Accuse di omissioni e fake: Consiglio a tutta bagarre a Benevento
I veleni politici superano i miasmi. Il Consiglio sulle criticità ambientali che da mesi attanagliano la città si trasforma nell?ennesimo ring di scontro tra amministrazione e...
I veleni politici superano i miasmi. Il Consiglio sulle criticità ambientali che da mesi attanagliano la città si trasforma nell’ennesimo ring di scontro tra amministrazione e opposizione che abbandona l’aula in polemica. Chi si attendeva risposte sulla clamorosa contaminazione del Calore del 25 luglio, con la schiuma biancastra e i pesci morti a pelo d’acqua, dovrà attendere ancora. Così come dovranno pazientare i cittadini di contrada San Domenico alle prese con i miasmi dell’impianto “Benevento Biometano”.
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«Abbiamo fatto tutto quanto nelle nostre competenze, dobbiamo attenerci alle decisioni della Procura e degli organi tecnici» la posizione dell’amministrazione espressa dal sindaco Mastella, dal vicesindaco De Pierro e dall’assessore all’Ambiente Picucci. Ma l’opposizione, che aveva richiesto la discussione, non ci sta: «Le indagini della Procura non devono essere un alibi di comodo. Il Comune non ha fatto abbastanza né sul biodigestore, né sul depuratore Asi di Ponte Valentino».
Lo scontro
I veleni tra gli schieramenti sono esplosi subito in apertura. Il leader di ApB Luigi Diego Perifano ha chiesto l’inversione dell’ordine per anticipare il punto sui temi ambientali, collocato in coda dal presidente Renato Parente: «Metterlo all’ultimo posto è il solito sfregio che la maggioranza fa all’opposizione, ma è un pessimo segnale alla città che ha perso ogni fiducia verso questa istituzione dopo il gravissimo caso Santamaria». Richiesta cestinata in prima persona da Mastella: «La fiducia dei cittadini non mi manca: l’ultima rilevazione mi ha attribuito il 60 per cento. Il dialogo si fa in due, voi vi siete sempre sottratti. Preferite diffondere foto fake» il riferimento a un post di Perifano sulla segnaletica per le strisce blu nei pressi della Rocca. L’inversione, bocciata con i 20 voti della maggioranza, scatenava la protesta plateale dell’opposizione di centrosinistra cui non si associava la meloniana De Stasio: Aventino sul ballatoio d’accesso all’aula consiliare brandendo striscioni insieme alla segretaria di Avs Annamaria Mollica. Visibilmente infastidito Mastella che nel pomeriggio stigmatizzava: «Atteggiamento populistico e immaturo. Nessuno voleva fuggire dalla discussione sui miasmi, che si è svolta di lì a poco».
L’amministrazione ha respinto nettamente ogni ipotesi di omissione: «La narrazione secondo la quale ci sarebbe chi ha a cuore la salute dei cittadini e chi invece se ne disinteressa, ovvero l’amministrazione, è completamente falsa - ha esordito l’assessore all’Ambiente Oberdan Picucci - I Comuni non possono decidere in proprio ma devono attenersi, come emerso anche al tavolo prefettizio sul caso Airola, alle rilevazioni degli organi scientifici e alle decisioni della Procura». Ha poi relazionato il dirigente del settore Ambiente Maurizio Perlingieri evidenziando come il Comune avesse chiesto il monitoraggio Arpac il 13 luglio, ovvero in tempi non sospetti rispetto al macroscopico inquinamento del Calore palesatosi il 25 luglio. E l’Arpac, come anticipato dal Mattino, aveva risposto il 22 luglio attestando la probabile causa scatenante: sovraccarico del depuratore Asi di Ponte Valentino causato anche dallo smaltimento dei reflui prodotti dall’impianto Benevento Biometano. È toccato poi al dirigente delle Attività produttive Antonio Iadicicco motivare la teoria di ordinanze di sospensione e ripresa delle attività del biodigestore, «finalizzate tutte - ha spiegato - al contenimento dei miasmi prodotti da biomasse introdotte dal gestore senza informare il Comune». Mastella intanto aveva lasciato l’aula e la chiosa finale era del vicesindaco De Pierro: «Nessuna omissione né sconti ai privati: fino a quando ci saranno i miasmi, sarà tolleranza zero sull’impianto biometano». Ma l’opposizione rintuzzava atti alla mano: «Dove sono le centraline disposte dall’Asl per Ponte Valentino fin dal 2024? - incalzava Giovanna Megna di Avs - Come ci sono entrate 17mila tonnellate di rifiuti nel biodigestore di San Domenico? Perché non vi siete attivati dopo le prime segnalazioni dei cittadini e la relazione dei vigili dello scorso febbraio?».
Importante la rivelazione di Francesco Farese (Pd): «I rapporti in autocontrollo della Multiservice Asi datati 16 luglio dimostrano che il depuratore superava i limiti di legge per numerosi inquinanti. L’amministrazione è stata informata da Arpac, ma non si è attivata».