioni e richieste di garanzie da parte della politica e apre una discussione sul fatto che un altro marchio storico dell’imprenditoria italiana lasci l’area industriale casertana.

A sottolineare questa circostanza è il consigliere comunale di opposizione di Marcianise, già sindaco della città, Antonello Velardi che, insieme agli altri esponenti dell’opposizione - Raffale De Martino, Saverio Delle Curti, Stefano Farro, Paola Laviscio, Vincenzo Letizia, Sara Mezzacapo, Nicola Russo e Pasquale Salzillo – ha richiesto la convocazione di un consiglio comunale straordinario per discutere della «Situazione dello stabilimento Barilla di Marcianise – Salvaguardia dei livelli occupazionali, continuità produttiva e prospettive industriali del sito». Una richiesta alla quale è seguita subito la convocazione della conferenza dei capigruppo per domani alle 16.

Le reazioni

Il tema dell’occupazione è al centro anche delle reazioni politiche. Per Marco Cerreto «l’accordo non è ancora definito, ma le interlocuzioni avute con Barilla sono state rassicuranti, soprattutto per quanto riguarda l’intenzione di porre alla base dell’eventuale operazione la condizione di salvaguardia occupazionale e, nei primi anni, la possibilità di garantire a Liguori volumi produttivi anche per conto terzi. Sono elementi che se confermati nell’accordo potrebbero rappresentare un’opportunità per dare continuità allo stabilimento e al suo patrimonio produttivo». Il deputato di Fdi invita però ad attendere la conclusione della trattativa e pur dicendosi dispiaciuto «che Barilla abbia deciso di trasferire la propria produzione lasciando Caserta», confida nella «Liguori, che è una realtà industriale di grande credibilità, fortemente radicata in Campania e riconosciuta anche sul mercato estero per la qualità delle proprie produzioni».

La questione centrale resta il lavoro: «Quello che ci interessa è che qualunque soluzione venga individuata abbia al centro il lavoro e la salvaguardia di tutti gli attuali occupati. Nessuno deve essere lasciato indietro, compresi quei lavoratori che hanno iniziato con contratti a tempo determinato e che negli anni hanno acquisito nello stabilimento Barilla competenze e un know-how che rappresentano un patrimonio per l’azienda e per il territorio». Da qui la richiesta di un confronto «serio e trasparente con le parti sociali e con la Regione sino ad ora colpevolmente silente anche se informata di tutta la prospettiva. Se occupazione e continuità produttiva saranno realmente garantite, la prospettiva di un coinvolgimento di Liguori potrà rappresentare una concreta opportunità per il futuro».

Anche Agostino Santillo richiama la necessità di trasformare le rassicurazioni in impegni formali. «Sebbene il passaggio del sito a una nuova azienda sembri garantire la tutela dei posti di lavoro, evitando uno scenario di chiusura o fallimento, la fuga di un simile colosso resta un segnale d'allarme che non possiamo ignorare». Secondo il deputato del M5s, «le rassicurazioni dell'azienda non possono bastare: servono garanzie scritte, ufficiali, un piano industriale credibile del Pastificio Liguori, investimenti e produzioni stabili». L’obiettivo, aggiunge, deve essere quello di «invertire la rotta e lavorare affinché il nostro polo industriale torni a essere attrattivo e altamente competitivo». Sulla stessa linea Stefano Graziano: «La vicenda Barilla merita la massima attenzione. Parliamo di uno stabilimento che da cinquant’anni rappresenta lavoro e industria nella provincia di Caserta». Per il deputato del Pd, la trattativa con Liguori «può rappresentare una soluzione positiva soltanto se accompagnata da un piano industriale serio e da garanzie chiare sul mantenimento dei livelli occupazionali. Non possiamo permetterci di perdere altri pezzi del nostro tessuto produttivo. Serve subito un confronto tra azienda, acquirente, organizzazioni sindacali e istituzioni».

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